Si è conclusa oggi nella Baia di Palma l’edizione 2025 del Trofeo Princesa Sofía, prima tappa del circuito mondiale di vela olimpica e primo grande evento del nuovo quadriennio verso Los Angeles 2028. Una giornata baciata dal sole, con temperature primaverili e vento regolare tra i 10 e i 15 nodi, ha fatto da cornice ideale alla fase finale della manifestazione.
In acqua si sono svolte le Medal Races delle classi 470 MIX, Nacra 17, ILCA 6, ILCA 7, 49er e 49er FX, riservate ai primi dieci equipaggi di ciascuna categoria, con punteggio doppio. Per le discipline iQFOiL e Formula Kite, maschili e femminili, il format ha previsto invece un’intensa Medal Series tra i migliori otto, con quarti di finale, semifinali e finali a eliminazione diretta.
Con dieci equipaggi italiani in finale e cinque classi chiuse a podio, l’Italia torna da Maiorca con un medagliere ricco: quattro medaglie d’argento e una di bronzo. Un bilancio numericamente importante, frutto del lavoro invernale e del riassetto tecnico portato avanti dalla Federazione in vista del nuovo ciclo olimpico.
Oltre all’aspetto sportivo, anche quest’anno il Trofeo Princesa Sofía ha confermato il proprio valore come evento in grado di promuovere un modello virtuoso di sostenibilità, inclusività e promozione del territorio. L’edizione 2025 ha coinvolto oltre 1.000 velisti da 54 nazioni e rappresenta, come sottolineato dagli organizzatori, un asset chiave nella strategia delle Isole Baleari per la destagionalizzazione del turismo e la valorizzazione delle eccellenze culturali e ambientali del territorio.
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Per i risultati in tempo reale: https://www.trofeoprincesasofia.org/en/default/races/race-resultsall
La lista completa degli iscritti: https://www.trofeoprincesasofia.org/en/default/races/race-inscriptions
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La voce dei protagonisti:
Michele Marchesini, Direttore Tecnico FIV: “Siamo molto soddisfatti di questo avvio di quadriennio. La prima regata di Sailing Grand Slam – Coppa del Mondo, che coincide anche con l’esordio del nuovo ciclo Olimpico, ci ha dato risposte importanti. Siamo andati a bersaglio, a Medaglia, in cinque classi Olimpiche su dieci, portando dieci equipaggi in Medal Race in ben sette discipline diverse. Era un test che attendevamo con interesse, dopo un importante riassetto interno e l’intensa preparazione invernale. I segnali sono decisamente incoraggianti: la Squadra si è dimostrata già competitiva in numerose classi e il processo di rinnovamento sta dando frutti concreti. Oltre ai picchi, va sottolineata la prestazione di tanti atleti giovani: profili interessanti, che ci fanno guardare al futuro con fiducia. Siamo solo all’inizio, ma questo è senza dubbio un ottimo punto di partenza per affrontare con ambizione e determinazione l’intero Quadriennio Olimpico verso Los Angeles 2028.”
Ugolini-Giubilei: “Giornata sicuramente non positiva per noi, è andata male a abbiamo perso il primo posto, c’è un po’ di delusione da parte nostra.”
Emma Mattivi: “Sono davvero felicissima. Avevo iniziato questa regata senza particolari aspettative, ma giorno dopo giorno ho cominciato a crederci sempre di più. Il mio sogno era vincere la Medal Race, ed è successo: non potrei chiedere di più. Voglio ringraziare tutte le persone che hanno creduto in me, a cominciare dal mio nuovo coach, Francesco Marrai, che mi ha spronata fin dall’inizio e ha sempre avuto fiducia in me, senza guardare all’età o all’esperienza. Un grazie speciale va anche ai miei genitori, ai miei amici e alla Federazione, che mi ha sostenuta in tutto il percorso.”
Nicolò Renna: “Oggi abbiamo regatato con un bel vento e sono soddisfatto della mia prestazione. Era la seconda volta che affrontavo questo formato di Medal Series, dopo l’esperienza di Lanzarote: è un sistema che mi piace, perché se fai bene durante la settimana ti premia davvero. Ora testa al prossimo obiettivo: la preparazione per il Mondiale continua e restiamo concentrati.”
Riccardo Pianosi: “Oggi è stata una bella giornata. Ho cercato di fare cose semplici, e alla fine sono proprio quelle che funzionano meglio. Nella semifinale ho fatto una buona partenza, ho preso subito vantaggio e sono riuscito a controllare bene gli altri fino al traguardo. In finale sono partito ancora bene, avevo una buona velocità e ho lottato fino all’ultimo con Maeder di Singapore. Al secondo giro mi sono accorto di avere un buon margine sul terzo e sul quarto, quindi ho deciso di gestire la posizione per assicurarmi il secondo posto, senza rischiare troppo. Sono contento di come è andata: la regata non era iniziata nel migliore dei modi, ma siamo riusciti a risalire grazie anche al lavoro fatto insieme a Simone Vannucci e a tutta la squadra. Abbiamo costruito qualcosa di solido fino in fondo.”
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