Venti anni di Roma per 2. Lo so già, ma è come una puntura di spillo dolorosa che mi trapassa la mente mentre cammino per il familiare e rassicurante porto di Riva di Traiano. Per me un posto senza tempo e senza stress, dove posso arrivare in bicicletta per salire a bordo della barca di un amico o semplicemente per prendere un po’ di sole e un caffè al bar. Anche il mio cane è contento quando arriva qui: abbaiare alle persone in movimento sulle barche è per lei (una barboncina) il massimo della felicità. Venti anni fa lei non c’era. Io si. Non avevo lei al guinzaglio ma una sacca con dei telefoni della Sip (mica Telecom!) che servivano a premiare qualcosa o qualcuno… non lo ricordo. Allora l’ufficio stampa della Sip era il mio lavoro. Ora solo un lontano ricordo. C’era anche Giovanni Soldini, ma non lo conoscevo. Non era ancora Telecom… anzi Stupefacente Telecom. Il suo 50 piedi era ancora Kodak e si stava preparando per il suo giro del mondo in solitario dove poi sarebbe nato il sodalizio con la nostra Azienda che lo aiutò finanziariamente a finire il giro (era fermo in Uruguay con uno strallo rotto). C’era Paolone Venanzangeli che ci aveva convolto, seppur marginalmente, in questa piccolissima sponsorizzazione che portavamo avanti in maniera quasi clandestina riciclando telefoni omaggio destinati forse ad altri scopi. Si sbatteva, Paolone, per portare a casa il risultato e “batteva” le aziende. Era come una goccia cinese (senza essere una tortura) che pian piano ti scavava fino ad aprire una piccola crepa nelle tue difese. Era anche un grande corruttore ante litteram: le sue polente e la sua porchetta (ma dove la comprava?) predisponevano l’animo all’accondiscendenza. L’anno successivo porto' dentro la BMW. Con noi non ci riuscì, ma allora la Telecom era ancora legata a doppio filo con Torino e lì aveva sede l’Amministrazione e la Finanza. I Sabaudi mettevano in riga tutti e il controllo delle spese era ferreo. Comunque avevamo capito che la Roma per 2 del 1994 era la regata giusta al momento giusto. C’era la grande altura che non era mai stata fatta nel Tirreno, c’era il profumo d’Oceano che cominciava ad ammaliare molti nostri velisti, c’era una voglia di impresa da parte di tanti appassionati ed armatori che potevano cimentarsi per la prima volta in una regata lunga e complicata dal ridotto equipaggio. Come recitava un comunicato dell’epoca che sono andato a riprendere, la Roma per 2 era “Un'impresa per i neofiti, un allenamento in vista di imprese oceaniche per i professionisti, tanto che il Royal Western Yacht Club of England di Plymouth, l'ha scelta come prova di ammissione alla Twostar, stesse caratteristiche ma attraverso l'Atlantico”. Amarcord non solo per me, ma anche per Pasquale De Gregorio che c’era nel 1994 e c’è nel 2013. All’epoca aveva “Gilma Express” ed era forse il più esperto delle regate in doppio perché deteneva il record della “Cinquecento X 2” in adriatico. Oggi è su Vento di Monciuria, insieme alla sua compagna Oriana Ubaldi, dopo che in questi venti anni si è molto divertito specie con il suo 50 piedi Wind che ora naviga sotto le chiappe di Andrea Mura che gli ha lasciato il nome Vento, aggiungendo solo di Sardegna… per non sbagliarsi. Presenza inquietante, invece, quella di Valerio Brinati, immoto nel ventennio! Solo leggermente sfiorato dal passare del tempo, stesso look e soprattutto stessa barca, l’incredibile Este 35 Whisky Echo, che quest’anno vedrà salire a bordo Matteo Miceli che si vanta di aver costruito con le proprie mani questo gioiellino. Nel 1994 Brinati vinse uno speciale premio per la “coppia mista”, regatando insieme a Cinzia Pennestri ed anche nel 2013 potrebbe prende un premio speciale per l’equipaggio “più misto”. Matteo Miceli vuole infatti portare a bordo la “Bianca”, una delle due galline con le quali farà il suo giro del mondo in solitario e in autosufficienza alimentare. “Deve fare esperienza” ridacchia Miceli. “Se la porta a bordo gli tiro il collo”, ribatte Brinati. Si ride. Il presente e il passato si fondono. Ma la vela si fa adesso ed è sempre bella. Forse con meno speranze di allora, ma è nel gioco della vita che si salga e si scenda. Guardando gli Akilaria, i Pogo, il vecchio Figaro di D’Alì, dovrei rimpiangere, Soldini e la Autissier? Ma chi se ne frega! La Roma per 2 c’è e lotta insieme a noi ed è sempre una gran bella regata. Ma un appunto devo farlo e per questo ho protestato formalmente con Bianca Gropallo: niente più cocktail, aridatece la porchetta!
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