7 agosto 2012. ore 22.31 e 15 secondi: Giancarlo conquista la seconda posizione della prima tappa de Les Sables – Les Açores – Les Sables, e lo fa navigando senza anemo-giroette e quindi senza alcuna informazione sul vento.
Dopo 1270 miglia di distanza in linea d'aria, percorse in 9 giorni, 11 ore 29 minuti e 15 secondi, Giancarlo ha tagliato il traguardo al largo del porto di Horta, nell'Isola di Faial dell'Arcipelago delle Azzorre con il suo Prysmian 747, accolto da un calo totale di vento che lo ha costretto a restare circa mezz'ora di fronte alla linea d'arrivo.
Una regata che si è giocata sul filo del rasoio: poco dopo aver girato la boa di disimpegno (in 4° posizione), Giancarlo è passato in testa al gruppo dei proto che ha condotto fino al 4 agosto, quando al rilevamento delle 16.00 risultava in terza posizione, dopo Milan Kolacek e Aymeric Chappellier.
E' subito iniziato un duello a tre che si è risolto solo il giorno dell'arrivo: le classifiche provvisorie sono sempre calcolate su rotte teoriche che non tengono conto delle condizioni meteo del momento e evolutive, tra l'altro particolarmente difficili da prevedere su questo percorso, soprattutto senza gli strumenti che danno le informazioni sui venti.
Il terzo giorno di regata, dopo circa 300 miglia dalla partenza, l'asta a cui era fissata la giroette si è spezzata all'approccio del fronte freddo.
La giroette è lo strumento in testa d'albero che permette di rilevare tutte quelle preziose informazioni sul vento che permettono allo skipper di sapere con quale intensità e direzione del vento sta navigando e al prezioso pilota automatico di condurre l'imbarcazione in modalità vento e non bussola.
Nonostante questo, la mattina del 7 agosto Giancarlo è nuovamente tornato in prima posizione, ma la scelta di Chappellier di stare più a nord ha pagato, facendogli guadagnare la prima posizione all'arrivo.
La strategia adottata da Giancarlo di buttarsi subito a Est senza optare per una rotta a Nord o a Sud, ma cercando di guadagnare quanto più mare possibile assecondando ogni bascula di vento e cercando ogni fenomeno in formazione ha comunque pagato, soprattutto navigando senza informazioni sul vento.
"In questa regata ho dato tutto e di più" ha commentato Giancarlo al suo arrivo.
"Senza l'anemometro dubiti sempre e di tutto. A causa dell'intenso vento apparente che si creano i nostri proto è assai difficile sapere quale configurazione adottare e quindi a volte devi provare più vele per sapere quale è quella giusta. E durante i grossi cambiamenti di vento diventi matto.
A volte dopo qualche minuto di sonno mi trovavo con le vele un po' sgonfie o da lascare e questo era assai frustrante. Ho timonato molto e dormito poco e ho avuto diversi tipi di allucinazioni dovute allo stato di estrema stanchezza. Il mio cervello ha iniziato ad agire in maniera indipendente, al di fuori della mia volontà, per ritagliarsi momenti di riposo. Meccanismi assai curiosi che potrebbero anche diventare oggetto di studio di neurologi.
Alla fine sono contento, ho tenuto testa una settimana senza uno strumento fondamentale della barca, questo mi da fiducia e serenità per tornare in mare per la seconda tappa".
Ma non è ancora giunto il tempo delle riflessioni.
Adesso ogni istante è proiettato verso la preparazione della seconda tappa, che partirà il 14 agosto dalle Azzorre. Recupero fisico, riparazione della giroette e rimessa a punto dell'imbarcazione, studio della meteo e della strategia di rientro, impegni con l'organizzazione: non c'è un solo minuto che possa essere lasciato al caso.
E il distacco con il leader permette a Giancarlo di proiettarsi in una seconda tappa di attacco.
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