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La barca a vela entra a far parte della IV rivoluzione industriale

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redazione

Dalle aule universitarie all'ufficio, dall'azienda al mare, la formazione diventa una scelta indispensabile per affrontare il cambiamento, quale condizione naturale della vita. Per questo “Cristiana Monina Nautical Events Development” (CMNED), società leader nell'organizzazione di eventi nel mondo della nautica, ha deciso di dedicare una divisione alla formazione con approccio 4.0 inserendo nel team Olimpia Ponno, consulente aziendale, da 25 anni a contatto con la formazione e le imprese.
In occasione del Forum delle Risorse Umane, il principale appuntamento italiano dedicato al Lavoro e al People Management, CMNED ha presentato "La barca a vela 4.0", un progetto formativo e di comunicazione che porta nel mondo velico le esigenze e i cambiamenti  dettati dalla  quarta rivoluzione industriale, che va ben oltre lo sviluppo digitale e che richiede una maggiore attenzione alla #humaneconomy consapevole e condivisa.  A introdurre il nuovo approccio sono state Cristiana Monina e Olimpia Ponno, rispettivamente Founder/CEO e Responsabile Formazione CMNED, nell'ambito di un panel intitolato “Da for#human a with#human resources: la barca a vela a servizio dell’ecosistema aziendale 4.0”, a cui ha partecipato come testimonial Domenico Bruno, responsabile HR di NetCom Group.
“Oggi più che mai abbiamo bisogno di comunicare e condividere valori, obiettivi, progetti a monte di qualsiasi percorso formativo, per rendere le persone sempre più coinvolte e partecipi nella fase strategica delle attività dentro e fuori l’azienda,  affinché possano affermare di lavorare “con”, più che “per”  l’azienda – spiega Monina - Da skipper e manager aziendale ritengo che la barca a vela offra uno strumento dinamico e interattivo a servizio della formazione motivazionale ed esperienziale, attraverso cui l'azienda e le risorse  partecipanti possano comunicare meglio e affrontare il viaggio verso la meta. Ecco perché la barca a vela è un amplificatore di questo approccio metodologico, dal momento che, prima, durante e dopo la navigazione, mette in evidenza criticità e opportunità di crescita per l’azienda e le persone che decidono di intraprendere un percorso”.
“Nelle aziende le persone lamentano un diffuso disorientamento, che le porta a navigare a vista – sottolinea Ponno - Non basta avere una bussola funzionante, è indispensabile tracciare e seguire una rotta, allenandosi ad affrontare i continui cambiamenti che l’ambiente circostante, il mercato (rappresentati dal mare e dal vento) ci mettano davanti come opportunità di crescita. Per questo si richiedono soft skill socio-relazionali e regole d’ingaggio condivise, senza i quali non è possibile salpare, navigare, mantenere la rotta, virare al momento giusto e raggiungere la meta. L’approccio 4.0 segna il passaggio da ego a ecosistema, dove ciascuno è integrato e responsabile del benessere generale di tutti. Basta che un elemento-risorsa, venga meno alle regole condivise che tutto il sistema ne risente perché tutto è collegato. Fondamentale, a questo proposito, è l’inserimento della barca a vela in un processo in grado di impattare a livello culturale, relazionale, di business sull’azienda e sulle persone a medio-lungo termine”.
“Quello che insegna la barca a vela a un’impresa è molto importante – commenta Bruno - L’equipaggio gruppo si mette in gioco per diventare un team in grado di comunicare in maniera chiara, forte e diretta, ciascuno con il proprio ruolo a servizio di tutti gli altri e con gli altri, rispettando le diversità come vantaggio competitivo, e chi dirige deve agire in modo determinato, fidandosi di ciascun componente, accompagnandolo nelle sue funzioni. Spirito di squadra, comunicazione aperta, fiducia, lealtà, competizione sono valori adatti alla barca a vela 4.0, ma ancor più validi per un’azienda come NetCom Group che ha saputo farli suoi”.
 


22/11/2017 19:48:00 © riproduzione riservata






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