Colpo di scena e finale da thriller oceanico sulla La Boulangère Mini Transat 2025. Dopo tredici giorni di navigazione ad altissima tensione, il giovane skipper svizzero Mathis Bourgnon, 28 anni, ha conquistato una vittoria memorabile, beffando nelle ultime miglia l’esperto Benoît Marie, favorito della vigilia. Un successo tanto spettacolare quanto simbolico: esattamente trent’anni dopo la vittoria del padre Yvan Bourgnon nella stessa regata, il figlio scrive una nuova pagina della storia familiare e della vela oceanica. A bordo del suo Assomast (numero 994, progetto Étienne Bertrand 2017), Bourgnon ha condotto una regata esemplare, sempre in attesa del momento giusto per attaccare.
Nelle ultime 24 ore, con il vento in calo e una serie di strambate decisive davanti alla Guadalupa, è riuscito a recuperare miglio dopo miglio, approfittando dei problemi tecnici dei foiler di Nicomatic–Petit Bateau di Benoît Marie. L’attacco decisivo è avvenuto poco prima del passaggio di Petite Terre, quando Bourgnon ha preso definitivamente il comando. Alle 4:24:45 ora locale (9:24:45 italiana) ha tagliato per primo la linea d’arrivo nella baia di Saint-François, con 18 miglia di vantaggio sul diretto inseguitore.
Il tempo totale di regata: 13 giorni, 18 ore e 24 minuti, a una velocità media di 7,89 nodi sulla rotta teorica di 2.613 miglia tra Santa Cruz de La Palma (Canarie) e Saint-François (Guadalupa). Accolto come un eroe sulla banchina, Mathis Bourgnon è apparso visibilmente provato ma incredulo per la sua impresa. «Ho capito che potevo vincere solo quando ho incrociato Benoît a 55 miglia dall’arrivo» racconta. «Abbiamo scambiato qualche parola via VHF, momenti forti, carichi di rispetto reciproco. È stato un duello bellissimo. Non dormivo da ore, ho passato giorni interi al timone. Ho avuto problemi di GPS, e non avevo lo spinnaker medio. E poi il timone mi preoccupava: avevo paura che cedesse. Ho davvero dato tutto, fino allo stremo.»
La traversata è stata anche costellata di episodi sorprendenti: «A un certo punto ho sentito un enorme botto… era una balena! Mi ha colpito con la coda sul lato di dritta. Ho tremato per due minuti.»
Dietro la vittoria, una storia di passione e semplicità. «Il mio Assomast non è il più moderno, ma funziona alla grande. L’ho preparato con mio padre, nel giardino di casa, come una volta. Piccolo team, piccolo budget, ma tanto cuore. Papà mi ha insegnato molto sulla meteorologia e sulla preparazione. Vincere così, insieme, è qualcosa di magico.» Con un sorriso stanco ma radioso, il giovane svizzero conclude: «Viva la Svizzera, e viva l’Atlantico!»
Con questa vittoria, Mathis Bourgnon entra di diritto tra i grandi nomi della vela oceanica. Trent’anni dopo Yvan, la famiglia Bourgnon conferma la sua straordinaria eredità in una delle regate più impegnative e affascinanti al mondo, la Mini Transat — un laboratorio di talento, passione e coraggio che continua a forgiare i marinai del futuro.
In mare si disegna un campo di regata perfetto. A terra, invece, si gioca una partita molto più complessa, dove il vento conta meno delle aspettative – e delle diffidenze – di chi quel tratto di costa lo vive ogni giorno
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