venerdí, 14 agosto 2026


ARGOMENTI
IN EVIDENZA

regate    centomiglia    optimist    cnsm    29er    wakeboard    copa del rey    america's cup    emirates team new zealand    turismo    yccs    press   

LIBRI

Libri: Cani in Paradiso

libri cani in paradiso
Inbar Meytsar

A Miami, negli anni Ottanta, tutto è lecito. Nel quartiere latino di Little Havana, ogni giorno arrivano nuovi immigrati cubani in cerca di libertad, o solo di danaro e della vita raccontata dagli esuli.
Con un’unica regola: sopravvivere.

Miami è il paradiso. O almeno lo sembra: è un posto dove splende sempre il sole, e nella Calle Ocho — l’Ottava Strada, che taglia il quartiere latino da est a ovest-le notti hanno il profumo del mare e i pomeriggi quello delle tortillas lasciate a raffreddare sui davanzali delle finestre. Ma negli anni Ottanta il paradiso tropicale più glamour d’America rappresenta il principale crocevia dei narcotrafficanti e nel quartiere di Little Havana, ai margini dei grattacieli luccicanti, delle spiagge popolate di turisti e dei locali notturni di Ocean Drive affacciati sull’oceano, vivono bande di chicos, randagi come cani, in cerca di denaro facile e di emozioni. Ragazzi già vecchi a vent’anni, cresciuti in strada tra clandestini e malviventi, sono pronti a guadagnarsi un posto di rispetto con ogni mezzo, consumando loschi traffici, amori, vendette, ricatti e cruenti regolamenti di conti, che finiscono in mare a bordo di potenti motoscafi spinti a tutta velocità. Sentimentali capibranco, piloti spericolati e seducenti prostitute, animano una storia crudele e appassionata, intessuta di crimine e sentimento, cupidigia e generosità, in cui persino le barche diventano personaggi, hanno anima e vita proprie, e soffrono assieme ai protagonisti in una sfida impari contro un destino già scritto sul luminoso mare del Caribe.

L'AUTORE::
Paolo Di Muro, giovane e brillante ingegnere, appassionato di barche e letteratura, progetta cabinati e sistemi di propulsione per un’importante azienda tedesca. Dopo il successo di Noi la Nautica, dedicato a leggendari nomi della motonautica internazionale, ecco il primo romanzo, in cui le barche dividono la scena alla pari con personaggi di un’emozionante, malinconica e crudele avventura.

IL BRANO:
«Noi vogliamo correre» disse il Gordo per tutti.
Il Jefe lo guardò «Correre veloce?».
«Più veloce di ogni altro» rispose il ragazzo. Stava dritto, col petto gonfio e un accenno di sorriso in faccia, perché sapeva quel che diceva.
Il Jefe rimase in silenzio per un istante. Poi, d’improvviso, scoppiò a ridere, con quel modo arrogante che aveva di ridere degli altri.
«No me toca nada di quel che volete fare voi» rispose.
Il Gordo deglutì, ma non disse una parola.
«Tornatevene alle sottane delle vostre mamasitas» li sbeffeggiò il Jefe «e lasciate queste cose agli uomini».
Nessuno della banda ebbe il coraggio di replicare.
Il Jefe saltò sulla barca, facendola sbandare col suo enorme peso di uomo ricco e, con un cenno del capo, ordinò al marinaio di mettere in moto. La questione era chiusa.
La poppa ribollì, la barca scartò di lato con un battere d’elica e si allontanò dalla banchina, lasciandosi una scia bianca alle spalle e un odore forte di benzina mal bruciata.
«Voy a matarlo» sentenziò il Gordo, scrollando la testa.
A quel tempo il Gordo aveva superato i vent’anni d’un soffio. Per via dell’età e del corpo massiccio, alto più di ogni altro a Little Havana e largo più di ogni uomo che gli abitanti della Calle Ocho avessero mai visto, il Gordo non aveva faticato a ritrovarsi intorno la sua piccola banda, senza quasi neppure cercarla: gente magra come cani da caccia e con mani svelte come il vento che in certi giorni di agosto attraversa i Caraibi e risale rapido la curva del mondo fino alle coste della Florida, facendosi uragani.
Anche la fantasia della gente della Calle Ocho non aveva tardato a trovargli quel nome, El Gordo, il grasso, tanto calzante che aveva finito per cucirglisi addosso come una seconda pelle e più nessuno, da quelle parti, avrebbe immaginato di poterlo chiamare altrimenti. Forse neppure sua madre, se mai avesse saputo chi fosse. C’era da pensare, piuttosto, che il Gordo non avesse mai portato altro nome da quando si era affacciato alla vita, cubano fino al midollo, ma con l’America tutt’intorno, nel buio di un vicolo polveroso di Little Havana.
Quanto al resto, il Gordo aveva mani grandi, il collo massiccio e una testa che, pur essendo proporzionata, ugualmente si sarebbe detta fuori misura, per via di quei capelli piallati sul cranio, tanto corti da far pensare che fosse uscito proprio allora di prigione.

Cani in Paradiso

Paolo A. Di Muro
Effemme Edizioni
pp. 224
€ 17,50




22/10/2008 21:56:00 © riproduzione riservata






I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

Copa del Rey: vince l'italiana Vudu mettendosi alle spalle Hispania di Re Felipe

In Abanca ORC 0, Vudu arrivava all'ultima prova con un margine di nove punti e non ha lasciato spazio alle sorprese. Il TP52 di Mauro Gestri ha chiuso secondo l'ultima regata, risultato sufficiente per mettere definitivamente le mani sulla Copa del Rey

Optimist, Ora Cup: in 600 da 44 nazioni si sfidano sul Garda

Al Circolo Vela Arco è iniziata la grande festa internazionale dell’Optimist. Tre prove nella prima giornata con vento da sud fino a 16 nodi

Copa del Rey: oggi gran finale ed è ancora tutto da decidere

C'è sempre Vudu di Mauro Gestri in testa in ORC 0 dopo una giornata estremamente regolare con due secondi posti

Optimist: tre regate nella seconda giornata dell’Ora Cup

Valerio Pucci firma una tripletta e balza al comando tra i Cadetti. Tra gli Juniores lo sloveno Mihael Zobec resta leader, mentre l’italiana Annalie Meoni sale al quarto posto assoluto

Prosecco’s Cup, a Caorle la bora accende la festa della vela

Tre prove combattute davanti alla spiaggia di Levante con circa 12 nodi di vento. Riccardo Basso vince l’Overall e il Trofeo Challenge. Bene anche i giovani della Scuola Vela del Circolo Nautico Santa Margherita

Ora Cup Ora 2026, Echavarri e Milan firmano la 31ª edizione

Le due finali della Gold Fleet ribaltano il podio Juniores: lo spagnolo Miguel Echavarri vince davanti allo statunitense Ryan Lee e allo spagnolo Luca Nueschen. Tra i Cadetti successo dello svizzero Carlo Milan davanti all’italiano Valerio Pucci

Round Britain and Ireland Race, è partita la maratona d’altura

Da Cowes è scattata la 50ª edizione della grande regata organizzata dal Royal Ocean Racing Club

Round Britain and Ireland Race: Pace guida la flotta verso Land’s End

In testa c’è il Volvo 70 Pace di Johnny Vincent, che procede intorno agli otto nodi mantenendo una rotta relativamente vicina alla costa della Cornovaglia. Alle sue spalle il Ker 56 Varuna 6 di Jens Kellinghusen e il Mach 50 Palanad 4 di Antoine Magre

CentoMiglia del Garda, arriva la ORC Classic: in regata anche la storia della vela

Una nuova divisione dedicata alle imbarcazioni il cui primo varo della serie è antecedente al 1990. La novità entra ufficialmente nel programma della CentoMiglia del Garda 2026

Il V70 Pace comanda la RORC Round Britain and Ireland Race

Nelle ultime 24 ore Pace ha percorso circa 428 miglia, con una media prossima ai 18 nodi: un'autentica prestazione da record

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci