Attualmente i due scafi dell'Ericsson Racing Team, mantengono le prime due posizioni nella quinta tappa della Volvo Ocean Race, mentre la flotta si avvicina con un passo da lumaca verso l'arrivo di Rio de Janeiro, Brasile. Sette giorni fa i due scafi di Ericsson erano al comando della flotta doppiando Capo Horn in condizioni meteo difficili. Nelle fasi di avvicinamento al pericoloso Capo gli equipaggi avevano potuto concedersi poche ore di sonno, perché stavano navigando lungo la costa cilena con un forte vento in poppa, che li costringeva a strambare di continuo.
Al momento di doppiare il Capo si prevedeva che i primi sarebbero arrivati a Rio entro la giornata di ieri, 23 marzo. Ora invece si prevede che le stesse arrivino all'alba di giovedì.
"Qui ho quasi perso il conto dei giorni, un giorno passa fondendosi nel successivo," ha detto Jules Salter, navigatore di Ericsson 4. "La navigazione procede lentamente, le carte meteorologiche relative al Sud Ovest dell'Atlantico tornano solo in parte: quando ti aspetti di guadagnare terreno lo perdi e viceversa"
Ericsson 3 continua a navigare in testa alla flotta, posizione conquistata il 7 marzo scorso, avendo coperto da allora 5800 miglia circa. Alle 1305 GMT di oggi, Ericsson 3 precedeva Ericsson 4 di 85 miglia, con ancora 354 miglia da percorrere per concludere la tappa.
Per spiegare il motivo del rallentamento basta pensare che Ericsson 3, nelle ultime 24 ore, ha percorso solo 172 miglia, Ericsson 4 177 miglia. Quando, lo scorso ottobre Ericsson 4 ha stabilito il record mondiale di velocità sulle 24 ore aveva percorso 596.6 miglia.
"Due notti fa abbiamo vissuto alcune ore di nervosismo," ha detto Gustav Morin, responsabile della comunicazione a bordo di Ericsson 3. "Ci trovavamo senza vento quando abbiamo ricevuto il report delle posizioni secondo il quale Ericsson 4 navigava con 13 nodi di vento."
"Si sono tutti per un po' azzittiti, mettendosi ad osservare l'orizzonte con la speranza che arrivasse un po' di vento," ha continuato a dire Morin. "In effetti dopo un po' il vento è arrivato, non più di 7 nodi. Il fatto di rimettersi in moto ha risollevato gli animi. Se rimani fermo mentre gli avversari navigano con 13 nodi di vento, in poche ore rischi di perdere molto terreno."
Il vantaggio di Ericsson 3 sui compagni di squadra, nel corso delle ultime 24 ore, è oscillato tra 59 e 78 miglia. Il poco vento è il risultato di un'alta pressione che sta dissolvendosi, accompagnata dalla mancanza del formarsi di un nuovo sistema capace di generare un differente tipo di vento.
"La situazione sulla rotta per Rio è complessa," ha detto Salter. "Zone con poco vento, altre, più piccole, dove si sta sviluppando una bassa pressione e barche sparpagliate ovunque. Tutto quello che puoi fare è provare ad interpretare i bollettini meteo diramati ogni 6 ore, tracciare le rotte e modificare le carte nautiche tenendo conto dei valori dell'intensità del vento rilevati dalle altre quattro barche che noi riceviamo ogni 3 ore."
Il continuo posticiparsi del momento dell'arrivo sta facendosi sul grado di stanchezza dei marinai, che dalla partenza del 14 febbraio da Qingdao, Cina, sono in mare da 39 giorni. Salter paragona la situazione che si vive a bordo di Ericsson 4 a quella di uomini infuriati rinchiusi in una gabbia. A bordo di Ericsson 3 i pensieri sono diretti alle famiglie.
"Gran parte dei ragazzi hanno sempre più voglia di arrivare a Rio, più che per ottenere un buon risultato, per scendere a terra e gustarsi un buon pasto," ha detto Morin. "Dato il ritardo gran parte delle nostre famiglie arriveranno a Rio prima di noi, e a bordo tutti i padri di famiglia parlano sempre più spesso dei loro figli e mogli e di quanto vorrebbero essere la a prendersi cura di loro appena scendono dall'aereo. Ma sembra che questo desiderio non potrà avverarsi. La mancanza di vento ci sta rendendo la vita difficile."
POSIZIONI DELLA QUINTA TAPPA, VOLVO OCEAN RACE
(24 marzo, 2009, 1305 GMT)
1. Ericsson 3, 354 miglia nautiche
2. Ericsson 4, +85 NM
3. Puma, +194 NM
4. Green Dragon, +550 NM
5. Telefónica Blu, +599 NM
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