E dopo 48 ore particolarmente difficili immersi nella “petole”, nome francese per indicare una grande bonaccia ed usato per indicare il pot au noir, i primi sono riusciti a tirar fuori la prua dal cielo nero come la pece, dalle piogge torrenziali e dai temporali arrivati a bizzeffe insieme al vento che va e viene. Tutti ne sono venuti fuori ben sciacquati, in senso letterale e figurato. Armel Le Cléac’h è riuscito a puntare a sud per primo, ed ora guida il gruppo con circa 25 miglia di vantaggio sul secondo, che è quella vecchia volpe di Jean-Pierre Dick (Virbac-Paprec 3), che è però solo un filo più avanti agli altri. In pratica dopo Banque Populaire sono usciti dal pot au noir tutti insieme. François Gabart (MACIF) segue Dick staccato di un solo miglio e dietro lui, tutti a vista, seguono, a poche centinaia di metri uno dall’altro, Bernard Stamm (Cheminées Poujoulat), Vincent Riou (PRB) e Alex Thomson (Hugo Boss). Fino al sesto posto, quindi, sono rientrati tutti in lizza per la leadership della flotta.
Armel Le Cléac'h (Banque Populaire) è comunque primo e soddisfatto: "Il pot au noir è dietro di me e il cielo questa mattina è chiaro. Ho colto l'occasione per riposare un po’ dopo 24 ore piuttosto complicate. Dietro di me sono stati tutti raggruppati dalla mancanza di vento e ho colto l'occasione per cercare di andare avanti. E' un po' il fascino e la difficoltà di questo piatto: non si mai con quale salsa va mangiato. Quelli che erano dietro sembra che stiano andando piuttosto bene e solo domani, quando saranno fuori tutti, si potrà vedere l'impatto della stasi in termini di classifica e il divario tra le varie barche”.
"Ho iniziato a vedere la fine del tunnel - ha detto Vincent Riou (PRB) – quando il vento si è stabilizzato per un’ora e poteva anche definirsi un qualcosa abbastanza simile ad un Aliseo. Non avevo mai provato prima una piatta così nera. La notte scorsa è stata quasi dantesca, con vento da tutte le direzioni e piogge incredibili. E' stato faticoso ma ce la siamo cavata con molta fatica. Non sono stato cinque minuti con le stesse impostazioni sulle vele”.
Jean-Pierre Dick, Virbac-Paprec 3 conferma: "Ho passato una notte di folle! Al buio non si vede molto e improvvisamente il vento rinforzava fino a 30 nodi. Non si sa mai da dove viene e questa è follia. C'erano tuoni molto forti e violente raffiche. Ho fatto una strambata da rock n' roll a 30 nodi in una tempesta. E' stato a dir poco pericoloso. Quando sei da solo con questo tempo niente è scontato e devi gestire tutte le operazioni e fare attenzione a non rompere il materiale. Raramente ho visto un pot au noir così attivo.”
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