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VELA OCEANICA

Vendée Globe, lezioni di vela senza vento

vend 233 globe lezioni di vela senza vento
Roberto Imbastaro

C’è Loïck Peyron in testa e, insieme ai suoi angeli custodi che lo seguono da presso, è entrato nel tristemente famoso pot-au-noir e stanno sperimentando – si fa per dire per delle vecchie volpi dell’oceano – il doloroso esercizio della navigazione a vela senza vento. Iniziano giorni insonni neanche ci fosse tempesta perché ogni istante va monitorato per cogliere anche il più pissolo alito di vento e spuntare un nodo in più. Vivranno presumibilmente per 34/36 ore in un universo irreale aspettando l’aliseo che li porterà verso l’equatore. Ci sarà un inevitabile raggruppamento che, come è logico, va del tutto a scapito di chi è in testa. Gli ultimi, dopo aver accorciato, potrebbero trovare condizioni diverse e azzerare in un sol colpo tutto lo svantaggio. Il professor Desjoyeaux ci spera. Ad oggi però, in mancanza di notizie epiche o definitive, vediamo di fare il punto sui distacchi registrati in questi primi 10 giorni di corsa. Tra il primo e l’ultimo ci sono 2100 miglia e, teoricamente, mentre Peyron sta già pensando all’equatore, altri stanno affrontando l’arcipelago di Capo Verde. Alzando lo sguardo sulla carta dell’atlantico vediamo che Bernard Stamm è alle Canarie, Derek Hatfield scivola ad ovest di Madeira e Dejeanty al largo del Portogallo. Lo skipper di Maisonneuve sorveglia le guarnizioni del ponte della sua barca come del latte sul fuoco. E’ stato l’ultimo concorrente a ripartire prima della chiusura definitiva della linea di partenza. I 10 giorni concessi per ritornare indietro e riparare anche a terra eventuali danni sono scaduti.
Ora i guai si riparano, potendo, a bordo come ha dovuto fare stanotte Le Cam alle prese con i suoi quattro piloti automatici che hanno deciso di imbizzarrirsi tutti insieme. Il risultato è stata una notte passata al traverso di quella che sarebbe stata la rotta da seguire e VM Materiaux è scivolata in ottava posizione a 93 miglia da Loïck Peyron.
Che non se la passa al momento bene nemmeno lui, visto che procede a 2,6 nodi aspettando un temporale in questa banda di 300 miglia che attraversa da parte a parte l’equatore. Una partita d’azzardo che vivono tutti con un certo fatalismo senza guardare le miglia guadagnate o perse dall’ultimo rilevamento. L’importante è trovare la via d’uscita: la bravura consiste in quello. Qui non conta essere veloci o avere un bravo meteorologo a terra. Qui contano i principi base del saper navigare: osservare il mare, scrutare le nuvole, stare svegli sul ponte per rispondere in un minuto alle variazioni del vento. E’ un gioco di pazienza e di abnegazione che tutti saranno costretti a giocare nelle prossime 36 ore. Oggi c’era un sole di piombo sui primi. Peyron ha passato la giornata armato di crema solare e con un ventilatore acceso all’interno della barca per rinfrescarsi ogni tanto. Alle 16:00 la sua velocità era di 2,6 nodi, mentre quella di Sébastien Josse(BT), Jean Pierre Dick (Paprec-Virbac 2), Armel Le Cléac'h (Brit' Air) era di 4 nodi.
E mentre loro sono Fermi gli inseguitori viaggiano. E i due più temibili, Dominique Wavre (Temenos II) e Michel Desjoyeaux (Foncia), hanno certamente una bella occasione per tornare a contatto con i primi.
Anche Bernard Stamm, ora 24° a 1133 miglia, sta correndo con il suo Cheminées Poujoulat, attualmente allargo delle Canarie. In queste ultime 24 ore ha percorso 277,9 miglia.

Ecco la classifica dei primi 5 alla rilevazione delle 16:00
1- Loïck Peyron (Gitana Eighty) a 21136 miglia dall’arrivo
2- 2- Sébastien Josse (BT) a 27,3 miglia dal leader
3- Jean Pierre Dick (Paprec-Virbac 2) a 44,1 miglia
4- Armel Le Cléac'h (Brit Air) a 44,8 miglia
5- Vincent Riou (PRB) à 54,3 miglia


19/11/2008 22:03:00 © riproduzione riservata






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