Dal 22 settembre al 13 ottobre 2014, tra Framura e Bonassola, nel Mar Ligure, si svolge la campagna scientifica internazionale MANEX ’14 (Multinational AutoNomy Experiment ‘14). Robot all’avanguardia in grado di mappare i fondali, e utili soprattutto a supporto di missioni di contromisure mine, vengono lanciati e testati dalla nave oceanografica della NATO Alliance, operata dal Centro NATO per la Ricerca Marittima e la Sperimentazione che ha sede alla Spezia.
In particolare scienziati e ingegneri di otto istituzioni e dieci Paesi stanno sperimentando le capacità dei veicoli autonomi sottomarini quando equipaggiati con moderni sistemi ad alta risoluzione per la cattura di immagini acustiche sottomarine. Lo scopo dei test in corso è quello di approfondire e migliorare le attuali conoscenze nel settore, con particolare attenzione alle possibili applicazioni robotiche nelle operazioni di contromisure mine. È infatti soprattutto laddove sono presenti ordigni che l’utilizzo dei veicoli autonomi diventa cruciale per tenere gli esseri umani lontani da possibili pericoli. Dalle ricerche in corso possono comunque derivare anche soluzioni sfruttabili nel monitoraggio dell’ambiente marino o in missioni archeologiche sottomarine.
Il CMRE ha una vasta esperienza, riconosciuta in tutto il mondo, nelle contromisure mine con il supporto di veicoli autonomi, e nella mappatura dei fondali. Superare il vecchio approccio di bonifica delle zone minate grazie a un più innovativo utilizzo di robot è da molti anni una delle missioni del Centro della Spezia. Lavorare con i veicoli autonomi in mare aiuta senza dubbio a contenere i costi; i veicoli autonomi inoltre sono versatili e sicuri. Il CMRE si occupa poi anche dello sviluppo delle tecnologie necessarie per processare la grande mole di dati raccolta in questo tipo di operazioni e per far sì che i veicoli autonomi siano in grado di riprogrammare le missioni proprio sulla base di tali informazioni.
Durante MANEX ‘14, le tecnologie del CMRE vengono duramente messe alla prova in un ambiente complesso in cui si passa rapidamente da piani fondali sabbiosi a zone con rocce, più movimentate, se non scoscese. Tale contesto sollecita soprattutto gli algoritmi per la ricerca e l’identificazione di oggetti sott’acqua, il cosiddetto programma di Automatic Target Recognition (ATR), permettendo così agli esperti a bordo dell’Alliance di massimizzarne l’efficacia riducendo al minimo i falsi allarmi. I dati raccolti in MANEX ’14, interamente finanziata dall’Allied Command Transformation (ACT), daranno un contributo significativo alla ricerca NATO in questo settore e, in particolar modo, trattandosi di un progetto multinazionale, aiuteranno i Paesi coinvolti ad acquisire esperienza su questo tipo di approccio alle contromisure mine.
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