Fino a questo momento la finestra meteo scelta da Spindrift 2 (e da IDEC) si è rivelata vincente. Entrambe hanno approfittato delle eccezionali condizioni climatiche per coprire le 3.171 miglia nautiche (in linea d'aria) tra l'isola di Ouessant (Bretagna) e l'equatore in tempi record. Spindrift ha fermato il cronometro a soli 4 giorni, 21 ore, 29 minuti e 2 secondi, con una media notevole di 26.99 nodi. Questa prima pietra miliare sulla circumnavigazione del globo è importante per gli equipaggi non solo in termini di tempi, ma anche mentalmente, per acquistare convinzione sulle reali possibilità di successo. Ora sanno di aver scelto la finestra giusta per partire e crescerà la fiducia anche per le scelte future.
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Spindrift 2 è avanti di 17 ore, 25 minuti e 16 secondi sul record del 2.011, il 13% più veloce rispetto al tempo precedente e più di 277 miglia avanti, in particolare grazie al percorso abbastanza semplice fatto fino a questo momento. Dona Bertarelli e Yann Guichard hanno navigato realmente per 3.326 miglia, avendo avuto bisogno di fare una sola grande manovra, una strambata al largo delle Azzorre, mentre Peyron, nel 2011, aveva navigato per 3.582 miglia per arrivare all'equatore. Una differenza di 256 miglia per raggiungere la stessa latitudine! Spindrift 2 ora naviga lungo la costa brasiliana con un vento di 15 nodi da sud-est che li accompagnerà fino alla latitudine di Rio de Janeiro, dove dovranno agganciare la prima depressione dell'emisfero sud per arrivare velocemente ai Quaranta Ruggenti.
Yann Guichard ha parlato al telefono del Pot au Noir giovedì sera:” Siamo stati qui in questa stasi fino alla fine del pomeriggio. C'erano piccole burrasche senza vento che però ogni tanto arrivava a raffiche da 4 a 25 nodi. Siamo stati nella zona di convergenza intertropicale (ITCZ: burrasche violente si alternano a bonaccia) dalle 2 di giovedì, quando abbiamo preso le prime raffiche, ma abbiamo sempre avuto un po' di vento, con alcune raffiche davvero forti. Questo è la normalità in questa zona, però sfortunatamente questa instabilità si è spostata a sud insieme a noi. Questo ha significato un gran numero di manovre e la necessità di effettuare cambi di vele, a volte quasi subito dopo averne appena finito uno. Una mano di terzaroli, poi due, gennaker, genoa, fiocco. Abbiamo avuto quasi tutto il guardaroba delle vele fuori! Ma non siamo mai stati fermi completamente. Spero che riusciremo ad agganciare un vento più stabile da sud-est al calar della notte, nel qual caso si potrebbe passare l'equatore nel mezzo della notte. Se ce la facciamo prima delle 05:02 (CET), vorrebbe dire meno di cinque giorni. Ma il nostro amico (Francis Joyon) non è da meno e sta navigando veloce! L'equipaggio ha lavorato duramente sin dall'inizio, che è stato duro attraversando il Golfo di Biscaglia. Ora si riposa un po’. Siamo stati in grado di fare un buon check-up alla barca prima della partenza e va tutto bene a bordo. Siamo pronti per la fase successiva! I ragazzi sono solo un po' delusi di non aver avuto grandi piogge oggi, perché si volevano fare una bella doccia all’aperto! Ma comunque abbiamo avuto un buon inizio ed ora ci concentreremo sull’emisfero sud e su come raggiungere il più velocemente possibile il Capo di Buona Speranza".
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