Per i sei skipper che hanno doppiato Capo Horn oggi, il momento di sollievo è stato lo stesso. La consapevolezza di essersi lasciati alle spalle l'Oceano Pacifico e di aver completato in sicurezza gli Oceani Meridionali potrebbe essere una gioia fugace, ma rappresenta un passaggio cruciale.
Un messaggio dal team a terra dello skipper di solito conferma l'orario esatto del passaggio e i dati statistici. Tuttavia, per i sei skipper che hanno doppiato Capo Horn oggi, a distanza di sole 10 ore l'uno dall'altro, con venti sostenuti tra i 25 e i 35 nodi e raffiche che raggiungevano i 40 nodi (a seconda del momento del passaggio), c'era davvero poco tempo per celebrare. Nonostante ciò, tutti hanno condiviso in seguito le loro emozioni per questo traguardo fondamentale.
Anche se si trova dietro questo gruppo, in 11ª posizione, molto più in basso nella classifica rispetto a quando aveva guidato il passaggio nel gennaio 2022, Yannick Bestaven sperava che doppiando Capo Horn nel giorno del suo 52° compleanno si sarebbe realizzato un sogno. Ma, dopo aver subito un danno che gli impedisce di governare la barca, il detentore del titolo sta ora lottando con enormi difficoltà.
Visibilmente commosso durante la trasmissione francese Vendée LIVE!, lo skipper di La Rochelle, vincitore dell'ultima edizione della gara, ha ammesso che lui e il suo team stanno facendo di tutto per trovare una soluzione che gli permetta di restare in gara.
Con ancora 250 miglia da percorrere prima di raggiungere il Capo, Bestaven ha predisposto un sistema temporaneo utilizzando una scotta per governare i timoni, riuscendo a mantenere una velocità di 11 nodi con solo la randa issata.
"Ieri il braccio di collegamento dei timoni si è staccato. E questo è un grosso problema perché la barca è ingovernabile con 30 nodi di vento e onde di 5 metri. Ho provato tutto il possibile per riparare. Sono sceso in acqua a poppa della barca per rimuovere l'asse e capire cosa potessi fare, ma purtroppo non ho il pezzo di ricambio. Per il momento, ho predisposto questo sistema temporaneo per cercare di raggiungere Capo Horn con quello che ho. Ho fissato una scotta del gennaker e l’ho utilizzata per collegare i timoni, in modo da poter dirigere verso Capo Horn con solo la randa, a una velocità ridotta.”
Con una smorfia di preoccupazione, ha aggiunto: “Sto lavorando con il mio team per capire cosa possiamo fare. Di certo non posso risalire tutto l’Atlantico in queste condizioni. Capo Horn non è il traguardo finale; è solo la fine dell’Oceano del Sud. Ho bisogno che la mia barca sia in uno stato sufficiente per tornare a Les Sables d’Olonne. La mia idea sarebbe di trovare riparo nelle isole vicino a Capo Horn e poi valutare il da farsi: se posso riparare da solo o se sarà necessario fermarmi a Ushuaia. Non lo so ancora. Di certo non posso più inseguire i leader.”
Domani, domenica 28 giugno, la quarta e ultima prova in programma decreterà vincitori e vinti di tutte le classi, in molte delle quali le classifiche sono ancora ‘cortissime’ con il risultato finale che rimarrà incerto fino all’ultimo
Nave Palinuro saluta l'Argentario, cinquanta yacht d'epoca concludono l’evento in una giornata memorabile
Si è conclusa con successo la tredicesima edizione del Trofeo Principato di Monaco - Le Vele d’Epoca in Laguna, appuntamento di primo piano per la vela classica dell'Adriatico
4Monkeys, il Fat 26 di Giampietro Sforza, si è aggiudicato il XVII Rally della Laguna 2026, evento velico valido per il XVIII Trofeo “Il Briccolone” di Assonautica Venezia
Protagonisti della manifestazione anche altri equipaggi dello YCCS, Giada di Germano Scarpa e Mathilde di Nicolò Saidelli, oltre a Zarina by DAS di Marie Helene Polo, Ziva di Silvia De Longhi, Vamos Mi Amor di Charles De Bourbon e Paka'A di Martin Nweeia
Al via Art Bonus, nasce l'Albo degli Ambasciatori e si consolida il percorso di crescita del MUNAV
Le regate si disputano sullo stesso campo che ospiterà il Campionato Italiano, offrendo a equipaggi e comitato di regata un test in condizioni reali, dalle dinamiche di vento e corrente tipiche del basso Garda estivo alla logistica di partenze e percorsi
In gara 421 atlete e atleti dai 9 ai 17 anni nelle derive Optimist, ILCA 4 e O’Pen Skiff e nel windsurf Techno 293
Il Baltic 33 metri conquista per la terza volta la regata di Palma. Successi anche per Archelon, Beati, Highland Fling e Svea nelle rispettive classi
Il brasiliano Manuel Bragança conquista il titolo iridato a Tangeri. All'Italia resta un piazzamento di prestigio con Andrea Demurtas e il quinto posto anche nella prova a squadre