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DISCOVERY ROUTE

Discovery Route: selfie con i delfini

discovery route selfie con delfini
Roberto Imbastaro

Diario di bordo, 9 marzo 2015 – Oltre 2.000 miglia percorse in mare e molte di più, virtuali, navigate sui social. Con circa 32.000 condivisioni e 10.000 like su facebook e circa 1.000 commenti, la navigazione sui Social sta prendendo anch’essa le sembianze di un record o quantomeno di una soglia di riferimento per chi voglia cimentarsi tra le onde dei social media. Pico Web sforna i suoi dati ogni 12 ore e i numeri della Discovery Route di Sergio Frattaruolo e del suo equipaggio continuano a salire.
Altra soddisfazione è che alla fine, anzi un po' prima di metà traversata, sono finalmente arrivati i delfini, per la gioia dell'Istituto Tethys (http://www.tethys.org/tethys/it), per conto del quale a bordo di Extreme Sail Academy si sta effettuando un’operazione di avvistamento e classificazione, ed anche per quella dell’equipaggio. Sergio Frattaruolo non ha infatti resistito alla tentazione di salire sull’albero e farsi un selfie con loro, che viaggiano da miglia davanti alla prua del Class 40 impegnato sulla Discovery Route.
“Finalmente una gioia – commenta Sergio Frattaruolo – anche perché sono stati giorni difficili con un sesto membro dell’equipaggio, il virus dell’influenza, salito a bordo di nascosto a Cadice, che ci ha sdraiato uno dopo l’altro. La peggio l’ha avuta Alex, che è stato KO per tre giorni, ma anche a me non è andata molto bene. I turni sono un po’ saltati ma ora lavoriamo su due team: Alex con Simone e Alessandro con Piepaolo. Tre ore si lavora e tre ore si riposa. Io sono sempre in standby e lavoro quando uno e stanco. Abbiamo anche ufficializzato l'esistenza della domenica: ogni 6 giorni uno a turno dorme tutta notte e io prendo il suo posto”.
 
Non ci sono solo i delfini, però ad accompagnare la barca:” Qualche notte fa  - spiega Pierpaolo Ballerini -  abbiamo visto un oggetto grande come la barca che galleggiava a filo d'acqua. Era un container a meno di 200 metri da noi. L’altro ieri abbiamo incrociato un bidone da 200 litri pieno a un metro dalla barca, mentre andavamo a 15 nodi. Quando vedi queste cose realizzi che tra noi e un oceano profondo 4000 metri ci sono solo 25 millimetri di vetroresina e sandwich. Sono sempre più consapevole di quanto sia importante che gli scafi vengano progettati e realizzati con la massima cura”.
 
La costanza dell’albatros solitario che ha seguito la barca per qualche giorno, alla fine è stata premiata. D’altronde è un uccello considerato sacro dai marinai e va rispettato. Nonostante la sua dieta sia teoricamente di solo pesce, gamberi e calamari, ha apprezzato la bresaola e anche le barrette bio dell’Alce Nero, che a bordo sono considerate una prelibatezza per la quale si è arrivati al mercato nero.
 
Intanto Extreme Sail Academy scende sempre più a sud, e finalmente incontra un po' di caldo. La rotta può essere seguita su:
www.geomat.it/DiscoveryRoute.php).
Supportano Extreme Sail Academy nella Discovery Route Alce Nero, Lombardini Marine, Armare Ropes, Amphibious, Intermatica, Cantiere Valdettaro, Special Wrap, APA, Solbian, Welio.it,  Mediterranea Sailing ,  Gruppo Green Vision, Veleria Sailorwear e Formula STL.


09/03/2015 12:29:00 © riproduzione riservata






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