Vela, Volvo Ocean Race .- Per la prima volta, dopo oltre un mese, i sei team della Volvo Ocean Race si ritroveranno per darsi battaglia per la terza tappa, che partirà la prossima domenica 22 gennaio alle 9 del mattino. Gli equipaggi avranno pochissimo tempo per prepararsi, visto che la nave che trasporta i cinque scafi nell’ambito delle misure antipirateria si prevede attraccherà nel porto sicuro domani, mentre Team Sanya è giunta nella località segreta ieri sera poco dopo le 20, portando a termine la navigazione della seconda tappa.
Quella che attende i partecipanti è una frazione particolarmente complessa, un vero e proprio campo minato fatto di venti monsonici, una rotta che incrocia quella di centinaia di mercantili e pescherecci e una settimana di navigazione di bolina in condizioni meteo non semplici, in una zona nota per la difficoltà delle condizioni del mare. Il percorso di circa 3.000 miglia porterà le sei barche dal porto sicuro oltre l’oceano indiano, verso il temibile Stretto di Malacca e nell’altrettanto insidioso Mar Cinese Meridionale.
Il meterologo della Volvo Ocean Race, Gonzalo Infante spiega che la tappa consiste in tre stadi diversi, un primo tratto lungo circa 1.000 miglia porterà i team dal porto sicuro verso la punta settentrionale di Sumatra, una zona dove cominciano ad affermarsi delle moderate correnti monsoniche provenienti da nord-est, e caratterizzata dalla presenza di frequenti temporali. “Dopo la partenza, c’è però da affrontare un’enorme zona di ridosso provocata dallo Sri Lanka che può estendersi fino a 200 miglia a sud-ovest e che certo rappresenterà il primo ostacolo da oltrepassare” spiega Infante. “Subito dopo gli equipaggi dovranno spostare l’attenzione sulle sfide create dal monsone nord orientale. Ci saranno molti temporali e venti variabili che costringeranno i team a frequenti cambi di vele e a navigare tenendo d’occhio i sistemi nuvolosi.”
La seconda parte del percorso è la più corta, circa 500 miglia dalla punta di Sumatra fino a Singapore, ma non per questo la meno ricca di ostacoli e che certamente terrà velisti e navigatori svegli per notti intere, intenti a evitare le zone pericolose. Il gran numero di navi mercantili che passano lo stretto costituiscono ovviamente il rischio più grande, ma anche i numerosissimi piccoli pescherecci, le reti e gli oggetti galleggianti potranno creare problemi alla flotta. Il sistema AIS, Automatic Identification System, utilizzato per la localizzazione della navigazione, sarà quindi uno strumento di vitale importanza per tutte le barche.
Le istruzioni di regata prevedono che i partecipanti debbano navigare all’interno di uno stretto corridoio, delimitato da cinque boe che contrassegnano il canale di navigazione commerciale e, secondo Infante, questo sarà un passaggio impegnativo per i concorrenti che dovranno far uso di ogni paio d’occhi disponibile a bordo nell’arco delle 24 ore per evitare ogni rischio. Ad aggiungere complessità venti di solito leggeri e variabili e una corrente che può arrivare fino a quattro nodi, che potrebbe addirittura obbligare i team a dare ancora. “E’ un passaggio molto complicato, si può rischiare di perdere tutto quello che si è guadagnato nell’oceano indiano con una scelta sbagliata o mancanza di attenzione. E’ improbabile che si possa guadagnare molto, ma di sicuro si può perdere parecchio.”
E, infine, concluderà la tappa un lungo tratto nel Mar Cinese meridionale. La flotta dovrà disegnare una stretta curva a sinistra una volta passato Singapore e fare rotta nord verso la Cina, lasciando obbligatoriamente l’arcipelago composto dalle isole di Ritan, Nunsa e Selia a sinistra, prima di navigare al traverso della costa del Vietnam. Sia nel caso che siano venti monsonici o venti d’aliseo quelli presenti nell’area, la direzione del vento sarà quasi certamente da nord-est anche se sarà lo stato del mare il problema più serio da affrontare per gli equipaggi. Il Mar Cinese meridionale infatti è caratterizzato da bassi fondali che, combinati con un notevole fetch (la lunghezza del tratto di mare su cui soffia un determinato vento) spesso creano mare molto mosso. “Si può prevedere che picchieranno di bolina per una intera settimana, in condizioni che metteranno a dura prova le barche e le attrezzature” ha detto Infante “con onde che potrebbero raggiungere quattro o cinque metri ed essere molto ripide.”
Si prevede che saranno necessarie circa due settimane alla flotta per completare la terza tappa, con l’arrivo previsto a Sanya nei primi giorni di febbraio.
Classifica generale provvisoria Volvo Ocean Race 2011/2012:
1. Team Telefonica, 71 punti
2. CAMPER with Emirates Team New Zealand, 64
3. Groupama sailing team, 51
4. PUMA Ocean Racing powered by BERG, 36
5. Abu Dhabi Ocean Racing, 31
6. Team Sanya 4*
* Team Sanya, completata la seconda tappa dopo i necessari controlli, si aggiudicherà i punti relativi alle prove disputate finora.
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