domenica, 27 settembre 2026

TROFEO JULES VERNE

Una dorsale anticiclonica rallenta Banque Populaire

una dorsale anticiclonica rallenta banque populaire
Roberto Imbastaro

Vela, Trofeo Jules Verne - Il Pacifico non finisce ancora di rallentare la corsa di Loick Peyron e dei suoi uomini verso il record sul giro del mondo a vela senza scalo.  I ghiacci ieri sono stati meno assidui sulla rotta di Banque Populaire, ma, in compenso, si è rafforzata una dorsale anticiclonica che ora sta praticamente sbarrando la rotta al maxi-tri. Velocità in calo e, soprattutto, impossibilità di mettere la prua verso est, verso quel Capo Horn che rappresenta la porta di uscita da tutto questo intrigo meteorologico.

A bordo si lavora e si tenta ogni cosa per mantenere alta la velocità in attesa di un cambiamento. Le strambate si susseguono ma  la realtà è che questa mattina, con un vento di 8 nodi, Banque Populaire stava facendo registrare 11 nodi di velocità. E in queste condizioni il vantaggio accumulato sul record di Franck Cammas sta scemando velocemente. Ora è di 790 miglia. Capo Horn si allontana, ed il rischio concreto è quello di metterci ben 24 ore più del previsto ed arrivare a doppiarlo il 23 dicembre. Se questa previsione si rivelerà esatta tutto il vantaggio sul record sarà sfumato e la sfida si giocherà sulla risalita dell’Atlantico, dove, specie nel sud, gli ostacoli, a cominciare dall’anticiclone di Sant’Elena, potrebbero essere molti.

A bordo i nervi sono tesi perché è chiaro che tutta la tabella di marcia sta andando a farsi benedire. Anche a terra le preoccupazioni salgono, come rivela il routeur Marcel van Triest, che sta lavorando giorno e notte per trovare una scappatoia: "O riusciamo a passare questa dorsale in poche ore, cosa che mi sorprenderebbe molto, o ce la porteremo fino a Capo Horn. E' una vera e propria diga tra due depressioni, una avanti e una dietro. In mezzo, c'è questo piccolo pezzo di alta pressione. E così sarà lunga ... saremo a Capo Horn il 23 dicembre, durante la giornata".

Il passaggio di Capo Horn significa anche la possibilità di invertire la tendenza messasi in moto nei giorni scorsi e che ha visto fondersi come neve al sole il vantaggio acquisito. Una prospettiva che rende fiducioso Loick Peyron, confortato anche dai freschi ricordi di Frédéric Le Peutrec, che era a bordo di Groupama nel corso del tentativo vincente:” Sentiamo il nostro rivale vicino, anzi sentiamo proprio il suo alito freddo sul collo. Nel 2010, Groupama 3 si è spinto molto più a sud nel Pacifico, perché c’era molto meno ghiaccio, e facevamo una media di 28 nodi. Avere queste informazioni è bello, ma fa venire anche i brividi. Noi speriamo di ricostruire la nostra gara a partire da capo Horn, perché le condizioni nell'Atlantico meridionale non sembrano male, anche se tendono a degradarsi. Dovremmo comunque avere condizioni migliori di quelle che abbiamo avuto su Groupama 3 due anni fa”.


21/12/2011 08:31:00 © riproduzione riservata






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