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L’Arte della Falconeria e della Vela nel libro fotografico di Serena Galvani

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Roberto Imbastaro

Nel 2015, per i festeggiamenti dell’80° compleanno della sua prestigiosa imbarcazione da regata ‘ARIA’ (8 m. Stazza Internazionale, 1935) Serena Galvani, in veste di armatrice, ha organizzato una singolare uscita in mare intensamente vissuta all’insegna del vento e della libertà, unendo due antichissime Arti, quella della Marineria e quella della Falconeria di Federico II, per celebrare a bordo l’eccellenza di due memorie storiche fortunatamente ancora vive oggi. Sei falconieri e un aquiliere con i loro rapaci sono stati ospiti d’onore su ‘ARIA’, formando un equipaggio davvero speciale che ha navigato nel Golfo di Panzano, tra Duino e Sistiana (Trieste). Sole e vento, con raffiche fino a 18 nodi, sono stati i magnifici direttori d’orchestra di una splendida veleggiata in cui i rapaci, timonati “in pugno” dai loro falconieri, si sono comportati come timoniere e tattico in regata, aprendo istintivamente le ali a ogni raffica alla ricerca del giusto refolo di vento, così come i sapienti uomini di mare, giocoforza condizionati dal vento, cercano il giusto assetto per le vele.
Certamente l’uomo non può volare con i propri mezzi, ma è altrettanto vero che arriva sempre il momento in cui la vita gli insegna a spiegare le ali. L’umanità però non si accontenta di metafore e, per tradurle in realtà, ha creato da millenni la vela, un’ala che gli permette di volare sulle onde. Questa è la sintesi magica che ha ispirato Serena Galvani, fotografa, fotoreporter A.I.R.F., appassionata armatrice e velista, a celebrare con sensibilità non comune l’antica e nobile Arte della Falconeria nel suo libro  “ARIA, UOMINI, FALCHI”.
Il libro di Serena Galvani è stato presentato il 10 Dicembre ad Asciano (Siena), nell’Azienda faunistico-venatoria di Salteano, presso il Podere Vesta, nella splendida cornice delle Crete Senesi e nell’ambito di un week end internazionale di Falconeria organizzato da Gianluca Barone con la collaborazione di due prestigiose aziende di settore quali CANICOM e Trabaldo. Ospiti d’onore e relatori Gianluca Dall’Olio, Presidente Nazionale di Federcaccia e Giulio Guazzini, giornalista RAI Sport 1, che hanno presentato il volume insieme all’autrice, ad alcuni importanti falconieri italiani (Gianluca Barone, Massimo Vianelli, Ivan Busso) e al maestro falconiere spagnolo Juan Jesus Bernabe. La presenza di un nutrito pubblico di settore (tra cui gli scozzesi Stephen e Martin  Neville e il belga Eddy De Mol) ha dato così il via a un caloroso e sentito apprezzamento per le emozioni che le immagini del libro sanno trasmettere al lettore. 
All’uomo che voleva conoscere sé stesso gli antichi oracoli insegnavano per prima cosa a togliere dalla mente il superfluo, perché solo in questo modo la realtà delle cose sarebbe diventata visibile. L’arte fotografica di Serena Galvani è anche far rivivere nei suoi ritratti storie tramandate dando risposte alle esigenze emotive che sono nascoste nel profondo di ognuno di noi. L’uomo si rilegge riconoscendosi nei segni del suo passato e nelle sue tradizioni e, infatti, il primo dicembre scorso anche l’Italia si è aggiunta alle 17 nazioni che riconoscono la Falconeria come patrimonio immateriale dell’umanità secondo la Convenzione UNESCO. 
“La mia fotografia è l’espressione dell’anima, ne documenta i moti e le passioni. E’ comunicazione di quell’eloquente libertà che si protrae nella mente e nei sogni e, per questo, non è mai costretta ... Esiste nell’infinito movimento, così come la vita.” Con queste parole, Serena Galvani descrive la sua interpretazione personale della fotografia, un filo conduttore che ispira da sempre il suo impegno ed è improntato a una spontaneità incondizionata. 
“ARIA, UOMINI, FALCHI” è un racconto per immagini dove i  temi s’incarnano negli sguardi potenti di uomini e rapaci che si fondono gli uni agli altri, in vele e ali che insieme cercano il vento, in paesaggi aspri con remote torri medievali e tutti i soggetti attraversano il passato, così da restituire al mondo una memoria che porta dentro di sé i segni di lontani antenati e tradizioni mai dimenticate. Nel tempo in cui siamo chiamati a vivere l’affiorare di questi ricordi è sempre più difficoltoso e si traduce spesso nella perdita del senso originario della nostra storia: è in questo solco che l’opera di Serena Galvani ci riporta a un punto di riferimento di cui l’uomo moderno ha sempre più bisogno: la riscoperta del proprio “genius loci”, chiave di volta per comprendere la nostra epoca. Una comprensione che necessita comunque di un percorso personale e di un dialogo, approfondito e sottile, con le immagini.


11/12/2016 18:59:00 © riproduzione riservata






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