Sono passati oltre 44 giorni dalla partenza da Les Sables d’Olonne in Francia quando 40 navigatori di 11 nazionalità hanno preso la volta del giro del mondo senza assistenza e senza scalo.
Domani, 36 di essi festeggeranno il Natale da soli, restando in gara anche mentre apriranno i regali.
Tra loro, unico italiano, Giancarlo Pedote, skipper di Prysmian, al suo secondo giro del mondo. Che il 26 dicembre festeggerà anche il suo compleanno.
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Nato il 26 dicembre, Giancarlo Pedote festeggerà anche il suo compleanno in una cellula di vita interna che è grande poco più di 2 metri quadrati, senza riscaldamento, senza bagno e con solo un fornellino da campeggio per cucinare.
Un sistema di comunicazione satellitare lo tiene collegato ai suoi cari e a chi lo segue da casa, ogni giorno, su YouTube, Facebook e Instagram. Una cartografia sul sito ufficiale si aggiorna ogni quattro ore per mostrare la posizione di tutti i navigatori oceanici impegnati in questa impresa.
Il Vendée Globe ha luogo ogni quattro anni e si conferma una prova sportiva di endurance unica al mondo, ma soprattutto un’avventura umana con pochi pari.
Il lato sportivo di questa competizione è avvincente, ma forzatamente influenzato da fattori indipendenti dall’atleta, tanto che la flotta attualmente si estende da prima di Capo Leeuwin in Sud Africa a oltre Capo Horn, in Sud America.
Capo Horn, famoso per le difficili condizioni di navigazione in barca a vela, è stato doppiato questa notte dal leader della regata, Yoann Richomme dopo 43 giorni, 11 ore e 25 minuti, abbassando il record di oltre tre giorni rispetto al precedente. Evidenza dell’alto livello tecnologico raggiunto dalla vela oceanica.
I record di percorrenza nel giorno in questa regata si sono succeduti come mai prima, e anche se non è dotato di un’imbarcazione di ultima generazione, Giancarlo Pedote è riuscito lui stesso a percorrere 524,82 miglia in 24 ore. Quasi 972 km. Il record di percorrenza su un IMOCA in solitario, prima di questa edizione del Vendée Globe, apparteneva a Thomas Ruyant: 540 miglia stabilito da durante “Retour à la Base” a dicembre 2023.
L’eterogeneità della flotta e le condizioni meteo hanno generato quattro regate nella regata. Non solo a causa del differente sviluppo tecnologico delle imbarcazioni (alcune risalgono al 2005) ma anche per una situazione meteo che ha giocato pesantemente a sfavore di una serie di skipper che avevano scelto un’opzione est tra le Canarie e Capo Verde, tra i quali anche Giancarlo Pedote.
L’italiano si trova adesso in un gruppo compatto di navigatori che stanno dando vita a una competizione nella competizione. Guidato al momento da Jean Le Cam (Tout Commence en Finistère – Armor-Lux, 17º), il gruppo comprende Isabelle Joschke (MACSF, 18ª posizione), Giancarlo Pedote (Prysmian, 19º), e Alan Roura (Hublot, 20º). Questi navigatori stanno affrontando insieme le sfide dell'Oceano Pacifico e i capricci della meteo, lottando per guadagnare posizioni o non perderle in un ritmo sostenuto e una sana rivalità che aggiunge ulteriore fascino a questa edizione del Vendée Globe.
Dalla sua barca, impegnato in questa affascinante sfida contro gli oceani e la meteo, privo di ogni contatto umano se non filtrato dal telefono cellulare, con 10 gradi nel suo spazio vitale, in mezzo ai venti urlanti caratteristici del 50° parallelo sud, Giancarlo Pedote lancia il suo augurio a tutti:
"In questo periodo di festa, il mio pensiero va a chi si trova in difficoltà, a chi in questo momento lotta contro una malattia, una situazione difficile: auguro a tutti loro di riuscire a trovare nel più profondo di loro stessi, il coraggio e la forza di raggiungere il proprio traguardo".
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