Vela, Record Traversata Atlantica - E’ abortito ancor prima di nascere il tentativo di Francis Joyon di battere il record di traversata atlantica in solitario detenuto da Thomas Coville. Ieri il velista francese è dovuto tornare indietro ancor prima di raggiungere la linea di partenza, mentre ancora stava navigando nella immensa foce dell’Hudson, travolto da un temporale che era quasi un diluvio universale. La depressione, che Francis aveva sperato di cavalcare fino all’imboccatura della Manica, si è in realtà fermata sulle coste del New Jersey e il maxi-tri IDEC si è trovato con un vento fortissimo che lo ha investito da prua mentre tentava di raggiungere la zona della partenza.
Il momento topico c’è stato verso le 15:00 di ieri, quando Francis Joyon stava navigando a motore verso la linea di partenza nonostante la pioggia. Per regolamento il piede dell’elica deve essere comunque rimosso prima della partenza e così Francis aveva deciso di ormeggiarsi ad un corpo morto per effettuare lo smontaggio. Dopo una dozzina di immersioni nell’acqua nera e gelida dell’Hudson c’era finalmente riuscito e si apprestava a tirar su le vele per proseguire verso la zona della partenza. Ma a quel punto la situazione meteo era decisamente peggiorata ed era evidente che la perturbazione non aveva alcuna intenzione di dirigersi verso est come da previsione, bensì aveva decido di ristagnare su New York scaricando un vero diluvio di acqua.
Dopo una serie di consultazioni con il router Jean-Yves Bernot, Francis decideva di rientrare, ma accecato dalla pioggia e un po’ 'preso alla sprovvista da questo scenario meteo inaspettato, nel virare nel canale dell’Hudson, non ha potuto evitare una boa fissa che delimita il canale che è scivolata tra lo suo scafo centrale e il galleggiante di sinistra, causando danni alla carenatura dei bracci di giuntura del maxi-tri. All’impossibile situazione meteo si è così aggiunta l’avaria e per Francis rientrare in porto è stata ancor più dura. La prima cosa da fare è stata quella di attaccarsi di nuovo al corpo morto e rimontare l’elica faticosamente smontata poco prima. Il tutto in mezzo ad una vera e propria tromba d’aria che ha investito la foce dell’Hudson.
Su IDEC, una volta rientrata in porto, sono stati riscontrati problemi di delaminazione. Oggi è comunque già arrivato a New York Christophe Houdet, che conosce la barca meglio di ogni altro e che spera di rimetterla in condizioni ottimali in un paio di giorni. Intanto Jean-Yves Bernot sta già pensando ad una nuova potenziale “finestra” che potrebbe aprirsi da qui a tre giorni.
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