sabato, 10 gennaio 2026

ECOLOGIA

Il Class 40 di Verde come Vela sbarca in Sardegna

il class 40 di verde come vela sbarca in sardegna
redazione

Dopo la sosta a Gaeta, il Class 40 di Verde come Vela è ripartito con un buon rifornimento di cambusa per affrontare la traversata dal continente sino all’isola sarda. Sbarcati Andrea Marconetti e Maurizio Rosazza Prin di Chissenefood, e salutato Luca Simeone, direttore della Base nautica Flavio Gioia, oltre che profusamente ringraziato per la perfetta ospitalità offerta, il team di Verde come Vela è partito venerdì 24 luglio intorno alle  h. 12,30.

«È stata un’esperienza straordinaria», ha detto Maurizio Rosazza Prin. «Non siamo velisti, la nostra tappa è stata condotta con un mare un po’ impegnativo per noi, ma è stata molto formativa. In più abbiamo potuto capire quanto sia davvero molto semplice essere green anche in barca. Basta veramente poco».

Una bellissima giornata di sole con aria perfetta a 10-12 nodi da Ovest ci ha consentito un’andatura di bolina a 6-7 nodi. «Per mantenerci in rotta abbiamo fatto una serie di bordi larghi», ha detto Marco Nannini al timone del Class 40 che naviga sotto i colori dell’iniziativa di Boat Ecology.

«Durante la navigazione abbiamo sempre fatto il check delle nostre tecnologie di bordo: tutti e tre sistemi di energia alternativa hanno sempre funzionato perfettamente», ha precisato Sebastiano Moise, del team di Boat Ecology.

Il vento si è mantenuto costante ed è calato solo al tramonto. «Di notte c’è qualcosa di magico nel navigare», ha detto Alberto Buogo. «E spesso accadono fenomeni straordinari e inaspettati:  la nostra scia per esempio si è illuminata di ammassi di plancton fosforescenti, regalandoci un’atmosfera surreale».

La mattina seguente è stata caratterizzata da bonaccia e calma piatta, fino a mezzogiorno circa. Poi un bel vento a 12 nodi da Sud-Ovest che, una volta issato il gennaker, ha spinto Mowgli facendolo filare a una media di 7 nodi; nel pomeriggio si sono raggiunti anche i 9 nodi di velocità, facendo recuperare alla barca il tempo perso sulla tabella di marcia, a causa della mancanza di vento del mattino.

«Con 12 nodi, Mowgli andava come un proiettile», ha detto lo skipper, «e alle h. 16, abbiamo avvistato terra».

Olbia raggiunta: 180 miglia di navigazione coperte con successo. Oggi, il team di Verde Come Vela sarà impegnato in attività di divulgazione e di comunicazione. Domenica è prevista una visita al  Parco Marino della Maddalena.

Si ricorda che il Class 40 di Verde come Vela per produrre energia usa la luce del sole, la forza del vento e dell'acqua del mare usando il sistema eolico, l’idrogeneratore e i pannelli fotovoltaici.

 

Le altre tappe

Mowgli rimarrà in Sardegna sino a mercoledì 30 luglio. Giovedì 31 luglio Mowgli farà ritorno in continente, puntando la prua direttamente su Marina del Fezzano e percorrendo 330 miglia anche in notturna. 

 

Il viaggio di Verde come Vela può essere seguito attraverso il diario di bordo e il blog delle persone imbarcate con accesso dal sito www.verdecomevela.org.

 

 


26/07/2014 19:30:00 © riproduzione riservata






I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

La Coppa che divide: Barcellona, Auckland e il sogno (ancora aperto) di Napoli

Capitale Europea dello Sport 2026, la città ha il tempo per trasformare rischi in trionfo, bilanciando spettacolo, economia e comunità – un banco di prova unico per dimostrare che la Coppa America può rigenerare senza dividere

Optimist, Trofeo Campobasso 2026: vittoria di Giorgio Nibbi

Assegnati i premi dopo una sola giornata di prove. Nel golfo di Napoli che ospiterà l’America’s Cup 2027 circa 100 velisti da 8 nazioni

Sodebo Ultim 3 e The Famous Project CIC verso la storia del Trofeo Jules Verne

Sodebo Ultim 3 di Thomas Coville e The Famous Project CIC di Alexia Barrier e Dee Caffari, stanno scrivendo pagine indelebili nella corsa al Jules Verne Trophy con entrambi i maxi-trimarani lanciati a tutta velocità nei Mari del Sud

Bye Bye Point Nemo, si va a Capo Horn!

L'equipaggio del maxi-tri The Famous Project CIC si dirige verso Capo Horn in un mare fortemente agitato. Alexia Barrier: "Capo Horn non si conquista attaccando di petto, ma con costanza”

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci