domenica, 1 febbraio 2026


ARGOMENTI
IN EVIDENZA

meteor    luna rossa    fiv    convegni    campionati invernali    class 40    francesca clapcich    alberto bona    foiling week    turismo    ilca    trofeo jules verne    scuola vela    ambrogio beccaria    america's cup   

MINI TRANSAT

Mini Transat: una seconda tappa sfortunata, ma Ambrogio Beccaria non molla

mini transat una seconda tappa sfortunata ma ambrogio beccaria non molla
redazione

Dopo una prima tappa condotta in modo esemplare che gli ha fatto conquistare la sesta posizione assoluta e un’ottima partenza per la seconda tappa, addirittura in testa alla flotta dei serie, Ambrogio ha navigato per quattro giorni con medie alte, rimanendo sempre tra i primi dieci. Il quinto giorno la rottura del bompresso lo ha costretto a rimettere la prua su Mindelo (Capo Verde) per riparare il danno. Il regolamento nel caso di stop tecnico prevede una sosta minima di 12 ore che sommate alle ore di navigazione controvento impiegate per raggiungere Mindelo dal momento dell’incidente gli sono costate un ritardo complessivo di 48 ore.
L’obiettivo di terminare la mini tra i primi 10 con una barca di vecchia generazione è ormai sfumato, ma il ventiseienne skipper milanese non si è demoralizzato, non ha perso la concentrazione, al contrario è ripartito “alla grande”. Purtroppo dopo solo tre giorni si è imbattuto in un oggetto galleggiante che ha compromesso il timone sinistro e per i giorni successivi ha preferito ridurre le vele e monitorare l’entità del danno. Nell’ultima settimana di navigazione Ambrogio ha ripreso a spingere la barca e ha condotto una regata impeccabile, superando uno dopo l’altro ben 14 avversari e rimontando dalla 55esima alla 41esima posizione.
Beccaria ha dimostrato, prima di tutto a se stesso, che la grande avventura della Mini-Transat non finisce quando svanisce il sogno del podio, ma è un’avventura a tu per tu con l’Oceano: una esperienza umana, e non solo sportiva. Perché, come ha detto Giovanni Soldini: “Alla fine una regata non è altro che una prova con se stessi”.
“Non sono venuto qui per fare un trasferimento”, dice Ambrogio appena arrivato a Le Marin. “Volevo diventare un buon regatante oceanico, imparare a fare la strategia degli alisei, i groppi, e invece sono diventato un buon marinaio, ma sicuramente non sono migliorato dal punto di vista della regata. Però ho portato la barca dall’altra parte, e questo e l’importante alla fine, anche perché ho avuto tanti problemi e uno in particolare che voi non sapete. Tre giorni dopo il pit-stop a Capo Verde ho avuto problemi al timone sinistro, che non si è rotto per fortuna, ma l’impatto con un oggetto galleggiante ha provocato una delaminazione tra lo specchio di poppa e lo scafo, che faceva una piccola via d’acqua. A quel punto ormai ero troppo lontano per tornare a Capo Verde e lì ho avuto paura di non arrivare in fondo. Nei giorni successivi i timoni sono induriti molto e non ho messo lo spi per vedere se la delaminazione peggiorava. E’ stato un momento molto stressante.
Tutta la settimana dopo Capo Verde sono stato molto conservativo, la regata l’avevo proprio messa in un angolino. La seconda settimana invece ho visto che reggeva e ho iniziato a spingere di più e a fare un po’ di strategia. Ho fatto forse qualche errore nell’approccio alle isole stando troppo a Sud, ma nel complesso sono contento perché nonostante tutto ho guadagnato parecchie posizioni dal pit stop in avanti. Sono stato un po’ sfortunato, ma i primi 4 giorni, dalle Canarie a Capo Verde, ho fatto 850 miglia con lo spi grande e lì la velocità era impressionante!! Il lavoro fatto con Giovanni Sanfelice di North Sails si vedeva. Rispetto agli altri pogo 2 avevo una velocità incredibile, sono a arrivato al cancello di Capo Verde con 30 miglia di vantaggio sugli altri pogo 2. Poi mi sono accorto che avevo rotto il bompresso e ho dovuto trovare il coraggio di tornare indietro. Non potevo andare in giro con il bompresso rotto o “scocciato”. Non è stato facile.
Poi però una volta riparato tutto ho capito che la regata era andata ma c’era ancora tutta l’avventura da vivere e così è stato! Peccato per i danni al timone che invece più che avventura hanno trasformato tutto in un film dell’orrore!”


20/11/2017 18:03:00 © riproduzione riservata






I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

Sodebo conquista il Trofeo Jules Verne!

L'equipaggio di Thomas Coville al suo quarto tentativo fa il record in 40 giorni, 10 ore, 45 minuti e 50 secondi, vale a dire 12 ore, 44 minuti e 40 secondi in meno rispetto al tempo di Francis Joyon del 2017

IDEC al traguardo, il "The Famous Project" è stato realizzato!

L'equipaggio tutto al femminile condotto da Alexia Barrier e Dee Caffari ha realizzato un'impresa eccezionale terminando il 57 giorni, 21 ore e 20 minuti il giro del mondo a vela in equipaggio, Ecco tutte le tappe del loro percorso

Alberto Bona co-skipper di Francesca Clapcich

Team Francesca Clapcich presenta il calendario delle regate 2026 e sceglie Alberto Bona come co-skipper e Sailing Performance Manager

ILCA: è tutto Oro quello che luce!

Si è chiuso il Mondiale ILCA U21 con l’Italia che festeggia con i tre Ori di Ginevra Caracciolo di Brienza (LNI Napoli), Antonio Pascali (Fraglia Vela Riva) e Alessandro Cirinei (Fraglia Vela Riva)

Argentario 2026 inaugura un nuovo percorso internazionale

Il territorio si racconta attraverso un progetto identitario che ne valorizza l’essenza in chiave contemporanea e autentica

Trofeo Jules Verne: domani arriverà anche IDEC

L'equipaggio tutto al femminile di The Famous Project CIC taglierà il traguardo domani nel primo pomeriggio dopo l'ultima prova da superare, un Golfo di Biscaglia in tempesta

Maccaferri Futura presenta la squadra e il programma sportivo per il 2026

Il 2026 sarà una stagione di forte spinta, con la Route du Rhum e il Campionato Class 40 come obiettivi chiave. Insieme a Francesco Bruni, entra nel team anche il velista oceanico Alberto Bona come Performance Specialist

Invernale Napoli: domenica in acqua a Torre del Greco

Domenica primo febbraio Trofeo Città Torre del Greco al Circolo Nautico torrese. Cinquanta imbarcazioni al via della quinta tappa del Campionato invernale del Golfo di Napoli

Invernale Loano: classifiche in movimento e flotta in crescita

Tre le nuove prove completate nel corso del fine settimana che portano a sei il totale delle regate valide, mentre l’entrata in gioco dello scarto della prova peggiore di ogni equipaggio, ridisegna parzialmente le classifiche

Garda: il "foiling" volano del turismo

A boot Düsseldorf il Garda Veneto, Malcesine e la Foiling Week raccontano come si costruisce una destinazione

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci