A tre giorni dalla partenza della Rolex Sydney Hobart, i concorrenti studiano con attenzione i files del meteo, che stanno diventando sempre più affidabili. Le condizioni previste dovrebbero favorire le barche di grandi dimensioni che potrebbero vincere con un grande scarto e rendere impossibile alle imbarcazioni più piccole ribaltare il risultato in tempo compensato.
Per lo skipper di Ichi Ban, Matt Allen, che conosce questo percorso come le proprie tasche, la Tatersall’s Cup dovrebbe ritornare nella bacheca delle grandi barche che saranno al via da Sydney il 26 dicembre. “Loki, Lahana, Wild Oats XI e Ragamuffin Loyal hanno tutte una grande possibilità di vincere questa edizione in tempo compensato." La ragione è semplice. Alla fine del secondo giorno di gara è previsto un giro di vento fortissimo che farà volare chi è davanti verso Hobart.
Se un vento moderato da sud è annunciato per la partenza, già nel corso della serata il vento dovrebbe girare da nord-est e il giorno dopo dovrebbe garantire alla flotta un buona velocità alle andature portanti.
Chi è davanti lo sarà ancora di più e mentre i grandi avranno già attraccato ad Hobart o saranno al massimo al largo della Tasmania, ecco che il vento girerà di nuovo, da sud, e chi si trova nello stretti di Bass, come tutte le piccole, si troverà impiccato. “Quando ci sarà questo giro di vento – spiega Matt Allen - tutti coloro che non si trovano già davanti alle coste della Tasmania perderanno rapidamente ogni speranza di poter raggiungere una buona posizione di classifica. Questo sarà un’edizione per le grandi barche. Per sfruttare la finestra meteo, è necessario avere una barca veloce”
Il meteorologo Mike Broughton si dice d’accordo. Sarà a bordo del 50 piedi Jazz e teme che le sue possibilità stiano diminuendo con l’evolversi delle previsioni meteo. "Il terzo giorno sarà impegnativo per noi. L'ombra di vento creata dalla Tasmania ci ha già intrappolato nel passato. E ho paura che questo accada anche questa volta.”'
Per i 40 'come Two True, vincitore nel 2009, il fine regata sarà faticoso. Anche lo skipper Andrew Saies è preoccupato:” Un vento da sud di più di 20 nodi è sempre difficile. Mare corto e agitato e una navigazione di bolina. La nostra barca ama queste condizioni, ma lo stesso non si può dire per gli uomini a bordo! “
Se le previsioni sono corrette, possiamo immaginare una mezza dozzina di imbarcazioni in lizza per la vittoria in tempo compensato. Ma se il vento gira prima la vittoria dovrebbe un affare tra andare i tre super-maxi Wild Oats XI, Wild Thing o Ragamuffin Loyal.
A conquistare il titolo della 40ª Trans Benaco Cruise Race è stato Wilma (GER 193), Melges 32 armato dal Circolo Vela Torri e timonato da Carlo Cavagna, capace di completare le due prove con un tempo complessivo di 7 ore, 30 minuti e 22 secondi
Tra i 166 registrati diversi protagonisti delle ultime edizioni iridate. Grande attesa per la squadra italiana, oltre che per gli atleti della Lega Navale Italiana Sezione Sulcis, organizzatore dell'evento
Il vento detta i tempi di questa ultima giornata e la terza tappa si chiude con un totale di sei prove svolte
Nella Divisione A il primo leader della classifica è Massimo Pasquini (LNI Ostia), autore di una serie molto regolare (8-5-1); nella Divisione B Valerio Pucci (Circolo Nautico Marina di Carrara) ha preso il comando grazie ai parziali di 1-1-5
Il comitato di regata ha sfruttato una breve finestra meteorologica per far disputare una regata intensa, nella quale Trinity Racing ha conquistato il primo successo stagionale, mentre Sled ha consolidato la leadership dell'evento
A 47 giorni dal via del 6/9, ben sei skipper hanno rinunciato al sogno di prendere parte alla regata più estrema della vela oceanica, mentre altri sei stanno attraversando l'Atlantico cercando di completare in tempo la qualificazione obbligatoria
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