Quando in una cittadina di circa 50.000 abitanti ci sono ben due ristoranti, o meglio due grandi chef, in grado di guadagnarsi le due stelle Michelin, questa diventa una meta imprescindibile per gourmet. Se poi è anche una bella cittadina sul mare, ecco una vera e propria Rotta Golosa! Parliamo di Senigallia, in provincia di Ancona, dove potrete deliziare palati e cervelli con i seducenti piatti delle cucine di Mauro Uliassi e di Moreno Cedroni.
ULIASSI
Un posto che fatichiamo a definire semplicemente "un ristorante" perchè ogni volta ci sembra essere qualcosa di più: un vero e proprio paradiso per gourmet, dove provare le delizie che nascono ai fornelli di Mauro Uliassi, ed un locale che fa della cultura dell'accoglienza una missione, grazie alle tante attenzioni di Catia in sala. Tutto questo senza dimenticare la splendida carta dei vini, ricca, ben congeniata e senza inutili eccessi nei rincari. Qui si dimenticano fretta e preoccupazioni, e ci si lascia trasportare in un viaggio, una vera e propria avventura sensoriale, che intriga ed appaga grazie alla fantasia e alla perizia dello chef, capace di realizzare con mano sapiente piatti che rivelano forti radici territoriali per poi sublimarle attraverso una rilettura creativa sempre elegante e ben dosata, armonica, mai fine a se stessa. Provate il menu degustazione estivo "Uliassi Lab", e deliziatevi con la cremosa zuppa di vongole, le sorprendenti seppie arrostite con granita di ricci di mare, le capesante tandoori con zenzero e pompelmo o il baccalà arrosto con sugo di baccalà alla griglia... E se capitate nella giusta stagione, assolutamente da non perdere sono le "sette corse" del menu di cacciagione!
ULIASSI
Banchina di Levante, 6 – Senigallia (An)
Tel. 071.65463
Prezzo menu degustazione "Uliassi Lab" (10 portate escluse bevande): € 130
www.uliassi.it
LA MADONNINA DEL PESCATORE
Moreno Cedroni è uno degli chef italiani considerati tra i più innovativi, e non a caso si è formato con Ferran Adrià. La "Madonnina del Pescatore" di Senigallia - aperto nel 1986 anche se Moreno passerà ai fornelli solo qualche anno dopo - è il suo ristorante di punta, cui si affianca la prima salumeria ittica italiana, l'"Anikò", proprio nel centro del lungomare. Inoltre Moreno gestisce il sushi bar "Clandestino" a Portonovo (AN), il laboratorio "Officina", dove confeziona alcune sue specialità per la vendita al dettaglio, nonché l'ultimo nato, "Il Clandestino a Milano", proprio all'interno della Maison Moschino. Un successo giustificato indubbiamente dalla ricerca (anche nelle tecniche di cottura a bassissima temperatura) e dalla creatività ai fornelli, ma anche e soprattutto ad uno stile equilibrato che non perde mai di vista la piacevolezza del piatto. La cucina è incentrata sul mare ed abbina la fantasia con la capacità di fondere le materie prime più diverse. Non perdetevi il Susci (all'italiana), l'ostrica con panna acida, scalogno, e caramello al lampone, il risotto alle vongole con gambero rosso e calamari in salsa prezzemolo e wasabi o la costoletta di rombo, per chiudere in dolcezza con una delicata mousse al cioccolato, olio alle clementine e riccio di mare, oppure con uno zabaione ghiacciatissimo.
LA MADONNINA DEL PESCATORE
Via Lungomare Italia, 11 - Senigallia (An)
Tel. 071.698267
Prezzo menu degustazione "Creativo" (12 portate escluse bevande): € 130
www.morenocedroni.it
Capitale Europea dello Sport 2026, la città ha il tempo per trasformare rischi in trionfo, bilanciando spettacolo, economia e comunità – un banco di prova unico per dimostrare che la Coppa America può rigenerare senza dividere
Assegnati i premi dopo una sola giornata di prove. Nel golfo di Napoli che ospiterà l’America’s Cup 2027 circa 100 velisti da 8 nazioni
Sodebo Ultim 3 di Thomas Coville e The Famous Project CIC di Alexia Barrier e Dee Caffari, stanno scrivendo pagine indelebili nella corsa al Jules Verne Trophy con entrambi i maxi-trimarani lanciati a tutta velocità nei Mari del Sud
L'equipaggio del maxi-tri The Famous Project CIC si dirige verso Capo Horn in un mare fortemente agitato. Alexia Barrier: "Capo Horn non si conquista attaccando di petto, ma con costanza”