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SPINDRIFT 2

Trofeo Jules Verne: Spindrift 2 taglia il traguardo

trofeo jules verne spindrift taglia il traguardo
redazione

Il team di Spindrift 2 ha tagliato il traguardo del Jules Verne Trophy al largo di Ushant, in Francia, alle ore 15:01 UTC di venerdì 8 gennaio, dopo 47 giorni, 10 ore, 59 minuti e 2 secondi trascorsi ininterrottamente in navigazione. Dopo quasi 29 mila miglia percorse a una velocità media di 25,35 nodi, Spindrift 2 ha chiuso il cerchio del suo primo viaggio intorno al mondo, conquistando il secondo miglior tempo nella storia. In questo tentativo l'equipaggio capitanato da Yann Guichard non ha battuto il tempo record fissato da Loïck Peyron (45 giorni, 13 ore e 42 minuti) per una differenza di 1 giorno, 21 ore e 9 minuti. Tuttavia Spindrift 2 è stato 20 ore, 45 minuti e 50 secondi più veloce del tempo fissato da Franck Cammas nel 2010, su questo percorso, sempre molto impegnativo. Durante il suo viaggio ad alta velocità, il maxi trimarano ha abbassato il record in tre sezioni del percorso (Ushant-Equatore, Ushant-Tasmania e Ushant-Cape Horn) e, per alcune ore, ha detenuto il record di traversata dell'oceano Indiano. Dona Bertarelli, che ha partecipato a questo tentativo di record insieme al suo equipaggio di 13 uomini, è la prima donna ad aver completato il percorso del Jules Verne Trophy e anche la donna più veloce ad aver completato un giro del mondo.

L'imbarcazione ha poi proseguito la navigazione verso la propria base a La Trinité-sur-Mer, dove è previsto il suo arrivo per le ore 21:00 UTC. Ad accogliere l'equipaggio sarà presente un numeroso pubblico, oltre alle relative famiglie, agli amici, ai partner del progetto e al team di terra di Spindrift Racing, che ha preparato una calorosa accoglienza in porto. Dopo l'arrivo del trimarano, l'equipaggio potrà finalmente rilassarsi, festeggiando insieme ai suoi ospiti e al pubblico.

Spindrift 2 è partito per il suo giro del mondo nella notte del 22 novembre e ha fatto ritorno nel pomeriggio dell'8 gennaio, appena prima del tramonto. A bordo del maxi trimarano Dona Bertarelli, Yann Guichard, Sébastien Audigane, Antoine Carraz, Thierry Duprey du Vorsent, Christophe Espagnon, Jacques Guichard, Erwan Israël, Loïc Le Mignon, Sébastien Marsset, François Morvan, Xavier Revil, Yann Riou e Thomas Rouxel.

Yann Guichard, skipper: "Il passaggio a sud di Capo di Buona Speranza è stato uno dei momenti più importanti per me, ma tagliare la linea di arrivo davanti a Ushant è stato un sollievo. Non nel senso di liberazione, perché non mi sono sentito prigioniero, anzi ho apprezzato molto questo giro del mondo, però era arrivato il momento di avere una pausa. Di certo ci sono stati momenti di stress, ma fa parte del mio lavoro. Questo Jules Verne Trophy mi ha riservato diverse nuove esperienze, come appunto quella di fare il giro del mondo, doppiare i tre Capi e navigare per cosi tanti giorni consecutivi senza mai toccare terra. Ho davvero voglia di tornare in mare. La barca è stata preparata alla perfezione per questa sfida, in futuro avremo bisogno soltanto dell'aiuto delle giuste condizioni metereologiche. I mari del sud sono magici. L'oceano Indiano è piuttosto grigio, ma il Pacifico ci ha regalato dei colori incredibili quando siamo scesi quasi fino al 60° parallelo sud. Non scorderò mai gli uccelli che ci hanno seguito durante la navigazione, come gli albatros e le procellarie.

La paura più grande è arrivata quando abbiamo urtato un oggetto con il foil: ho pensato che saremmo stati costretti a ritirarci. Sono davvero felice di essere arrivato qui a Ushant, perché, da Capo Horn in poi, la risalita dell'Atlantico è stata davvero impegnativa e ha messo a dura prova sia la barca che l'equipaggio."

Dona Bertarelli, timoniere/trimmer: “La risalita dell’Atlantico è stata lunga e impegnativa, mi sembrava che il tempo si fosse fermato. Fortunatamente ieri ci siamo resi conto che il traguardo era ormai vicino: è successo quando abbiamo doppiato la boa simbolica a 500 miglia da Ushant. E’ stato un momento speciale. Durante la notte non ho dormito molto ero emozionata e adrenalinica. Concludere questo giro del mondo per me ha rappresentato il raggiungimento di diversi obiettivi, anche se non abbiamo battuto il record del Jules Verne Trophy. Non ho rimpianti perché la cosa più importante era tornare a Ushant il più velocemente possibile e noi abbiamo fatto tutto quello che era possibile per raggiungere questo risultato.

Questo viaggio rappresenta una grande esperienza per me perché ci conosciamo tutti molto bene e ognuno di noi ha rispettato fino in fondo le individualità degli altri. E’ Stato bello perché siamo una squadra di veri amici. Sono anche molto contenta di avere avuto l’opportunità di esorcizzare le mie paure come il timore di fare un tuffo nell’oceano del Sud e di aver potuto continuare a comunicare con tutto il mondo condividendo le mie esperienze. Non mi sono mai sentita sola o isolata in questa avventura.”

La prima volta insieme

L’equipaggio è stato in grado di gestire questa sfida attraverso gli oceani per oltre un mese e mezzo. L’incredibile esperienza accumulata in un giro del mondo come questo appena finito, ha dimostrato che tutto il lavoro di ottimizzazione svolto lo scorso inverno ha pagato in senso assoluto: con un’attrezzatura più leggera e un albero leggermente più corto, Spindrift 2 è stata più sicura con vento forte e più maneggevole con vento leggero senza peraltro compromettere le sue qualità in queste condizioni. Purtroppo i tre imponenti fronti perturbati e le aree di alta pressione che hanno caratterizzato l’oceano Indiano dopo le isole Kerguelen, il Pacifico prima di Capo Horn e il Sud Atlantico a largo del Brasile, hanno rappresentato ostacoli insormontabili anche per gli sforzi e la perseveranza dell’equipaggio di Spindrift 2. Questo senza contare le avverse condizioni meteo con venti contrari che hanno costretto Spindrift 2 a navigare a lungo di bolina in Atlantico all’altezza dell’Argentina e dell’Uruguay.  Infine l’anticiclone delle Azzorre, posizionato tra le Canarie e la Florida, non ha certo aiutato l’ultima parte della sfida. Tutto il team di Spindrift può essere orgoglioso del risultato raggiunto in questa sfida e per aver concluso un lungo viaggio intorno al mondo nonostante i problemi riscontrati, come la rottura della parte bassa del foil di sinistra in oceano Indiano dopo aver urtato contro un oggetto non identificato. La collisione ha causato la rottura e ha impedito, di fatto, al team di ottenere il record di percorrenza in oceano Indiano. In seguito si è verificato un problema sull’albero riparato in navigazione all’altezza dell’Uruguay.

I record ottenuti

I 14 velisti a bordo di Spindrift 2 hanno ottenuto quattro record parziali di percorrenza nel corso del tentativo di battere il record principale quello del Jules Verne Trophy. Il primo record è quello da Ushant (la partenza) fino all’Equatore raggiunto in soli 4 giorni, 21 ore e 29 minuti a una sbalorditiva media di 30,33 nodi sulla rotte teorica (la più breve). Il secondo quello da Ushant al Sud della Tasmania che simbolizza l’ingresso in oceano Pacifico: 20 giorni, 4 ore e 37 minuti. Tra l'altro, Spindrift 2 ha detenuto, pur se soltanto per breve tempo, anche il record di percorrenza dell’oceano Indiano con un tempo di 8 giorni 04 ore e 35 minuti, che è stato battuto dopo poche ore da IDEC Sport, anche lui partito da Ushant il 22 novembre scorso. Infine il terzo record: da Ushant a Capo Horn in 30 giorni, 4 ore e 7 minuti, con un vantaggio di 18 ore e 11 minuti rispetto a Banque Populaire V, il precedente detentore.

Il record femminile

Questo Jules Verne Trophy si conclude anche con la conferma che Dona Bertarelli è la donna che ha navigato più velocemente intorno al mondo. Nel periodo dello stand by prima della partenza, inoltre, Dona si era inoltre concentrata sulle condizioni ambientali dell’oceano impegnandosi a condividere la sua esperienza di un viaggio intorno al mondo, le scoperte e il diario di bordo. In particolare ha mantenuto un'attiva corrispondenza con oltre 2000 bambini di scuole francesi e svizzere che sono partner del programma di Spindrift dedicato alle scuole per migliorare la comprensione delle aree marine e delle specie, spesso a rischio, che vivono in quelle zone. 

La condivisione del tempo e dello spazio a bordo

Il giro del mondo ha regalato all'equipaggio una grande esperienza di vita, raccolta lungo le miglia percorse attraverso i tre oceani. Un viaggio intorno al mondo non è per i deboli di cuore: dalla sofferenza per il freddo dei mari del sud, all'estenuante caldo equatoriale, sfidando gli spruzzi di acqua gelida che colpiscono il volto a oltre 60 km orari, con il pensiero degli iceberg e, non ultimo, essendo intrappolati con altre 13 persone in una scatola di 20m³ ...

I partner di Spindrift racing salutano il ritorno a casa del team: 

“Mirabaud vuole congratularsi con l’equipaggio di Spindrift 2 che ha gestito un eccezionale giro del mondo. Tutti noi e tutto il nostro personale abbiamo seguito con passione il Jules Verne Trophy" Antonio Palma, managing partner e CEO di Mirabaud & Cie SA.

 

“Mi congratulo con Dona, Yann e con tutto l’equipaggio per aver completato con successo il loro giro del mondo. Rendo onore al loro coraggio e alla loro tenacia.” Fabio Cavalli, CEO e fondatore di Genes-x.

 

“Zenith è davvero orgogliosa di essere partner di Spindrift racing e di aver avuto l’opportunità di seguire questa eccitante avventura che ha visto l’equipaggio stabilire una serie di nuovi record.” Aldo Magada, Presidente e CEO di Zenith.


08/01/2016 22:40:00 © riproduzione riservata








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