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VELA OCEANICA

Volvo Ocean Race: volata verso Boston

volvo ocean race volata verso boston
red

A meno di 500 miglia dal traguardo di Boston. U.S.A., nella sesta tappa della Volvo Ocean Race, l'Ericsson Racing Team occupa la prima e seconda posizione. Ericsson 4, dello skipper brasiliano Torben Grael, la notte scorsa, dopo aver disattivato la modalità Stealth Play, è ricomparso in testa alla flotta.

La modalità Stealth Play consente all'equipaggio di mantenere nascosta la propria posizione per una durata massima di 12 ore, sia nei confronti delle altre barche che, ovviamente, dei tifosi. Ericsson 4 è uscito dalla modalità Stealth Play alle 2200 GMT e si è trovato ad avere un vantaggio di 31 miglia nei confronti di Ericsson 3, del veterano skipper svedese Magnus Olsson, alla sua sesta navigazione attorno al globo.

Secondo il report delle posizioni di oggi alle 1600 GMT Ericsson 4 precedeva di 27 miglia  Puma e di 34 Ericsson 3, mentre per arrivare a Fan Pier, a Boston, doveva ancora percorrere 469 miglia. E' una svolta sorprendente per Ericsson 4, che  la scorsa domenica, si trovava 105 miglia dietro a Telefonica Blu.

 "Abbiamo recuperato bene nei confronti di Telefonica Blu, contro il quale abbiamo duellato per la prima posizione," ha detto Grael. "Però anche se ora siamo in testa, la gara è ancora completamente aperta tra loro, Ericsson 3, Puma e noi."

Nel corso della notte le condizioni meteo sono diventate impegnative. "Il vento è girato a Nord Ovest - dritto in prua - raggiungendo un'intensità di 20 - 30 nodi con raffiche molto forti. Questo genera mare molto formato al quale le barche cercano di sfuggire," dice Chris Bedford, il metereologo del Team.

Anche Ericsson 3 ha accusato il colpo. "Stavamo provando a cambiare la vela di prua con una più piccola e fare ancora una mano di terzaroli alla randa. Tutti erano in coperta a lavorare," ha detto Gustav Morin, responsabile della comunicazione a bordo di Ericsson 3. "Lo stato del mare si è improvvisamente messo al brutto. Lo scafo sbatteva contro le onde e, quando il timoniere doveva buttarsi prua al vento, le vele sbattevano e quindi si rollava. Per poco che posso dire era un caos."

Mentre  Ericsson 4 stava navigando in modalità Stealth Play, l'equipaggio si è accorto che il desalinatore si era guastato.

 "Dave Endean (il nostro comandante) ha esaminato prontamente il guasto scoprendo che una componente della membrana semipermeabile dell'acqua, attraverso la quale si fa filtrare, sotto una notevole pressione, l'acqua del mare facendo così separare alcune delle più piccole molecole di acqua dall'acqua marina, si era perforata," ha detto Guy Salter, responsabile della comunicazione a bordo di Ericsson 4. "Non si tratta certamente di una situazione ideale, in quanto l'acqua è l'unica cosa di cui abbiamo veramente bisogno nei prossimi giorni. La beviamo, ci serve per cucinare e, all'occasione, per lavarci!"

L'equipaggio ha adottato un piano di razionamento che concede un litro e mezzo d'acqua al giorno per ciascun membro dell'equipaggio. Salter  l'ha definita "una quantità pericolosamente ridotta" per chi gareggia 24 ore al giorno lottando tutto il tempo contro il pericolo della disidratazione. Un'altra conseguenza è che c'è meno acqua disponibile per cucinare i pasti liofilizzati, così si dovrà mangiare di meno.

L'equipaggio sta facendo uso di un desalinatore di emergenza, azionato a mano, e se viene fatto lavorare ininterrottamente, produce un massimo di 3 litri l'ora. Una situazione tutt'altro che ideale, ma l'unica rimasta.

 "In questo tipo di competizione a disidratazione è uno dei problemi più grandi da affrontare, bisogna che ciascuno si sforzi sempre di ingerire la maggior quantità di liquido possibile," ha detto Salter. "Una piccola percentuale di disidratazione può causare una riduzione significativa del rendimento sia fisico che mentale. Quando hai sete è già troppo tardi. Quindi avere a disposizione così poca acqua è tutt'altro che una situazione ideale."


24/04/2009 22:31:00 © riproduzione riservata






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