Qualche giorno fa è stata confermata dagli astronomi, attraverso un articolo pubblicato su Nature, la scoperta di Proxima B, un pianeta potenzialmente abitabile orbitante sulla stella più vicina al nostro Sole, una nana rossa chiamata Proxima Centauri.
Le osservazioni condotte con il complesso di enormi telescopi che sono stati installati in Cile nel deserto di Atacama, sul Cerro Paranal, hanno rivelato un pianeta di massa simile alla Terra che orbita Proxima Centauri, situata a due passi dalla Terra (cosmicamente parlando), e cioè a "soli" 4,24 anni luce di distanza. Inoltre, il pianeta si troverebbe in un orbita sufficientemente calda da consentire all'acqua di rimanere sulla sua superficie allo stato liquido. “Un pianeta roccioso e abitabile che orbiti attorno a Proxima rappresenta il luogo più ovvio dove la nostra civiltà potrebbe pensare di trasferirsi quando, tra cinque miliardi di anni, il Sole si spegnerà”, ha spiegato Avi Loeb dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics e consulente del progetto Breakthrough Starshot.
Il problema è come arrivarci, visto che la la Voyager, partita dalla Terra 40 anni fa, è solo ora arrivata al limite del nostro sistema solare. La soluzione? Nessun potentissimo motore, né energie alternative e nemmeno salti fantascientifici nell'iperspazio. Semplicemente ci si andrà in tempi compatibili con la vita umana, ovvero circa 20 anni, sospinti da una vela in metamateriali ultraleggeri, attraverso la spinta congiunta di raggi laser viaggiando al 20% della velocità della luce. Il progetto è proprio il Breakthrough Starshot e nasce dagli studi dello scienziato Stephen Hawkings, supportato dal filantropo ed investitore russo Yuri Milner, al quale si è aggiunto ora anche il CEO di Facebook Mark Zuckerberg.
Per approfondimenti c'è uno splendido ed esaustivo articolo di Focus da leggere assolutamente: http://www.focus.it/scienza/spazio/il-piano-di-mark-zuckerberg-e-stephen-hawking-per-esplorare-lo-spazio
ph. BREAKTHROUGH INITIATIVES
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