venerdí, 24 aprile 2026

LES VOILES DE SAINT-TROPEZ

Les Voiles de Saint-Tropez: tradizione nella tradizione

les voiles de saint tropez tradizione nella tradizione
redazione

Les Voiles de Saint-Tropez è una magnifica vetrina di valori tradizionali. Gli yacht classici presenti ricordano pezzi da museo; la fila di alberi verniciati e scafi bianchi ormeggiati nel porto offre un assaggio del passato. E’ l'elemento umano a rendere questa esposizione unica e viva. A Les Voiles la tradizione prende vita, soprattutto oggi con l’inizio delle regate per la porzione più vecchia della flotta, tra cui le barche in lizza per il Rolex Trophy.
La divisione Tradition si è diretta nella baia di Saint-Tropez con una buona brezza che a mezzogiorno al primo segnale di partenza prometteva parecchio, ma ha poi deluso - aumentando, calando e cambiando direzione per tutto il tempo che i concorrenti hanno impiegato a completare il percorso di 12 miglia intorno alla baia sotto un bel cielo azzurro.
Gli yacht in lizza per il Rolex Trophy hanno molte storie da condividere. I quattro yacht della classe 15 Metre Rule sono il perfetto esempio di quanto sia importante la tradizione nell’ambito della flotta. Costruiti all’inizio del ventesimo secolo secondo i parametri dell’International Rule, il termine "Metre" non si riferisce alla lunghezza, ma al rating; Mariska (varato nel 1908), Hispania (1909), Tuiga (1909) e Lady Anne (1912) in realtà hanno una lunghezza overall di quasi 30 metri (98 piedi).
Andy Longarela è lo skipper di Hispania, originariamente costruito per Re Alfonso XIII di Spagna. Hispania era uno dei circa venti yacht di classe 15 Metre varati tra il 1907 e il 1917, e il terzo degli otto progettati da William Fife III.  Secondo Longarela: "E’ la barca più nobile su cui ho mai navigato. Offre emozioni molto profonde, completamente diverse dal feeling che si prova su una barca moderna. Non dimenticherò mai le mie prime impressioni. Imparo ogni giorno, scoprendo le varie possibilità della barca.”
I dettagli circa la serie di armatori di Hispania sono un po’ confusi a causa del conflitto europeo a metà del novecento. Con un colpo di fortuna alcuni appassionati spagnoli scoprirono Hispania nei primi anni novanta, semi affondata nel fango al largo della costa meridionale inglese. Determinato a salvare un pezzo del loro patrimonio nautico, il gruppo di spagnoli organizzò un restauro congiunto tra Fairlie nel Regno Unito e Asterilleros a Palma di Mallorca. Hispania fu varata nuovamente nel marzo 2011 dall’attuale proprietario, la Fundación Isla Ebusitana.
Trovare un equipaggio disposto a navigare su uno yacht bellissimo è facile. Trovare un equipaggio che coglie la complessità e, al tempo stesso, il valore del patrimonio storico è più difficile: "E 'importante conoscere la barca e le sue tradizioni. Devi imparare come si comporta e apprezzare la sua età. È necessario rispettarla."
Rispettare la tradizione è costoso in termini di denaro e di tempo. I materiali utilizzati non garantiscono longevità e facilità di manutenzione: "Queste barche richiedono un sacco di lavoro - abbiamo due persone che lavorano 8-12 ore tutti i giorni. Su una barca moderna una drizza può durare circa due anni, su questa barca dura tre o quattro mesi per via dello stiramento e dell'usura."
I materiali originali richiedono tecniche e pratiche consolidate nel tempo: "Siamo organizzati come una barca tradizionale. Abbiamo un capitano e il contramaestre (nostromo) che conosce la barca alla perfezione. E’ lui che controlla le manovre. L'equipaggio è organizzato in squadre distinte - trinchetta, fiocco, job-top e randa, per esempio. Lavorano separatamente e al contempo in unisono. Quando tutto funziona bene, è come una danza.”
Ed è qui che la comprensione e il rispetto per la tradizione diventano critici: "Molte manovre sono ancora completamente manuali e richiedono molto tempo. Inoltre è necessario essere molto attenti. In caso contrario si può facilmente rompere il topmast o il boma. Il piano velico di bolina è pari a quasi 500 m2, è enorme; per portare la randa in centro barca ci vogliono sette persone sulla scotta."
Pragmatismo significa che non tutte le manovre sono rimaste tradizionali: "Per issare la randa abbiamo imparato a usare il verricello di prua. L’armo aurico pesa circa 400 chili. Se dovessimo fare tutto a mano, l'equipaggio sarebbe esausto. Tuttavia, per il topsail jack-yard mettiamo ancora dodici persone sull’albero."
Longarela è convinto che il loro sforzo per mantenere vivo questo patrimonio sia importante: "La Spagna è molto orgogliosa di questa barca. E’ un pezzo molto importante per la comunità velica spagnola.”
Hispania oggi si è piazzata seconda dietro a Mariska nella classe 15 Metre – buon inizio nella sfida alla conquista del Rolex Trophy.
Cinquantacinque  yacht sono iscritti nella divisione Tradition per il Rolex Trophy, assegnato allo yacht meglio classificato che misura più di 16 metri in coperta.
Photo Credit: Carlo Borlenghi


03/10/2012 11:03:00 © riproduzione riservata






I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

Circolo Savoia, Fabrizio Cattaneo della Volta rieletto presidente

Fabrizio Cattaneo della Volta è stato eletto presidente del Reale Yacht Club Canottieri Savoia per il biennio 2026/2028, al termine dell’Assemblea dei soci che si è riunita questa mattina

III “Vele d’Epoca dell’Alto Tirreno – Trofeo Valdettaro”, nel Golfo della Spezia dal 14 al 16 maggio

Potranno iscriversi gli Yacht in legno o in metallo antecedenti il 1950 (Yacht d’Epoca) e al 1975 (Yacht Classici), gli Spirit of Tradition, i Classic IOR (varo compreso tra il 1970 e il 1984) e le repliche di yacht in possesso di certificato CIM

Marsala: seconda giornata di regate al Trofeo Optimist

Vento da Nord-Ovest, medio leggero da 8 a 10 nodi e onda ; tre prove come da programma per le due batterie Juniores e per i Cadetti per un totale di sei prove svolte

Litoranea Veneta Fluviale, parte da Caorle il progetto per il turismo del futuro

Martedì 21 aprile alla Tenuta Ca’ Corniani istituzioni e operatori a confronto sul progetto che punta su navigazione, ciclovie e sviluppo sostenibile del territorio

The Ocean Race Atlantic: una nuova sfida per gli IMOCA

A settembre 2026 prende il via una nuova, affascinante avventura firmata The Ocean Race Atlantic: una traversata in equipaggio che promette di ridefinire gli equilibri della vela offshore

RORC Offshore Racing torna in Europa

La stagione offshore del Royal Ocean Racing Club torna nel cuore dell’Europa con uno degli appuntamenti più attesi della primavera velica: la Cervantes Trophy Race 2026

RS Feva, finale ad altissima intensità a Gargnano

La regata, organizzata dal Circolo Vela Gargnano con Vela Club Campione, si chiude con un finale a dir poco equilibrato: tre equipaggi a pari punti, dopo otto prove. Ad imporsi, per migliori parziali , gli svizzeri Kiran e Tyc

Hyères, Italia subito protagonista: Tita-Banti davanti, Pianosi vola nel Kite

Il segnale più forte arriva dal Nacra 17, dove Ruggero Tita e Caterina Banti tornano alle regate internazionali come se non se ne fossero mai andati. Grande avvio anche nel Formula Kite, dove Riccardo Pianosi prende il comando della classifica

Sophia domina la Caribbean Maxi Multihull Series IMA: ora lo sguardo si sposta sul Mediterraneo

La stagione 2026 del circuito maxi multiscafi dell’IMA si è aperta nel segno di Sophia, protagonista assoluta della IMA Caribbean Maxi Multihull Series. Ora focus sul Mediterraneo, dove prenderà il via la IMA Mediterranean Maxi Multihull Challenge

La Lunga Bolina Wingfoil: nomi di spicco alla I tappa di Coppa Italia all’Argentario

Dal 24 al 26 aprile La Lunga Bolina, organizzata dal CC Aniene in collaborazione con lo YC Santo Stefano, amplia il proprio orizzonte. Accanto all’altura, alla Coastal Race e alla Coastal Cruise, debutta la I tappa di Coppa Italia GP Wingfoil

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci