Fredrik Loof sta alla Svezia come Scheidt e Grael al Brasile. Un’equazione certa, quella del livello dei campioni che si incontreranno a Nassau (Bahamas) nella seconda edizione delle Star Sailors League Finals.
La grande incognita sarà solo quella del vincitore, considerando lo spessore atletico dei velisti in gioco. Alcuni di loro si erano già rivisti lo scorso anno proprio alle Bahamas, altri l’ultima volta a Weymouth e altri mai nella stessa regata. Ed è qui che si gioca la storia di questa finale ancora una volta: la battaglia fra generazioni di campioni, con un passato e un presente in barche spesso diverse dalla Star.
Lo stesso Loof, infatti, prima di approdare a quella che per molti è la più bella e tecnica, vanta un passato glorioso in Finn. Come Xavier Rohart e altri della sua generazione. Come Bruno Prada, che ci è tornato negli ultimi due anni. E come le new entries per la SSL del 2014: Jorge Zarif, campione del mondo 2013, e Giles Scott, campione in carica di quest’anno. Tre campionati del mondo vinti (Tallinn 1994,Gdansk 1997 e Melbourne 1999) più 2 secondi e un terzo classificato, ma sopratutto il bronzo olimpico a Sydney 2000 (dopo due quinti) hanno reso Loof un grande nome del Finn.
Dopo tanti risultati di rilievo, dopo le olimpiadi australiane era arrivata l’ora di passare alla classe superiore, la mitica Star. E anche lì Freddy ha portato a termine altre tre campagne con risultati più che invidiabili anche nelle tappe di avvicinamento. 2 le stelle d’oro (i campionati del mondo) vinte, nel 2001 a Medemblick e nel 2004 a Gaeta. 6 le Silver Star collezionate: 3 campionati europei (Skodstrup 2001, Genova 2002 e Girona 2004), 2 Eastern Hemisphere Championship (Napoli 2006 e Amburgo 2010) con in mezzo anche 1 Western Hemisphere nel 2007. Esplosiva la crescita negli appuntamenti a cinque cerchi: dodicesimo in Grecia nel 2004, bronzo in Cina nel 2008 e oro nel Regno Unito nel 2012.
Al culmine di tante soddisfazioni, Freddy sembrava, come altri, aver voltato pagina. Poi c’è stata la prima finale della Star Sailors League. Di nuovo quasi tutti i big in campo, eccetto lui e pochissimi altri. Nuova formula: regate corte, intriganti, molto selettive. E tanta adrenalina fino all’ultimo: bisogna vincere fino all’ultima gara, non si può dormire sugli allori o fare strategie conservative. Ma ne vale la pena. C’è il montepremi di 4.000 punti per il vincitore, a decrescere per tutti i successivi equipaggi, che valgono l’accesso ai prossimi eventi. C’è l’importante montepremi in denaro, sempre di 200.000 dollari. C’è la gloria per chi riuscirà a battere quella flotta che si incontrerà la prima settimana di dicembre a Nassau: sarà una delle più forti di tutti i tempi.
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