Una bici su una barca? Questa idea potrebbe sembrare sciocca, ma è invece un’astuzia tecnica molto seria per aiutare Yann Guichard a manovrare da solo il maxi-tri Spindrinft 2 durante la prossima Route du Rhum. Edward Touchard, membro del team di progettazione Spindrift si è inventato questo ingegnoso sistema insieme al team di Franck Cammas quando stavano preparando la Route du Rhum 2010. La nuova missione di Edward è ora quella di adattare la soluzione a Spindrift 2, una barca più lunga di circa 10 metri e con tanta tela in più.
Stiamo parlando di una bici vera? "Assolutamente, è un telaio fissato al ponte che viene utilizzato per azionare i winch con lo stesso principio attuale ma utilizzando la forza delle gambe invece di quella delle braccia. Yann può così alternare gli sforzi e aumentare la resistenza", spiega l’ingegnere.
Guardando la bici sembra di vedere uno dei mostri in carbonio utilizzati nelle crono del Tour de France. Manca la canna per permettere a Yann di salire agevolmente anche con la cerata, non ci sono ovviamente le ruote, sostituite da tubi fissati al cockpit, la sella, anch’essa in carbonio, è un modello in commercio “marinizzato”, e infine il manubrio è stato sostituito con un profilo usato dai ciclisti di triathlon che offre una posizione più comoda con un migliore supporto per la schiena.
Il lavoro più grande è stato effettuato sulla trasmissione. La bici ha due catene. La prima confluisce in una scatoli di ingranaggi che consente di cambiare rapporto anche quando non si pedala, la seconda attiva un componente di inerzia che aggiunge efficienza al movimento. Ci si avvicina così agli sforzi che di solito si effettuano su una normale cyclette, ma alla Route du Rhum, la pedalata potrebbe durare più di una settimana!
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