In vista dell’uscita dall'Oceano Indiano, Charlie Dalin (MACIF Santé Prévoyance), a cui manca solo un giorno e mezzo per passare nel Pacifico alla longitudine della Tasmania, ha aumentato il suo vantaggio su Seb Simon (Groupe Dubreuil) di 100 miglia rispetto alla stessa ora di ieri mattina. Ma Seb, come è noto, ha rotto il foil di destra ed è normale che non riesca a tenere il passo.
Dietro Simon la gara rimane molto combattuta: Yoann Richomme (PAPREC ARKÉA), terzo, ha attraversato Cape Leeuwin 12 ore e 49 minuti dopo Simon e a sua volta Thomas Ruyant (VULNERABLE) ha passato lil capo 8 ore e 02 minuti dopo Richomme.
L'ostacolo più grande per Dalin rimane lo stato del mare che si è creato in seguito alla bassa pressione che ha incontrato.
“È da un po' di tempo che abbiamo uno stato del mare davvero pessimo. Inoltre, sto incontrando un po' di residuo della tempesta davanti a me, quindi il mare non è facile in questo momento, non è piacevole. Ma in realtà le condizioni sono abbastanza buone, il vento non è né troppo leggero né troppo forte, ma è lo stato del mare che ostacola i progressi. Ho tra i 20 e i 25 nodi di vento, ci sono piccoli momenti di sole, schiarite. Ci sono 15 gradi in barca, non ho rimesso gli strati intermedi. Tutto va bene, ho trovato la mia velocità di crociera e, anche se gli ultimi giorni, le ultime settimane sono state piuttosto impegnative, per il momento non sembrano esserci vere opportunità di riposo all'orizzonte, ma tutto va bene. Sono in gran forma e l'Indiano sembra essere passato estremamente in fretta, davvero!”.
“Non ho ancora guardato troppo al Pacifico, lo sto guardando solo con un occhio, volevo rimanere concentrato su quest'ultimo tratto fino al punto della zona di esclusione. Sono riuscito a uscire da qui finora senza alcun problema almeno di quelli visibili. Dovrò fare un giro della barca, ma sembra che vada bene, niente di evidente in ogni caso e continua ad andare alla grande”.
“È stata un'esperienza così intensa che non ho più la percezione del tempo da quando sono arrivato nell'Atlantico meridionale. Ho vissuto giorno per giorno, lavorando alla mia lista di cose da fare, regolare la barca, cambiare le vele, fare il reef in reef out, controllare la barca, mangiare, dormire. Sto vivendo alla giornata, non mi rendo affatto conto che siamo quasi a metà strada”.
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