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Il "Vento dell'Est" (friulano) spira forte sulla vela femminile italiana

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Elena Giolai (comunicato stampa)

La notizia ha già fatto il giro dei media, ma, nel giorno in cui il calendario celebra la “festa della donna”, in XIII Zona FIV- Friuli Venezia Giulia, si  continuano a festeggiare le convocazioni di cinque ragazze, donne, atlete, veliste ai massimi eventi che esistono per uno sportivo: America’s Cup e Olimpiadi. Inorgoglisce il fatto che tutte siano cresciute nei circoli della XIII Zona FIV, in cui la vela e il mare fanno parte del DNA dei suoi soci, ma ancor prima dei suoi cittadini. Un lavoro che tanti appassionati, prima che professionisti del mondo vela, giorno dopo giorno costruiscono con pazienza, rimanendo in mare da zero vento a 30 e passa nodi di bora. Un lavoro che oggi, grazie anche a nuovi eventi della vela internazionale, viene ripagato nel vedere tante atlete, che dai primi bordi in Optimist hanno raggiunto l’Everest della vela!

 

”Per la XIII Zona è motivo di grande soddisfazione sapere che queste ragazze, anche di età diverse, abbiano raggiunto l’eccellenza della vela sportiva che conta: America’s Cup, per la prima volta in versione femminile, e Olimpiadi. Non è sicuramente un caso e sarebbe interessante studiare le dinamiche, capire nel tempo quali siano stati gli elementi che hanno permesso di raggiungere questo risultato. Trieste e la XIII Zona con i tanti circoli impegnati nella diffusione della vela certamente hanno una radicata tradizione, che fa vivere la vela a 360°, ma sarebbe utile capire per le future generazioni cosa ha fatto davvero la differenza” ha commentato il Presidente XIII Zona FIV FVG Adriano Filippi.

 

A tutte e quattro è stato chiesto il momento in cui hanno capito che la vela avrebbe rappresentato il loro futuro, chi è stato l’allenatore e il circolo che hanno segnato la strada, le principali classi e risultati e chi le ha incoraggiate in particolar modo. E poi è stata rivolta anche una domanda sul Golfo di Trieste e sulle sue caratteristiche che vanno da un estremo all’altro, ossia con bora forte o vento leggerissimo.

 

Tra le "magnifiche 5" troviamo la mamma volante Giovanna Micol, che riavrà al timone non più del 470, ma dell'AC 45 Foil Luna Rossa Prada Pirelli, Giulia Conti, con cui ha conquistato due quinti posti alle Olimpiadi di Pechino (2008) e Londra (2012) sul 470, per poi evolversi nel Nacra 17 (campagna olimpica Rio 2016 con Lorenzo Bressani), Melges e il foil 69 F. Nata e cresciuta velisticamente alla Società Nautica Pietas Julia ha poi navigato con i colori dello Yacht Club Adriaco per poi partecipare alle Olimpiadi di Quindao con il gruppo sportivo della Marina Militare e, successivamente, a Londra 2012 e nella campagna olimpica di Rio 2016 sul Nacra 17 con il Circolo Canottieri Aniene di Roma. Oggi è tornata lì dove è nata, alla Società Nautica Pietas Julia, di cui è Direttore Sportivo.

Giovanna Micol:"Ho capito che la vela poteva diventare la mia vita durante l’università: stavo con Michele Paoletti che è poi è diventato mio marito (olimpionico a Sidney in Soling e campagna olimpica in Finn per Londra n.d.r.) e un giorno in viaggio discutevamo come avrei potuto proseguire con la vela. Da lì mi è venuta voglia di chiamare Giulia Conti chiedendole se voleva diventare la mia timoniera. Da quel momento ho focalizzato gli anni più importanti della mia vita sulla barca con due partecipazioni olimpiche e tanti altri grandi risultati. Il mio allenatore è stato Dragan Gasic, quando ero alla Società Nautica Pietas Julia. I primi risultati li ho ottenuti con l’Optimist; poi sono passata nel 2000 con Mattia Pressich sul 420. I principali titoli sono arrivati in 470 con una medaglia d'oro agli europei, un argento e un bronzo ai mondiali. Sicuramente da piccola i miei genitori hanno sempre avuto un bell’approccio lasciandomi scegliere lo sport che volevo; e poi c’è stato e c’è tuttora mio marito Michele, sicuramente un grande riferimento in tutta la mia carriera velica. Il fatto di avere dei vantaggi nel crescere velisticamente è un bel mistero! E' un golfo molto strano nel senso che c'è tanto vento o niente, per cui è difficile fare tante ore di navigazione, ma evidentemente in quelle poche ore si impara a conoscere un vento molto instabile, si impara a tenere occhi aperti e antenne alte. Probabilmente è questo il motivo per cui da Trieste vengono fuori tanti bravi velisti, oltre che per il fatto che c'è una grande tradizione e si sente respirare aria di vela e di mare anche camminando per strada!"

 

Ma Giovanna non è l’unica che ha due partecipazioni olimpiche alle spalle: Francesca Clapcich con la prima nel singolo Laser (Londra 2012) e la seconda a Rio 2016 questa volta sul 49er FX sempre con Giulia Conti al timone, sarà nel Team femminile di American Magic, (attualmente è residente negli USA). Nel frattempo Francesca è diventata esperta navigatrice oceanica, vincendo la Ocean Race ’22-’23 (prima italiana della storia) con una sfida nella sfida: proteggere l’oceano e l’inclusività delle donne nella vela. Nel sito della Global Solo Challenge (Il Giro del Mondo in solitario senza scalo) Francesca racconta così il la sua formazione di velista, dalle derive all’Oceano:"

“Oltre alle derive, da ragazzina avevo partecipato al giro d’Italia a vela con l’Istituto Nautico. Il coraggioso professor Filippi [attuale Presidente della XIII Zona FIV ndr] portava in giro per un mese una decina di studenti e devo dire che questa esperienza mi ha segnato. C’erano i più bravi velisti italiani in gara e le regate erano tirate, anche altri miei compagni di scuola hanno proseguito la strada della vela”. Prosegue:"Sono cresciuta sportivamente e anche a livello umano alla Societa Nautica Pietas Julia di Sistiana, dove non solo ho trovato allenatori bravi, ma soprattutto amici. In un momento difficille della mia vita , dopo aver perso mio padre, la SNPJ è stata per me una seconda famiglia. Ho sempre avuto il sogno delle Olimpiadi e ho iniziato fin da piccola con le classi olimpiche (Europa a 13 anni e Laser Radial appena World sailing ha cambiato classe). Non ho ottenuto risultati fin da subito, ma non ho mai smesso di lavorare duro! La SNPJ mi ha supportata fino a quando ho dovuto arruolarmi in Aeronautica per continuare la campagna olimpica, ma il cuore è sempre stato a Sistiana! Mi sono qualificata per Londra nel 2012, vinto un mondiale e un europeo nel 2015 con il 49er FX, quinta alle Olimpiadi di Rio e poi le grandi avventure oceaniche: due volte alla Ocean Race, vincendo (unica italiana) nel 2022/2023. E adesso ci sarà anche il mio grande progetto, che ho voluto fortemente e che mi dà la possibilità di avere un ruolo di leadership nella vela: sarò skipper di UpWind by MerConcept, un team tutto al femminile, che parteciperà al circuito di multiscafi Ocean Fifty 2024, offrendo a un gruppo internazionale di atlete l'opportunità di competere ai più alti livelli della vela oceanica, sotto la guida di alcuni dei più esperti navigatori e tecnici".

Maria Vittoria Marchesini (oro mondiale juniores 470 nel 2019) e Alice Linussi (oro mondiale 420 2016 con Russo Cirillo, oro europeo juniores 470 nel 2019 e argento mondiali juniores mixed)) si ritrovano dalla Società Velica di Barcola e Grignano a volare sull’AC 45 Luna Rossa Prada Pirelli, rispettivamente nel ruolo di timoniera e trimmer, dopo aver conquistato insieme 10 anni fa, il bronzo agli europei 420:

Maria Vittoria Marchesini:Ho capito che la Vela poteva essere il mio futuro quando sono passata dal 420 all’olimpica 470. Sono stata formata da Dragan Gasic, alla Società Velica di Barcola e Grignano, il circolo per cui regato ancora oggi. I miei primi risultati li ho raggiunti nella classe optimist e 420, con un terzo femminile al mondiale. Nel 470 misto ho conquistato un oro e un bronzo al mondiale juniores misto. Dopodichè ho fatto un anno nel 49er FX. Sono stata incoraggiata prima di tutto da mio nonno e poi i miei genitori. Iniziare nel Golfo di Trieste probabilmente ha dei vantaggi perchè imparare a regatare con la bora forte fin da piccoli aiuta molto”.

Alice Linussi:"La svolta dopo la vittoria al Mondiale 420, nel 2016; da lì ho scelto di passare alla classe olimpica 470 dove tutto era molto più professionale. Ho iniziato dall’Optimist con Dragan Gasic, della Società Velica di Barcola e Grignano, e poi nel 420 e 470 è stato importante il coach Matjaz Antonaz. Le principali classi per cui ho regattato sono l'Optimist, il 420 e il 470. La mia famiglia mi ha sempre sostenuto, con mio fratello che è sempre stato il mio fan numero uno. Trieste ha una forte tradizione per la vela, secondo me il fatto che ci sia tanto vento e anche molto ballerino, aiuta fin da piccoli ad avere dei tempi di reazione molto veloci e soprattutto con poco vento impari cosa significa avere pazienza!"

 

E dopo tanta America’s Cup versione femminile c’è chi sta ripercorrendo le orme già tracciate da altre concittadine olimpiche: Jana Germani (argento europei 49er FX 2023) sarà per Parigi 2024, a Marsiglia, la timoniera di Giorgia Bertuzzi nel doppio femminile skiff, già olimpico per la Clapicich a Rio. Un percorso agonistico fatto al Club Nautico Sirena per poi approdare nel gruppo sportivo della Marina Militare. In questi giorni Jana è impegnata al Mondiale 49er FX di Lanzarote, e tutti stanno tifando per lei!

”I primi passi nella vela li ho mossi come tanti sull'Optimist, sotto la guida esperta di Maurizio Bencic, che mi ha trasmesso le fondamenta ancora utili oggi. Sono grata al Sirena per il ruolo fondamentale che ha svolto nella mia carriera, accompagnandomi dalla classe 420 fino al mio ingresso nella Marina Militare. La loro accoglienza e suporto, dalle classi giovanili alle Olimpiadi, hanno contribuito al mio percorso”.

 


08/03/2024 12:31:00 © riproduzione riservata






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