C’è Loïck Peyron in testa e, insieme ai suoi angeli custodi che lo seguono da presso, è entrato nel tristemente famoso pot-au-noir e stanno sperimentando – si fa per dire per delle vecchie volpi dell’oceano – il doloroso esercizio della navigazione a vela senza vento. Iniziano giorni insonni neanche ci fosse tempesta perché ogni istante va monitorato per cogliere anche il più pissolo alito di vento e spuntare un nodo in più. Vivranno presumibilmente per 34/36 ore in un universo irreale aspettando l’aliseo che li porterà verso l’equatore. Ci sarà un inevitabile raggruppamento che, come è logico, va del tutto a scapito di chi è in testa. Gli ultimi, dopo aver accorciato, potrebbero trovare condizioni diverse e azzerare in un sol colpo tutto lo svantaggio. Il professor Desjoyeaux ci spera. Ad oggi però, in mancanza di notizie epiche o definitive, vediamo di fare il punto sui distacchi registrati in questi primi 10 giorni di corsa. Tra il primo e l’ultimo ci sono 2100 miglia e, teoricamente, mentre Peyron sta già pensando all’equatore, altri stanno affrontando l’arcipelago di Capo Verde. Alzando lo sguardo sulla carta dell’atlantico vediamo che Bernard Stamm è alle Canarie, Derek Hatfield scivola ad ovest di Madeira e Dejeanty al largo del Portogallo. Lo skipper di Maisonneuve sorveglia le guarnizioni del ponte della sua barca come del latte sul fuoco. E’ stato l’ultimo concorrente a ripartire prima della chiusura definitiva della linea di partenza. I 10 giorni concessi per ritornare indietro e riparare anche a terra eventuali danni sono scaduti.
Ora i guai si riparano, potendo, a bordo come ha dovuto fare stanotte Le Cam alle prese con i suoi quattro piloti automatici che hanno deciso di imbizzarrirsi tutti insieme. Il risultato è stata una notte passata al traverso di quella che sarebbe stata la rotta da seguire e VM Materiaux è scivolata in ottava posizione a 93 miglia da Loïck Peyron.
Che non se la passa al momento bene nemmeno lui, visto che procede a 2,6 nodi aspettando un temporale in questa banda di 300 miglia che attraversa da parte a parte l’equatore. Una partita d’azzardo che vivono tutti con un certo fatalismo senza guardare le miglia guadagnate o perse dall’ultimo rilevamento. L’importante è trovare la via d’uscita: la bravura consiste in quello. Qui non conta essere veloci o avere un bravo meteorologo a terra. Qui contano i principi base del saper navigare: osservare il mare, scrutare le nuvole, stare svegli sul ponte per rispondere in un minuto alle variazioni del vento. E’ un gioco di pazienza e di abnegazione che tutti saranno costretti a giocare nelle prossime 36 ore. Oggi c’era un sole di piombo sui primi. Peyron ha passato la giornata armato di crema solare e con un ventilatore acceso all’interno della barca per rinfrescarsi ogni tanto. Alle 16:00 la sua velocità era di 2,6 nodi, mentre quella di Sébastien Josse(BT), Jean Pierre Dick (Paprec-Virbac 2), Armel Le Cléac'h (Brit' Air) era di 4 nodi.
E mentre loro sono Fermi gli inseguitori viaggiano. E i due più temibili, Dominique Wavre (Temenos II) e Michel Desjoyeaux (Foncia), hanno certamente una bella occasione per tornare a contatto con i primi.
Anche Bernard Stamm, ora 24° a 1133 miglia, sta correndo con il suo Cheminées Poujoulat, attualmente allargo delle Canarie. In queste ultime 24 ore ha percorso 277,9 miglia.
Ecco la classifica dei primi 5 alla rilevazione delle 16:00
1- Loïck Peyron (Gitana Eighty) a 21136 miglia dall’arrivo
2- 2- Sébastien Josse (BT) a 27,3 miglia dal leader
3- Jean Pierre Dick (Paprec-Virbac 2) a 44,1 miglia
4- Armel Le Cléac'h (Brit Air) a 44,8 miglia
5- Vincent Riou (PRB) à 54,3 miglia
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