“Qui a giorni, sotto la Tasmania, si scatenerà l’inferno”, ci diceva Matteo ieri e visto quello che scrive il meteorologo Alessandro Pezzoli, la definizione ci sta tutta. Matteo si trova quasi a 51 gradi di latitudine sud a sole 300 miglia dal traverso della Tasmania e a circa 1000 miglia dal sud della Nuova Zelanda. Nei prossimi giorni, intorno al 13-14 gennaio, incontrerà la bassa pressione che, formandosi all’interno dell’Australia e muovendosi verso sud-est, attraverserà la rotta di ECO 40.
La perturbazione genererà onde corte dirette verso S-SW che si sovrapporranno alle onde lunghe dirette verso Est che dominano alla latitudine in cui si trova Matteo.
In queste condizioni le onde lunghe provenienti da Ovest possono essere amplificate da due cause: dall’interferenza dei due sistemi di onde, ovvero dalle onde corte generate dalla perturbazione che si propagano in direzione quasi contraria rispetto a quella delle onde lunghe provenienti da Ovest e dalla corrente circumpolare che si muove, insieme alle onde lunghe, da ovest verso est. Infatti ieri Alessandro Pezzoli ha scritto a Matteo:
“……il problema maggiore sarà l'onda perché avrai per 24h onda lunga da W (in poppa), corrente in poppa (da W) ed onda di vento da N-NE (quindi in prua) e questo subito al passaggio di Hobart. Queste onde si amplificano per sovrapposizione ed il mare sarà veramente duro (come già ti avevo detto). Questa è una caratteristica del passaggio dall'Oceano Indiano al Pacifico e noi ci stiamo entrando... il tutto dovrebbe capitare tra il 13 ed il 14 gennaio. Preferisco farti avere la barca veloce invece di stare fermo con una montagna di acqua che ti cade addosso... Al limite quando il vento sarà da nord, scendiamo un po' a sud invece di bolinare contro le onde corte... ma questo lo decideremmo al momento...
Una ulteriore raccomandazione che Alessandro ha fatto a Matteo è nei prossimi giorni di far camminare la barca ma non troppo.
Se Matteo seguirà bene le istruzioni di Alessandro, eviterà di incontrare la depressione a sud della Nuova Zelanda dove è presente un’estesa piattaforma continentale che in alcune zone presenta fondali di sole alcune centinaia di metri. In questo modo eviterà che le onde possano ulteriormente amplificarsi per effetto del fondale.
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