domenica, 27 settembre 2026

VELA OCEANICA

Riparte la Portimao Global Ocean Race

riparte la portimao global ocean race
Roberto Imbastaro

Il Southeaster è il classico vento estivo di Città del Capo e, un po’ come il nostro maestrale in Sardegna, ha la fama di soffiare indefesso per tre giorni interi. Ma questa volta ha deciso di fermarsi un po’ di più per salutare i concorrenti della Portimao Global Ocean Race. Esattamente per altri due giorni e così a nessuno è stato possibile finire di sistemare la barca per questa seconda tappa del giro del mondo a vela che porterà i piccoli 40 piedi fino in Nuova Zelanda. Insomma mentre il clone della Whitbread, la Volvo Ocean Race con i suoi grandi sponsor (a parte Volvo ci sono Ericsson,Wallenius Wilhemsen per la logistica, Thrane&Thrane, Stratos e Inmarsat per le comunicazioni satellitari, Boston Consulting Group, Michelin etc..), decide di far vela su latitudini più turistiche tra l’India e Singapore, i duri e puri dei 40’(sponsor la sola Musto e i porti d’attracco) fanno il percorso che va fatto per un giro del mondo a vela, ovvero giù diritti da Città del Capo alla Nuova Zelanda. Con però l’obbligo, esplicitato chiaramente nel briefing della scorsa settimana, di non scendere sotto i 50. Va bene che un giro del mondo a vela comporta inevitabilmente dei rischi, ma andarsi a cercare ghiacci ed iceberg con barchette come queste può non far molto bene alla salute. Alla sicurezza gli organizzatori di questa regata, che ricordiamo è alla sua prima edizione, tengono molto, tanto è vero che hanno posticipato di 24 ore la partenza fissata dapprima per oggi sabato 13 dicembre ed invece spostata a domenica alle 10:30 ora locale. “La nostra filosofia è quella di avere una corsa sicura - ha affermato il direttore di corsa Josh Hall – e non posso mandarli fuori in bocca alla burrasca. E’ la cosa giusta da fare, anche perché il meteo prevede che il vento continui solo per oggi. La tappa verso la Nuova Zelanda sarà abbastanza difficile anche senza mettere i ragazzi subito in condizioni difficili”.
Il vento, infatti, ha anche reso difficile la preparazione delle barche, la maggior parte delle quali ha tirato giù l’albero e lo ha ispezionato nel corso di questa sosta. Una prassi normale prima di affrontare una lunga tappa nell’Oceano Indiano. Il problema è stato il vento che, in questi ultimi giorni, non ha permesso a nessuno di salire in testa d’albero ed effettuare le necessarie regolazioni e tanto meno di uscire per provare la barca e le nuove vele che quasi tutti hanno cambiato. “Semplicemente non ha senso – ha proseguito Hall – mandarli fuori fino a quando non sono tutti ben preparati. Il nostro obiettivo è quello di ottenere il massimo della sicurezza in questo giro del mondo e quanto abbiamo fatto è la cosa prudente più prudente da fare”.


13/12/2008 16:56:00 © riproduzione riservata






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