Vela, Volvo Ocean Race - Alle 12.55 GMT di oggi (le 14.55 in Italia), venerdì 30 marzo, i francesi di Groupama 4 guidati da Franck Cammas hanno doppiato il più famoso, celebrato e temuto punto della navigazione oceanica, Capo Horn. I transalpini hanno passato la punta più meridionale del Sud America, in realtà un punto posto a 55°59.100 sud e 67°15.399 ovest, seguiti meno di un’ora distanza dagli americani di PUMA, alle 13.52 (le 15.52 italiane).
“Passare Capo Horn in testa non è mai stata una delle nostre priorità, il nostro obiettivo alla partenza da Auckland era arrivare a questo punto della tappa, cioè a circa 2/3 della strada per Itajaì, in buona posizione in rapporto agli avversari e soprattutto in buono stato. E’ stato un sollievo. Sembra che ci siamo lasciati i rischi più grossi alle spalle, visto quello che è successo alle altre barche. Però è vero che passare in testa ci rende molto fieri, è un bel momento per l’equipaggio. Soprattutto in una regata come questa dove è un vero mito.” Ha dichiarato lo skipper francese. Mentre Ken Read, da bordo di PUMA ha spiegato che: “E’ un momento di forte emozione per tutti noi. Sono usciti tutti dalle cuccette, siamo tutti in coperta e faremo una piccola celebrazione.”
I due team hanno ingaggiato una lotta testa a testa durata oltre una settimana, culminata con un distacco di poco più di 16 miglia, una vera inezia dopo oltre 4.000 miglia di navigazione in condizioni spesso proibitive. Groupama e PUMA sono così rientrati nell’oceano Atlantico che avevano lasciato lo scorso 12 dicembre, il secondo giorno della seconda tappa, dopo 109 giorni. Tuttavia per i due ora si apre un’altrettanto dura e interessante gara tattica per coprire le 2.000 miglia che restano fino alla linea del traguardo a Itajaì, in Brasile con una situazione meteo, decisamente meno terribile ma non di meno irta di ostacoli e trappole meteo.
Intanto Team Telefónica mantiene la terza posizione, gli spagnoli continuano a navigare con cautela, ma sempre determinati a finire la tappa e a salire sul podio. Al rilevamento delle ore 15 lo scafo azzurro si trovava a 303 miglia dai leader e navigava a oltre 15 nodi, in rotta per il passaggio di Capo Horn. “E’ sempre un momento importante, il passaggio del Capo.” Ha detto lo skipper Iker Martínez. “Una volta passato le possibilità di completare il giro del mondo aumentano moltissimo, ci si lascia alle spalle l’indiano e il pacifico e ci sono un sacco di punti davanti per giocarsi la vittoria. La barca va bene, la riparazione che abbiamo fatto sembra funzionare, però la velocità che possiamo tenere non supera il 85/90% delle nostre potenzialità, ma abbiamo timore a tirare di più perché potremmo fare un disastro. Fa molto freddo, quando scende la temperatura dell’acqua si abbassa molto anche la sensazione termica, adesso è a 7° e quindi a ogni onda che prendi senti sempre più freddo. Credo che quest’ultima sia stata la settimana più dura di tutta la regata.”
Oltre al passaggio di Capo Horn da parte dei due battistrada la notizia del giorno è sicuramente l’incredibile operazione che l’equipaggio di Abu Dhabi è riuscito a portare a termine nel mezzo del Pacifico meridionale e in condizioni non certo ideali. Secondo quanto raccontato dal team oggi, lo skipper Ian Walker ha supervisionato un lavoro durato oltre cinque ore che ha comportato l’inserimento d 30 bulloni nello scafo di Azzam (il nome della barca che in arabo significa determinazione) per evitare danni ulteriori. Per poter effettuare la manovra, il team ha dovuto rallentare il più possibile e sbandare la barca in modo che il prodiere Justin Slattery, che era legato e indossava l’appropriata attrezzatura di sicurezza, potesse calarsi e stringere i bulloni nella parte esterna dello scafo. All’interno della barca il capitano Wade Morgan e il watch leader Craig Satterthwaite hanno assicurato alla parte danneggiata pezzi tolti dalla barca. “Praticamente abbiamo rimesso insieme la pelle interna ed esterna con un fissaggio meccanico.” Ha spiegato Walker “La situazione è molto migliorata, il rumore si è ridotto e la riparazione sembra abbastanza forte. Ma stiamo ancora procedendo con cautela.” Poiché il danno è stato scoperto durante la notte, l’equipaggio ha dovuto aspettare la luce del giorno per potere effettuare la riparazione, che è comunque avvenuta in condizioni piuttosto dure con onda formata e 30 nodi di vento, in una zona isolata a 1.700 miglia dalla terraferma più vicina. Ian Walker ha affermato che tutto il team sta decidendo sul da farsi e che tutte le opzioni sono possibili. “La cosa più importante è che stiamo bene. Al momento stiamo navigando con due persone in coperta, mentre tutti gli altri si stanno riposando. Progrediamo bene verso la costa cilena, a nord est della perturbazione che sta arrivando.” Questa è la seconda riparazione importante che Abu Dhabi ha dovuto effettuare nella quinta tappa della regata, poche ore dopo la partenza da Auckland il team era rientrato in porto per riparare la paratia di prua.
Quando si è entrati nel dodicesimo giorno di regata, i leader si trovano a poco più di 1.920 miglia dal traguardo. Al rilevamento delle ore 15 (italiane) il francese Groupama 4 ha un vantaggio di sole 16,3 miglia su PUMA, terzo è Telefónica a 303,3 miglia dai leader, mentre gli ispano/neozelandesi di CAMPER, ancora in regata ma in rotta per il Cile, accusano un distacco di 1.347,6 miglia e Abu Dhabi anche a causa del notevole rallentamento imposto dalla riparazione, ha un deficit di 1.696,8 miglia.
L’andamento della regata si può seguire con le notizie e la cartografia elettronica aggiornata ogni tre ore sul sito www.volvooceanrace.com
Posizioni al rilevamento delle ore 13 GMT (15 ora italiana) del 30 marzo 2012:
1. Groupama sailing team 1.920,3 miglia da Itajaí
2. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +16,3
3. Team Telefónica, +303,3
4. CAMPER with Emirates Team New Zealand, +1.347,6
5. Abu Dhabi Ocean Racing, +1.696,8
6. Team Sanya, Ritirato dalla quinta tappa
In Abanca ORC 0, Vudu arrivava all'ultima prova con un margine di nove punti e non ha lasciato spazio alle sorprese. Il TP52 di Mauro Gestri ha chiuso secondo l'ultima regata, risultato sufficiente per mettere definitivamente le mani sulla Copa del Rey
Al Circolo Vela Arco è iniziata la grande festa internazionale dell’Optimist. Tre prove nella prima giornata con vento da sud fino a 16 nodi
C'è sempre Vudu di Mauro Gestri in testa in ORC 0 dopo una giornata estremamente regolare con due secondi posti
Valerio Pucci firma una tripletta e balza al comando tra i Cadetti. Tra gli Juniores lo sloveno Mihael Zobec resta leader, mentre l’italiana Annalie Meoni sale al quarto posto assoluto
Le due finali della Gold Fleet ribaltano il podio Juniores: lo spagnolo Miguel Echavarri vince davanti allo statunitense Ryan Lee e allo spagnolo Luca Nueschen. Tra i Cadetti successo dello svizzero Carlo Milan davanti all’italiano Valerio Pucci
Tre prove combattute davanti alla spiaggia di Levante con circa 12 nodi di vento. Riccardo Basso vince l’Overall e il Trofeo Challenge. Bene anche i giovani della Scuola Vela del Circolo Nautico Santa Margherita
Da Cowes è scattata la 50ª edizione della grande regata organizzata dal Royal Ocean Racing Club
In testa c’è il Volvo 70 Pace di Johnny Vincent, che procede intorno agli otto nodi mantenendo una rotta relativamente vicina alla costa della Cornovaglia. Alle sue spalle il Ker 56 Varuna 6 di Jens Kellinghusen e il Mach 50 Palanad 4 di Antoine Magre
Una nuova divisione dedicata alle imbarcazioni il cui primo varo della serie è antecedente al 1990. La novità entra ufficialmente nel programma della CentoMiglia del Garda 2026
Nelle ultime 24 ore Pace ha percorso circa 428 miglia, con una media prossima ai 18 nodi: un'autentica prestazione da record