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MINI TRANSAT

Mini Transat: strategie, bonacce e colpi di scena in Atlantico

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redazione

Dopo una settimana di navigazione nella seconda tappa tra le Canarie e la Guadalupa, la flotta della Boulangère Mini Transat si è letteralmente sparpagliata sull’oceano Atlantico. I 6.50 dei solitari hanno dovuto zigzagare tra le zone di bonaccia di un vasto anticiclone disteso lungo la rotta diretta verso i Caraibi. Un gioco di strambate e di scelte tattiche estreme: chi ha puntato deciso verso sud, alla ricerca degli alisei più stabili, sembra oggi raccogliere i frutti della sua strategia.

Tra i prototipi, la partita resta apertissima. Alexandre Demange (1048 - DMG Mori Sailing Academy II) e Mathis Bourgnon (934 - Assomast) si sono portati ai vertici della classifica grazie a una traiettoria meridionale scelta sin dai primi giorni. I due tornano così a insidiare Benoît Marie (1067 - Nicomatic-Petit Bateau), rallentato da un’avaria che lo ha frenato bruscamente nella sua cavalcata atlantica. Sabato, solo 40 miglia separavano i due inseguitori, contro le oltre 140 che li dividevano dal leader due giorni prima: il match è riaperto e la tensione cresce a ogni rilevamento.

Dietro di loro, Robinson Pozzoli (1026 - UOUM) e Julien Letissier (1068 - Frérots Branchet) si sfidano in un duello parallelo per un posto nel quintetto di testa. Ma tutti tengono d’occhio Thaïs Le Cam (1068 - Frérots Ad), la skipper più meridionale della flotta: in settima posizione, a 265 miglia dal leader, naviga nel cuore del regime aliseo e mostra un’andatura brillante. Se il vento la assiste, potrebbe presto rimescolare le carte nei piani alti della classifica dei prototipi.

Nei Serie, il sud paga ancora

Scenari simili tra i Mini di serie, dove Paul Cousin (981 - AFP – Groupe Biocombustibles) guida la flotta sulla rotta più a sud. I suoi immediati inseguitori, Antonin Chapot (1043 - Espérance Banlieues) e Blaise Ribon (1040 - Corto), sembrano impantanati nella dorsale anticiclonica che taglia la rotta diretta. Ma Cousin non può rilassarsi: Amaury Guérin (996 - Groupe Satov), con cui ha già duellato nelle regate di preparazione, è lì, quarto, pronto a sfruttare ogni minimo errore. Poco più indietro, Quentin Mocudet (986 - Saveurs et Délices) e lo svizzero Joshua Schopfer (1028 - Mingulay) restano in scia, separati da distacchi minimi.

Le due barche italiane sono nel gruppone centrale con Nicolò Gamenara (19°) su Red Hot Mini Peppar che procede a poco più di 6 nodi 101 miglia dietro il leader, e Cecilia Zorzi, su Eki, 25 miglia dietro Nicolò (ma in rimonta) con una velocità più o meno simile.

Le differenze si misurano ormai in manciate di miglia, e la regata promette di infiammarsi man mano che i solitari entreranno nei flussi regolari degli alisei.

Il dramma di Foucauld Malard: “Lasciare la barca non è facile”

Mentre la competizione si gioca a colpi di strategia e di nervi, un episodio drammatico ha scosso la traversata. Foucauld Malard (Mini 621 - L’Arche Lille & Mare e Vela), impegnato nella categoria Serie, è stato costretto ad abbandonare il suo Mini in pieno oceano dopo aver perso entrambi i timoni.

L’incidente è avvenuto a metà rotta, tra La Palma e Saint-François, quando una serie di colpi di mare ha danneggiato prima un timone, poi l’altro, rendendo impossibile qualsiasi controllo del battello. Malard ha mantenuto il sangue freddo e lanciato l’allarme prima di essere raggiunto dal battello di assistenza Señor Blue.

Il giovane skipper, illeso ma provato, è ora in rotta verso Capo Verde, mentre vengono organizzate le operazioni per tentare il recupero del Mini 621, alla deriva in Atlantico. “Lasciare la barca non è semplice”, ha confidato poco dopo il salvataggio, “ma in quelle condizioni non c’era altra scelta. Ora l’obiettivo è rientrare a terra e fare tutto il possibile per riportarla a casa”. Ph. Vincent Olivaud

 


02/11/2025 09:13:00 © riproduzione riservata






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