Nico Budel è salvo. Oggi alle 11:45 GMT c'è stato il salvataggio del velista olandese nell'Oceano Indiano meridionale. La CSK Radiance, nave da carico di 17.000 tonnellate, che aveva deviato la sua rotta su richiesta del centro di coordinamento soccorsi in mare de La Reunion MRCC (Maritime Rescue Coordination Center) ha raggiunto il 40 piedi Hayai con a bordo lo skipper Nico Budel. Il bulbo per fortuna era rimasto attaccato alla barca che quindi è rimasta in posizione verticale. Il pericolo maggiore veniva proprio dalla possibilità concreta che il bulbo, che aveva già perso uno dei suoi perni d’acciaio, si staccasse completamente facendo capovolgere Hayai. Negli ultimi tre giorni Budel aveva cercato di dirigersi verso nord, con pochissima vela per evitare stress alla canting keel, per uscire se possibile fuori da una zona di violente tempeste in corso e con altre in arrivo. Sabato notte Hayai era stata investita da venti fino a 62 nodi e Nico aveva pensato seriamente di dover abbandonare la barca.
"Le condizioni per il salvataggio non erano ideali - ha detto il direttore di gara Alan Green – perché c’era un grosso dislivello e un vento di circa 20 nodi che hanno reso difficile la manovra di una nave delle dimensione del CSK Radiance accanto ad una piccola barca. Chiaramente il Capitano Singson e il suo equipaggio sono molto marinai esperti e noi li ringraziamo profusamente non solo per la deviazione per aiutare Nico, ma anche per la loro abilità e la determinazione nel portare a termine con successo l’operazione”.
"Ero molto preoccupato per il fatto che la barca poteva rovesciarsi in qualsiasi momento – ha detto Budel in una telefonata via satellite da bordo del CSK Radiance – e sono stato sul ponte per gli ultimi due giorni con indosso la tuta di sopravvivenza. Sono stati momenti molto intensi ma sono felice di essere salvo e grato al Comandante Singson ed al suo equipaggio. Sono stato accolto molto bene a bordo. Prima di scendere ho aperto le valvole e c’era già un sacco di acqua attorno alla chiglia. Sono sicuro che andrà giù in un paio d'ore”. Il dispositivo di rilevazione a bordo Hayai continuerà ad inviare rapporti di posizione fino a quando la barca non andrà giù, Affondare la barca è una prassi prudente per garantire che Hayai non possa rappresentare alcun pericolo per il traffico marittimo.
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