La Direzione di Corsa ha pubblicato un avviso ufficiale di modifica del percorso: per assicurare un arrivo più compatto a Fort-de-France, in Martinica, l’itinerario è stato abbreviato. Fuori rotta l’isola di Ascensione, che non farà più parte del circuito; l’ultimo waypoint da lasciare a dritta sarà ora l’arcipelago di São Pedro e São Paulo, minuscoli scogli situati in prossimità dell’Equatore. Secondo le ultime previsioni, l’ETA dei primi Ultim è fissata per il 6 novembre nelle acque caraibiche di Fort-de-France.
Con una velocità media di circa 15 nodi dalla scorsa notte, i tre Ultim di testa stanno finalmente lasciando alle spalle il temuto Pot-au-Noir, la Zona di Convergenza Intertropicale che spesso mette a dura prova uomini e mezzi. Il Maxi Banque Populaire XI, entrato ieri sera nella fascia di bonacce equatoriali, è riuscito a cavarsela meglio rispetto ai battistrada, mantenendo un ritmo più regolare. A bordo di SVR-Lazartigue, Tom Laperche ha raccontato stamattina via radio la difficoltà del passaggio: “Pensavamo fosse finito, ma c’era ancora molta attività. È andata meglio di ieri, ma il Pot-au-Noir ci ha trattenuti quasi 36 ore. È stato un passaggio tosto.” Laperche e Franck Cammas, a bordo del trimarano blu, hanno perso circa cinquanta miglia nel tratto più lento, oltre a molta energia: “Siamo rimasti fermi per un po’, con tantissime manovre. Nelle ultime ore le nubi si sono diradate e abbiamo potuto tornare ai nostri turni regolari.”
Dietro a SVR-Lazartigue, la partita è più aperta che mai. Actual Ultim 4 ha recuperato terreno e ora naviga a ridosso di Sodebo Ultim 3, grazie a un passaggio magistrale del Pot-au-Noir. Tutto è di nuovo possibile. Le tre barche di testa — SVR-Lazartigue, Sodebo Ultim 3 e Actual Ultim 4 — hanno davanti ancora 2.500 miglia fino alla Martinica, e con quattro trimarani al massimo delle prestazioni, la battaglia promette scintille fino all’ultimo bordo.
I 200 miglia che separano oggi la flotta da São Pedro e São Paulo non dovrebbero cambiare le posizioni, ma la vera partita si giocherà nel lungo bordo finale verso ovest, 2.200 miglia di Atlantico “larghe e aperte”, come ha spiegato Laperche: “Niente è scontato su questo tratto. Al lasco, le performance dei tre Ultim di testa sono molto simili e SVR non avrà più il vantaggio che aveva di bolina.” La riduzione del percorso rende il finale ancora più incerto: quattro maxi trimarani, tutti al 100% del loro potenziale, spinti dagli alisei caraibici. Il conto alla rovescia per Fort-de-France è iniziato: la battaglia degli Ultim entra nella sua fase più spettacolare.
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