sabato, 3 ottobre 2026

VENDEE GLOBE

Vendèe Globe: match race tra Dalin e Ruyant verso l'Indiano

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Roberto Imbastaro

In testa al Vendée Globe 2020 ora è passato Charlie Dalin (Apivia) che ha un vantaggio di 19.5 miglia su Thomas Ruyant (LinkedOut), ma i due procedono verso sud in una sorta di match race a suon di strambate cercando di puntare il più velocemente possibile il Capo di Buona Speranza, porta d’accesso all’Oceano Indiano. Terzo è il fantastico Jean Le Cam, che, senza foil, ha stabilito un vero metro di paragone sul termine di marinaio.

E’ probabile che presto dovrà cedere ai suoi agguerriti inseguitori, tutti muniti di foil, che veleggiano in “branco” più ad ovest di lui. Ma esperienza e saggezza sono tutte dalla parte di Jean ed il futuro non è scritto.

Giancarlo Pedote è stabile in 13ma posizione ma la sua velocità si sta riducendo in quanto potrebbe essere entrato in un piccolo flusso anticiclonico che già aveva rallentato le barche che lo precedono.

 “Ieri ho passato molto tempo a regolare la barca -  racconta Giancarlo - fare cambiamenti di vela e soprattutto al carteggio, perché c’è un piccolo fronte stazionario davanti a noi, un piccolo flusso anticiclonico da Est che causa il rallentamento delle barche davanti alla nostra.

Questo significa un lavoro costante sui dati meteo, per elaborare la strategia e calcolare il migliore momento e luogo per superarlo. Questo lavoro continua anche oggi.

Il vento cambia spesso ed è necessario obbligarsi a cambiare vele di conseguenza, ogni volta che cambia il vento, per mantenere la barca nel migliore assetto possibile.

La barca deve cambiare di configurazione in conseguenza alle condizioni, per questo motivo in questi giorni stiamo molto sulle regolazioni: è necessario essere molto presenti a bordo.

Ieri ho preso un temporale con venti fino 30 nodi e poi ho avuto tre ore di mancanza di vento, di “molle”. Ne ho approfittato per ispezionare con attenzione il davanti alla barca e guardare la struttura in maniera approfondita: ho preso il casco, le protezioni e le ginocchiere e mi sono messo una frontale molto potente per poter guardare tutto fino alla "crash box” inclusa: ci ho messo molto tempo, ma era necessario farlo, per poter entrare serenamente nel Grande Sud.

Ma soprattutto mi sono ricordato delle parole di un amico, scritte in una lettera che Stefania aveva nascosto nella barca: ‘quando puoi guarda il sole e tutte le stelle che ci sono, perché io non le potrò mai vedere dal tuo punto di vista, dalla tua barca’.

Ed è così che nella calma, quando non c’era vento, mi sono messo a guardare le stelle. Il cielo era magnifico. Per una volta un temporale e la conseguente assenza totale del vento hanno portato qualcosa di buono".







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