Partiamo, cosa scontata, dal presupposto che Emirates Team New Zealand sarà il favorito nella finale della Louis Vuitton Cup che inizia questo fine settimana. Il mese scorso i kiwi hanno infatti vinto tutte le regate disputate contro Luna Rossa, con un vantaggio di oltre un miglio. Ma potrebbero aver fatto una scelta sbagliata optando (un’altra delle follie regolamentari di questa Ac) per la disputa diretta della finale della Louis Vuitton Cup. I kiwi a riposo e Luna Rossa a vedersela contro la vittima sacrificale Artemis, impossibilitata, per l’assoluta mancanza di tempo a disposizione, a fornire una prestazione dignitosa. Per gli svedesi quattro regate e milioni di dollari in fumo. E soprattutto in fumo c’è andata una vita, quella di Andrew Simpson, in un modo che ancora grida vendetta. Ma la preoccupazione di Artemis, alla fine della semifinale, era quella di salvaguardare il suo investimento e si augurava che questa edizione non resti l’unica con gli AC 72. Noi ci auguriamo di si. E non siamo i soli.
Ritornando a Luna Rossa, gli uomini di Max Sirena hanno avuto così l’opportunità di scendere in acqua in regata contro Artemis, e non c’è nulla che faccia migliorare di più un Team che la competizione. E Luna Rossa l’abbiamo vista migliorare, giorno dopo giorno, mentre si confrontava con gli svedesi. I neozelandesi hanno venduto la pelle dell’orso prima di averlo ucciso? Non strambano come i kiwi, ma sono migliorati e anche gli uomini di Luna Rossa hanno i loro punti di forza. Chris Draper è più a suo agio con la barca e si vede, Francesco Bruni sembra avere un bel feeling con il campo di regata, la barca va sui foils molto più efficacemente che durante i match con New Zealand, il pubblico statunitense sarà tutto (ovviamente) dalla parte degli italiani e la pressione psicologica sarà molto più forte sui favoriti neozelandesi che non su Luna Rossa. Ma per vincere Chris Draper dovrà partire meglio, ma molto meglio, di quanto abbia fatto finora.
In occasione della 25ª edizione dell’Argentario Sailing Week – Miramis Trophy, in programma dal 24 al 28 giugno, Miramis rinnova la partnership con lo Yacht Club Santo Stefano assumendo per la prima volta il ruolo di title sponsor della manifestazione
Francesca ha dipinto un quadro della vita a bordo con vento forte e mare grosso, mentre era all'inseguimento dello skipper italiano Ambrogio Beccaria su Allagrande MAPEI, che si trovava a poche miglia davanti a lei in quarta posizione
La vittoria assoluta nella categoria X2, al calcolo dei tempi compensati ORC, è andata a Tokio, J99 di Massimo Minozzi e Pietro Scarpa. Nella categoria ORC XTutti la vittoria assoluta è di Oxygen, X-35 del trevigiano Andrea Gozo
L'appuntamento, organizzato dalla LNI– La Spezia su delega della FIV, porterà gli equipaggi a sfidarsi nelle acque del Golfo della Spezia fino a domenica 7 giugno, con un programma che prevede fino a otto prove complessive
Alla rilevazione del 10 giugno, la skipper italo-americana navigava a circa 125 miglia dal leader Sam Goodchild (MACIF Santé Prévoyance), ma soprattutto a sole 15 miglia dalla terza posizione occupata dalla francese Violette Dorange
Progettato per rimanere sotto la soglia dei 24 metri di lunghezza, lo Swan 80 nasce con l'obiettivo di offrire le prestazioni e il prestigio di un maxi yacht mantenendo una maggiore semplicità gestionale e operativa
Seconda posizione per lo Yacht Club Costa Smeralda, terzo il RORC Gold. Ino Veritas di James Neville vince in classe SC1, Ran di Niklas Zennstroem primo in classe SC2
Spettacolo nel Golfo dei Poeti con 16 equipaggi e sette prove disputate
Una rete da pesca costringe AMbrogio ad immergersi. Dopo aver messo l’imbarcazione alla cappa per garantire un minimo di stabilità, lo skipper si è preparato a un’immersione sotto lo scafo per raggiungere la chiglia e liberarla dall’ingombro
Nel gennaio 2025 aveva scritto una delle pagine più memorabili della storia del Vendée Globe, completando il giro del mondo in 64 giorni, 19 ore, 22 minuti e 49 secondi, abbassando di oltre nove giorni il precedente record della competizione