Avventura a lieto fine per il team danese di Vestas Wind, che si è spiaggiato su un grande banco corallifero nell’Oceano Indiano, conosciuto come Cargados Carajos Shoals, alle 15:10 UTC di sabato. Tutti e nove i membri del team sono illesi. Per molte ore l'equipaggio è rimasto a bordo dell’imbarcazione incastrata nel reef e sbattuta dalle onde. Entrambi i timoni risaltavano distrutti e si era aperta anche un’importante via d’acqua a poppa, che ha reso necessaria la chiusura di un compartimento stagno.
Intorno alla mezzanotte, il team guidato dallo skipper australiano Chris Nicholson ha deciso di abbandonare comunque la barca e arrivare su una parte emersa della scogliera da dove sono stati poi recuperati da un mezzo di salvataggio della Guardia Costiera delle Mauritius, che fortunatamente ha un punto di osservazione su quel grande atollo semisommerso che di trova oltre le 200 miglia a NNE dell’isola di Mauritius. I nove velisti sono stati trasportati fino al minuscolo isolotto di Ile du Sud, in quella parte della Cargados Carajos Shoals conosciuta come San Brandon. Ora il problema è come riportarli a terra velocemente, visto che le distanze dalla terraferma sono siderali. L’equipaggio del Team Alvimedica, che era stato dirottato sul posto per una eventuale assistenza e che è stato vicino per tutta la notte ai colleghi danesi, è stato fatto ripartire verso Abu Dhabi, quando è stato evidente che l'equipaggio di Vestas non era più in pericolo.
Comunque Alvimedica aveva dato fondo a circa 1.8 miglia da Vestas e, come aveva dichiarato Will Oxley: “...non ci muoveremo finché tutto non si sarà risolto”. E così è stato. "Qui a bordo tutto bene - ha detto questa mattina Oxley - anche se è giusto dire che siamo tutti distrutti perché quello che è successo è stato molto stressante. Siamo davvero soddisfatti di essere stati in grado di aiutare i ragazzi di Vestas e il team, ed ora che stanno tutti bene non vediamo l'ora di una birra con loro il più presto possibile."
La preoccupazione della squadra danese ora sarà quella di organizzare una missione di salvataggio per la loro barca, anche se non è chiara l’entità dei danni.
Knut Frostad, CEO della Volvo Ocean Race, ha dichiarato che non è ancora noto il motivo per cui l'equipaggio di Nicholson ha colpito la barriera corallina, ma questo sarà esaminato a tempo debito. "Sono estremamente sollevato dal fatto che tutti i nove membri dell'equipaggio ora sono al sicuro e che nessuno è ferito - ha detto Frostad – perché questa è sempre stata la nostra prima priorità da quando abbiamo saputo dell’incidente. Allo stesso tempo sono profondamente rattristato per quello che è accaduto a Team Vestas Wind, a Chris Nicholson e al suo team. E’ devastante per la squadra, per la gara e per tutti noi che ci lavoriamo. Mi sento veramente vicino a Chris e al team in questo momento e continueremo a sostenerli fino in fondo".
Team Vestas Wind è stato l'ultimo dei sette equipaggi ad annunciare la sua partecipazione alla gara solo sei settimane prima della partenza del 4 ottobre da Alicante. Tuttavia, Nicholson, che era secondo in Camper e Puma nelle ultime due edizioni, ha messo insieme un equipaggio esperto dove ha innestato dei giovani talenti danesi. Erano quinti quando la barca ha urtato il reef e sono arrivati quarti nella prima tappa di Città del Capo.
"La sicurezza e la salute dell'equipaggio sono state la nostra unica preoccupazione in queste ore difficili - ha detto Morten Albaek, CEO di Vestas Wind Ocean Racing - Siamo estremamente grati al team della Volvo Ocean Race e ad Alvimedica per il loro supporto e la professionalità eccezionale durante le operazioni di soccorso. All'entità del danno alla barca incominceremo a pensare solo da ora”.
Intanto è cambiata la leadership in testa la corsa, con Abu Dhabi che ha superato gli spagnoli di Mapfre. Ma oggi questa notizia non è poi così importante.
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