Durante il recente Japan International Boat Show 2013, tenutosi a inizio marzo a Yokohama, Suzuki Motor Corporation ha annunciato che sta mettendo a punto un nuovo sistema di controllo Joystick per i suoi motori.
L’occasione ha dato modo ai tecnici giapponesi di mostrare in anteprima il prototipo del loro apparato, concettualmente innovativo. Il nuovo sistema di controllo con joystick è stato studiato per potersi integrare al meglio con il Suzuki Precision Control, basato su tecnologia drive-by-wire, che al momento è disponibile sulle motorizzazioni al top di gamma di Suzuki, i modelli DF250AP e DF300AP.
Su entrambi i V6, rispettivamente da 250 e 300 HP, il collegamento fra manetta e attuatore del gas e quello delle marce, è elettronico e garantisce prontezza e fedeltà nella risposta ai comandi.
Una peculiarità che rende i fuoribordo Suzuki ancora più user friendly, infatti, attraverso l’adozione del comando a Joystick, le manovre diverranno assai più semplici anche per chi non ha esperienza nella conduzione di una barca.
Secondo Suzuki, proprio i neofiti e il pubblico dei giovani, per vocazione sempre molto propenso a recepire le innovazioni tecnologiche, costituiranno l’utenza più interessata a questo tipo di accessorio.
Il Parco parla di “transizione ecologica”, ma la vela ottiene metà dei punti assegnati alle unità a motore
Le due finali della Gold Fleet ribaltano il podio Juniores: lo spagnolo Miguel Echavarri vince davanti allo statunitense Ryan Lee e allo spagnolo Luca Nueschen. Tra i Cadetti successo dello svizzero Carlo Milan davanti all’italiano Valerio Pucci
Una nuova divisione dedicata alle imbarcazioni il cui primo varo della serie è antecedente al 1990. La novità entra ufficialmente nel programma della CentoMiglia del Garda 2026
In testa c’è il Volvo 70 Pace di Johnny Vincent, che procede intorno agli otto nodi mantenendo una rotta relativamente vicina alla costa della Cornovaglia. Alle sue spalle il Ker 56 Varuna 6 di Jens Kellinghusen e il Mach 50 Palanad 4 di Antoine Magre
Nelle ultime 24 ore Pace ha percorso circa 428 miglia, con una media prossima ai 18 nodi: un'autentica prestazione da record
Due gli equipaggi italiani in Gold Fleet. Il risultato più bello di giornata porta la firma di Elena Berta e Giulio Calabrò, che hanno chiuso la qualificazione vincendo l’ultima regata
Il Parco parla di “transizione ecologica”, ma la vela ottiene metà dei punti assegnati alle unità a motore
Argento a Istanbul per l’atleta dello Yacht Club Costa Smeralda, protagonista di una grande rimonta. Il titolo va alla francese Vaïna Picot dopo una finale combattuta con vento fino a 30 nodi di raffica
Il Volvo 70 di Johnny Vincent completa in 6 giorni, 14 ore, 47 minuti e 31 secondi la 50ª edizione della grande classica offshore