La Mini Transat è, come sempre, una corsa ricca di imprevisti. Nonostante i Mini 6.50 siano barche eccezionali, rimane il fatto che nel loro essere piccoli c’è tutta la loro forza, ma anche la debolezza insita nel progetto che non si può cancellare.
Le forze in gioco in mare sono quelle che sono e questi piccoli gusci fanno il loro sporco dovere fino in fondo. Poi rendono l’anima al Signore. O almeno una parte di essa. E così i porti spagnoli si vanno affollando di ministi in difficoltà.
Iniziamo dai nostri: Andrea Pendibene ha disalberato. E’ a bordo, sta bene e sta tentando di dirigere verso le coste spagnole con un armo di fortuna. Solo lì sapremo cosa è successo veramente. Si parla di un groppo con 40 nodi di vento ed onde frangenti Le previsioni non davano nulla di simile.
Anche Federico Cuciuc non se la passa bene, e ha deciso di fermarsi a mangiare un po’ di paella a Sada, dove spera anche di risolvere i suoi problemi con l’energia a bordo e poi riprendere il mare.
Yury Firsov si è fermato anche lui per 12 ore in un porto spagnolo, ma non ha dato alla direzione di corsa alcun dettaglio sul perché della sosta.
Carlos Lizancos si è invece ritirato definitivamente questa mattina. Ha comunicato che la barca è irreparabile e quindi se ne torna a casa, così come ha fatto Romain Mouchel, mentre Dominik Lenk è riuscito a ripartire questa mattina da La Coruna, dove invere si stanno dirigendo per delle riparazioni Pilar Pasanau e Aymeric Blin.
Maxime Eveillard non sa cosa fare: le drizze hanno creato delle fessure sull’albero in carbonio e cerca una soluzione tecnica per riprendere la corsa.
Domani, domenica 28 giugno, la quarta e ultima prova in programma decreterà vincitori e vinti di tutte le classi, in molte delle quali le classifiche sono ancora ‘cortissime’ con il risultato finale che rimarrà incerto fino all’ultimo
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