Videoconferenza via internet questo giovedì per Thomas Coville che per tre quarti d’ora ha risposto alle domande nonostante la notte insonne trascorsa tra gli scrosci di pioggia improvvisi nel pot-au-noir che ancora lo imprigiona. Più veloce di Idec fin dall’inizio (19,97 nodi di media contro 19,60)Thomas è però ancora indietro di 576 miglia dal record di Joyon. Il suo percorso è stato molto più lungo di quello del detentore del record sul giro del mondo a vela in solitario, avendo soprattutto incontrato sulla sua strada un anticiclone di Sant’Elena che non gli ha consentito di virare verso il Capo di Buona Speranza se non quando era oramai troppo a sud rispetto alla rotta tenuta da Francis Joyon. E anche le grandi quantità di ghiaccio galleggiante presenti nel pacifico del sud a latitudini molto più elevate del solito ha frenato la sua rincorsa verso il record. Tutto questo lo ha portato, ad una settimana circa dall’arrivo (3.000 miglia) all’attuale ritardo.
Ma l’ultimo treno per Thomas Coville passerà tra poco. Questa sarà però l’ultima notte passata nella zona di transizione alle prese con le piatte e gli improvvisi colpi di vento da ogni direzione che lo costringono a manovre continue.
Il Maxi Trimarano dovrebbe presto trovare gli Alisei, stabili tra i 18 e i 20 nodi. E quello sarà il momento per calare gli ultimi assi che gli restano. Una depressione in arrivo dagli Stati Uniti si dirige, infatti, verso le Azzorre. Se Sodeb’O riuscirà a salire su quel treno si farà portare in un sol colpo fino a Brest con ancora delle chances di giocarsi il record, seppure per poche ore.
Questa una sintesi della chiacchierata di Thomas Coville.
”Avevo previsto un pot-au-noir meno attivo, ma si è riattivato durante la notte scorsa con colpi di vento intorno ai 30 nodi. E' fisicamente e psicologicamente molto complicato perché c’è il rischio di capovolgersi e di rompere qualcosa. Sono obbligato comunque ad andare veloce perché questa è l’ultima occasione e ho poco tempo e poche opportunità di passare davanti a Francis Joyon..... Se riuscirò a prendere la perturbazione che mi porterà fino a Brest potrò giocarmi il record per qualche ora. Non è una gran cosa dopo un giro del mondo passato ad inseguire ma non è questo il momento di farsi cadere le braccia...... () In questo momento c’è un buon mix tra la mia barca e me che sono completamente al suo servizio. Io non ho mai mollato un solo minuto e ora mi devo solo presentare all’appuntamento con il flusso da ovest e sperare. D’altronde anche Joyon quando è arrivato ha detto una frase molto bella, <la natura mi ha fatto passare> e quella frase riassume un po’ tutto. Con la natura bisogna giocare, rispettarla ma soprattutto rimanere umili.....() Bisogna avere bene in mente che la vela in multiscafo richiede attenzione e concentrazione permanente a causa della velocità e delle rapide accelerazioni. Ogni minuto di disattenzione può essere fatale. Si tratta di un esercizio costante e faticoso nella testa e nel fisico perché prende il 100% del tuo tempo. Ho portato due libri da leggere ma non li ho nemmeno potuti aprire. Devo guardare la barca non solo per la velocità, ma soprattutto per la mia sicurezza. Più passi del tempo in questa barca, più tu riesci a sentirla. Avverti qualsiasi onda e diventa un prolungamento del tuo corpo. Non pensavo di poter spingere così lontano i miei limiti nervosi e psicologici. Fisicamente,poi, non pensavo di poter spingere così la barca né di spingermi io stesso così lontano. Alla fine resta una domanda: qual è il limite? Io penso di essermici avvicinato parecchie volte”.
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