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Earth Day, Marevivo e Roma Capitale «Evitiamo che i rifiuti raggiungano il mare»

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redazione

Dobbiamo partire dai fiumi per ridurre l'inquinamento da plastica. È questo l'appello lanciato durante l’evento “Il fiume salva il mare” organizzato da Marevivo e Roma Capitale, in collaborazione con il Comitato Idrologico Internazionale – IHP UNESCO del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, nell’ambito delle iniziative per celebrare il Natale di Roma e l’Earth Day, la Giornata per la Terra che quest'anno a livello globale ha deciso di promuovere la campagna “End Plastic Pollution” per sensibilizzare sui danni provocati dalla plastica.
Al meeting che si è svolto stamattina alla sede galleggiante di Marevivo, Rosalba Giugni, Presidente dell’associazione e Pinuccia Montanari, Assessora alla Sostenibilità Ambientale Roma Capitale, hanno incontrato istituzioni, società civile, aziende ed Ambasciatori per trovare soluzioni al fine di evitare che i rifiuti arrivino in mare direttamente dai fiumi. Un messaggio che simbolicamente, attraverso la Cerimonia dell’acqua (Licia Colò come madrina), dal Tevere è partito per essere diffuso nelle acque di tutto il mondo. Il rito è stato preceduto dalle letture di Isabel Russinova.
Da sempre Marevivo si occupa del problema e lo scorso ottobre per il Summit mondiale dei fiumi, organizzato dal Ministero dell’Ambiente a Roma in Campidoglio, ha lanciato la campagna #RisparmiamoPlasticaAlmare per sollecitare le Istituzioni ad intervenire, prevedendo sistemi di raccolta dei rifiuti alla foce dei fiumi. L'80% della plastica che inquina i nostri mari, infatti, arriva dall'entroterra. Ogni bottiglia vuota porta con sé una minaccia terribile, lunga mille anni.
«I fiumi rappresentano le grandi arterie del pianeta che in passato rendevano possibile la vita e oggi invece si sono trasformati in nastri trasportatori di rifiuti di ogni genere che raccolgono nel loro tragitto e che inesorabilmente riversano in mare- – ha dichiarato Rosalba Giugni - . La plastica in superficie rappresenta solo il 15%, il resto è disperso nei fondali ed è più difficile da recuperare. Per mitigare l’inquinamento la prima azione concreta è quella di posizionare sistemi di raccolta dei rifiuti alla foce di tutti i corsi d’acqua. Sosteniamo e seguiremo i progetti di sbarramento di Castalia in corso in Italia. È questo l’ appello che parte oggi dalla sede di Marevivo».
Per Pinuccia Montanari: «Come Roma Capitale stiamo portando avanti un intenso lavoro dell’Assessorato alla Sostenibilità Ambientale con l’Ufficio Speciale Tevere per promuovere attività di riqualificazione delle aree golenali e il monitoraggio delle criticità. Il Tevere è un grande patrimonio che vogliamo difendere con tutti gli strumenti disponibili tra cui il Contratto di fiume, che sarà un veicolo importante per individuare finanziamenti e programmare azioni strategiche. Il contributo di ognuno è fondamentale per una città davvero sostenibile».
Ad accogliere la richiesta di Marevivo anche il Presidente Nicola Zingaretti che in una nota inviata all'associazione ha dichiarato: «La Regione Lazio ha inaugurato una nuova stagione di difesa del patrimonio ambientale con investimenti importanti a lungo termine, destinati anche al fiume Tevere che sarà uno dei luoghi su cui cittadini e istituzioni dovranno concentrare i loro sforzi e su cui potremo sperimentare il buon utilizzo delle risorse europee. Un’azione che abbiamo già avviato a cui ora sarà importante dare seguito attraverso la piena collaborazione di tutti gli attori coinvolti, a partire da Roma Capitale e dal patrimonio delle associazioni che si occupano della difesa dell’ambiente. Noi siamo pronti a dare una mano concreta a cittadini ed associazioni».
Sbarramento del fiume Po
Durante l’evento è stato presentato il progetto di sbarramento sul fiume Po che sarà realizzato, in via sperimentale, da Castalia e Corepla, in collaborazione con Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, che partirà nel periodo estivo e avrà una durata di due mesi. Il sistema sarà posizionato nella zona di Ferrara, più precisamente nella zona di Pontelagoscuro, e ad occuparsi del riciclo della plastica sarà il consorzio Corepla.
Nei corsi d’acqua ristretti è molto più facile raccogliere i residui solidi urbani ed è vantaggioso anche economicamente per impiego di risorse rispetto alla raccolta in mare che necessita di imbarcazioni e combustibili.
Il sistema di sbarramento, non usando le classiche reti, ha un impatto minimo sulla flora e la fauna fluviale. Con la sperimentazione sul fiume Po saranno anche raccolti dati, al momento non disponibili, sulla tipologia, il volume e il tasso di riciclabilità della plastica raccolta.


19/04/2018 21:38:00 © riproduzione riservata






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