Les Voiles de Saint-Tropez è una magnifica vetrina di valori tradizionali. Gli yacht classici presenti ricordano pezzi da museo; la fila di alberi verniciati e scafi bianchi ormeggiati nel porto offre un assaggio del passato. E’ l'elemento umano a rendere questa esposizione unica e viva. A Les Voiles la tradizione prende vita, soprattutto oggi con l’inizio delle regate per la porzione più vecchia della flotta, tra cui le barche in lizza per il Rolex Trophy.
La divisione Tradition si è diretta nella baia di Saint-Tropez con una buona brezza che a mezzogiorno al primo segnale di partenza prometteva parecchio, ma ha poi deluso - aumentando, calando e cambiando direzione per tutto il tempo che i concorrenti hanno impiegato a completare il percorso di 12 miglia intorno alla baia sotto un bel cielo azzurro.
Gli yacht in lizza per il Rolex Trophy hanno molte storie da condividere. I quattro yacht della classe 15 Metre Rule sono il perfetto esempio di quanto sia importante la tradizione nell’ambito della flotta. Costruiti all’inizio del ventesimo secolo secondo i parametri dell’International Rule, il termine "Metre" non si riferisce alla lunghezza, ma al rating; Mariska (varato nel 1908), Hispania (1909), Tuiga (1909) e Lady Anne (1912) in realtà hanno una lunghezza overall di quasi 30 metri (98 piedi).
Andy Longarela è lo skipper di Hispania, originariamente costruito per Re Alfonso XIII di Spagna. Hispania era uno dei circa venti yacht di classe 15 Metre varati tra il 1907 e il 1917, e il terzo degli otto progettati da William Fife III. Secondo Longarela: "E’ la barca più nobile su cui ho mai navigato. Offre emozioni molto profonde, completamente diverse dal feeling che si prova su una barca moderna. Non dimenticherò mai le mie prime impressioni. Imparo ogni giorno, scoprendo le varie possibilità della barca.”
I dettagli circa la serie di armatori di Hispania sono un po’ confusi a causa del conflitto europeo a metà del novecento. Con un colpo di fortuna alcuni appassionati spagnoli scoprirono Hispania nei primi anni novanta, semi affondata nel fango al largo della costa meridionale inglese. Determinato a salvare un pezzo del loro patrimonio nautico, il gruppo di spagnoli organizzò un restauro congiunto tra Fairlie nel Regno Unito e Asterilleros a Palma di Mallorca. Hispania fu varata nuovamente nel marzo 2011 dall’attuale proprietario, la Fundación Isla Ebusitana.
Trovare un equipaggio disposto a navigare su uno yacht bellissimo è facile. Trovare un equipaggio che coglie la complessità e, al tempo stesso, il valore del patrimonio storico è più difficile: "E 'importante conoscere la barca e le sue tradizioni. Devi imparare come si comporta e apprezzare la sua età. È necessario rispettarla."
Rispettare la tradizione è costoso in termini di denaro e di tempo. I materiali utilizzati non garantiscono longevità e facilità di manutenzione: "Queste barche richiedono un sacco di lavoro - abbiamo due persone che lavorano 8-12 ore tutti i giorni. Su una barca moderna una drizza può durare circa due anni, su questa barca dura tre o quattro mesi per via dello stiramento e dell'usura."
I materiali originali richiedono tecniche e pratiche consolidate nel tempo: "Siamo organizzati come una barca tradizionale. Abbiamo un capitano e il contramaestre (nostromo) che conosce la barca alla perfezione. E’ lui che controlla le manovre. L'equipaggio è organizzato in squadre distinte - trinchetta, fiocco, job-top e randa, per esempio. Lavorano separatamente e al contempo in unisono. Quando tutto funziona bene, è come una danza.”
Ed è qui che la comprensione e il rispetto per la tradizione diventano critici: "Molte manovre sono ancora completamente manuali e richiedono molto tempo. Inoltre è necessario essere molto attenti. In caso contrario si può facilmente rompere il topmast o il boma. Il piano velico di bolina è pari a quasi 500 m2, è enorme; per portare la randa in centro barca ci vogliono sette persone sulla scotta."
Pragmatismo significa che non tutte le manovre sono rimaste tradizionali: "Per issare la randa abbiamo imparato a usare il verricello di prua. L’armo aurico pesa circa 400 chili. Se dovessimo fare tutto a mano, l'equipaggio sarebbe esausto. Tuttavia, per il topsail jack-yard mettiamo ancora dodici persone sull’albero."
Longarela è convinto che il loro sforzo per mantenere vivo questo patrimonio sia importante: "La Spagna è molto orgogliosa di questa barca. E’ un pezzo molto importante per la comunità velica spagnola.”
Hispania oggi si è piazzata seconda dietro a Mariska nella classe 15 Metre – buon inizio nella sfida alla conquista del Rolex Trophy.
Cinquantacinque yacht sono iscritti nella divisione Tradition per il Rolex Trophy, assegnato allo yacht meglio classificato che misura più di 16 metri in coperta.
Photo Credit: Carlo Borlenghi
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