Tagliando questa notte alle 2:35:58 la linea del traguardo a Plymouth, Spindrift 2 ha vinto la 45ma edizione della mitica Rolex Fastnet Race. Per Dona Bertarelli e Yann Guichard è la loro prima vittoria a bordo del maxi.tri. E' stata una lotta ai ferri corti a stretto contatto con l'altro maxi-tri Banque Populaire VII, che non è cessata se non sul traguardo. Questa atmosfera da match racing ha logorato i nervi di tutto l’equipaggio, che ha accolto con un sospiro di sollievo, oltre che con grande soddisfazione, il passaggio della linea di arrivo solo qualche minuto prima del trimarano blu di Armel Le Cleac’h . Per completare il percorso di 605 miglia da Cowes a Plymouth, via Fastnet Rock, Spindrift 2 ha impiegato 38 ore, 53 minuti e 58 secondi.
Yann Guichard, co-skipper del maxi-tri: "Il punto di svolta è stato qui all'arrivo. La verità è che per tutta la gara siamo stati molto vicini con Banque Populaire VII. Nel Mare d'Irlanda ci era anche passato davanti per un po’. Avevamo la stessa velocità in tutto. Decisive sono state, come al solito, le ultime due miglia. Questa gara è uno sprint, e bisogna essere davanti dall’inizio alla fine e questo e ciò che la fa bella. Tutto è stato grande a bordo e tutti sono rimasti concentrati sul nostro obiettivo. Abbiamo fatto due settimane di allenamenti dopo il varo e quindi siamo molto soddisfatti del risultato."
Armel Le Cléac'h ha attraversato la linea del traguardo alle 3:16 a bordo dell'ex Groupama, ora ribattezzato Banque Populaire, 22 minuti e 41 secondi dopo il vincitore. Il MOD70, Oman Air Musandam guidato da Sidney Gavignet ha completato il podio arrivando un’ora dopo Banque Populaire. Alle 8:00 di questa mattina, il primo monoscafo, Esimit Europa 2, si trova a 200 miglia dal traguardo di Plymouth. Solo una manciata di monoscafi hanno infatti iniziato la loro discesa verso il traguardo, dopo una faticosa risalita verso il Fastnet. Tra gli IMOCA Macif e Maitre CoQ sono a meno di cinque miglia dalla roccia e navigano praticamente insieme con circa 200 metri di vantaggio per Jeremie Beyou. Lotta serrata anche tra i VO70, con Team SCA che ha un piccolo miglio di vantaggio su Abu Dhabi.
In occasione della 25ª edizione dell’Argentario Sailing Week – Miramis Trophy, in programma dal 24 al 28 giugno, Miramis rinnova la partnership con lo Yacht Club Santo Stefano assumendo per la prima volta il ruolo di title sponsor della manifestazione
Francesca ha dipinto un quadro della vita a bordo con vento forte e mare grosso, mentre era all'inseguimento dello skipper italiano Ambrogio Beccaria su Allagrande MAPEI, che si trovava a poche miglia davanti a lei in quarta posizione
La vittoria assoluta nella categoria X2, al calcolo dei tempi compensati ORC, è andata a Tokio, J99 di Massimo Minozzi e Pietro Scarpa. Nella categoria ORC XTutti la vittoria assoluta è di Oxygen, X-35 del trevigiano Andrea Gozo
Alla rilevazione del 10 giugno, la skipper italo-americana navigava a circa 125 miglia dal leader Sam Goodchild (MACIF Santé Prévoyance), ma soprattutto a sole 15 miglia dalla terza posizione occupata dalla francese Violette Dorange
L'appuntamento, organizzato dalla LNI– La Spezia su delega della FIV, porterà gli equipaggi a sfidarsi nelle acque del Golfo della Spezia fino a domenica 7 giugno, con un programma che prevede fino a otto prove complessive
Progettato per rimanere sotto la soglia dei 24 metri di lunghezza, lo Swan 80 nasce con l'obiettivo di offrire le prestazioni e il prestigio di un maxi yacht mantenendo una maggiore semplicità gestionale e operativa
Seconda posizione per lo Yacht Club Costa Smeralda, terzo il RORC Gold. Ino Veritas di James Neville vince in classe SC1, Ran di Niklas Zennstroem primo in classe SC2
Nel gennaio 2025 aveva scritto una delle pagine più memorabili della storia del Vendée Globe, completando il giro del mondo in 64 giorni, 19 ore, 22 minuti e 49 secondi, abbassando di oltre nove giorni il precedente record della competizione
Spettacolo nel Golfo dei Poeti con 16 equipaggi e sette prove disputate
Una rete da pesca costringe AMbrogio ad immergersi. Dopo aver messo l’imbarcazione alla cappa per garantire un minimo di stabilità, lo skipper si è preparato a un’immersione sotto lo scafo per raggiungere la chiglia e liberarla dall’ingombro