A meno di 900 miglia dall’arcipelago dell Kerguelen il gruppo di testa ha davanti a se una scelta significativa. Se come superficie questo gruppo di isole australe è grande come la Corsica, l’estensione della sua piattaforma continentale pone il problema del passaggio a nord, con conseguente allungamento della rotta, o attraverso il corridoio formato con l’isola Heard, 230 miglia a sud-sud-est.
Situato sui 50 urlanti l’arcipelago della Kerguelen è un territorio pressochè vergine, popolato solo da qualche scienziato che lavora nelle stazioni di rilevamento. Per il resto, foche, otarie, elefanti di mare, albatros ed ogni altra specie di uccelli marini. Qui è inverno tutto l’anno e di alberi nemmeno a parlarne. Una vera desolazione, come ebbe a dire nel 1772 anche lo scopritore di queste isole, Yves Joseph de Kerguelen.
Questa giornata, quindi, sarà di importanza capitale per stabilire le future gerarchie del Vendée Globe. Yann Eliès sembra aver già deciso di passare a nord e si sta mantenedo sopra al 48° sud. Questa scelta gli farà percorrere circa 50 miglia in più rispetto al passaggio ottimale attraverso la prossima porta dei ghiacci, situata a sud est di capo Leeuwin. L’altra ipotesi è un tuffo deciso verso sud est fino al 52° sud per prendere il corridoio tra le Kerguelen e l’isola Heard.
L’opzione nord è un’assicurazione contro i ghiacci, che non dovrebbero essere presenti sulla rotta, e lascia anche aperte più possibilità dopo ill passaggio dell’arcipelago: riandare verso sud, prendere la porta con un vento di sud-ovest. La scelta del sud è quasi definitiva, perchè, una volta scelta questa opzione, non ci saranno praticamente possibilità di poter cambiare rotta. In effetti la piattaforma continentale delle Kerguelen si estende su più di 150 miglia a nord e per 80 miglia a sud. Le onde che arrivano qui da ovest si scontrano contro questa sopraelevazione del fondo marino e, per effetto della risonanza, formano un mare estremamente disordinato che rende la navigazione particolarmente delicata, a volte pericolosa anche con venti ragionevoli, come quelli annunciati da Meteo France (25/30 nodi).
Da ieri non è successo praticamente nulla in testa alla corsa. L’unica novità è che la coda del gruppo è incappata in una zona di assoluta calma e si è praticamente piantata. Il vento fa da elastico e il gruppo ora si rinserra, ora si disperde. Alla rilevazione di martedì alle 16 :00 il vento migliore lo aveva il gruppo centrale, con Dominique Wavre che spuntava 18,5 nodi. In testa il più lento è proprio Jean-Pierre Dick (11 nodi).
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