L’Ericsson Racing Team confida di poter riparare i danni subiti da Ericsson 3 a Taiwan, per poi raggiungere il porto di Qingdao, località dove ha fatto ‘scalo’ la quarta tappa della Volvo Ocean Race.
Nella quarta tappa, l’equipaggio scandinavo , guidato dallo skipper Magnus Olsson, è ritornato a Taiwan quando, durante le prime ore di giovedì 27 gennaio, ha scoperto che la sezione di prua della barca, chiusa mediante una paratia a tenuta stagna, era allagata.
Raggiunto il porto di Keelung, Taiwan, una volta tirata la barca fuori dall’acqua, un primo esame ha rivelato un danno del rivestimento esterno in fibra di carbonio, nonché una “delaminazione” sofferta dalla superficie sia interna che esterna di una sezione della prua.
Il team ha deciso di eseguire le riparazioni a Taiwan. La barca si trova presso una banchina commerciale di Keelung, ma sarà trasportata da una chiatta ad un altro cantiere dotato delle attrezzature necessarie per fare le riparazioni.
“Domani la barca sarà caricata su una chiatta e comincerà il viaggio lungo la costa” ha dichiarato il navigatore Aksel Magdhal.
Un pannello di ricambio per la prua è in costruzione in Italia, sarà spedito a Taiwan via aerea, dove verrà fascettato e fissato in posizione. Una volta terminata la riparazione, l’equipaggio conta di trasferire la barca via mare a Qingdao.
“Speriamo che Ericsson 3 possa portare a termine la tappa navigando a vela” ha detto Richard Brisius, Direttore Generale dell’Ericsson Racing Team. ”Se riuscirà a raggiungere Qingdao navigando, Ericsson 3 conquisterà i 4 punti in palio per colui che taglia il traguardo in quinta posizione. “
“Siamo regolarmente in contatto con il Comitato di Regata, in modo che sia tempestivamente informato riguardo ai nostri piani ed a come si stanno evolvendo le cose, le quali, per ovvi motivi, devono essere considerate abbastanza elastiche e potrebbero subire cambiamenti,” prosegue Brisius. “E’ come quando devi completare un enorme gioco con pezzi ad incastro, con in più la tensione di lavorare contro il tempo.”
Ericsson 3, al momento del ritiro, si trovava in seconda posizione ,circa 620 miglia nautiche dal traguardo. Per poter riprendere la gara, deve ritornare esattamente nello stesso punto, approssimativamente 60 miglia a Nord di Keelung,.
Ci si aspetta che la navigazione duri tra i 3 e i 5 giorni, il ciò significherebbe che Ericsson 3 potrebbe essere regolarmente al via nella quinta tappa (da Qingdao a Rio de Janeiro, Brasile), la cui partenza è prevista il 14 Febbraio. Non potrà invece partecipare alla In-Port Race di Qingdao del 7 Febbraio.
“La regata è ancora molto lunga e siamo decisi a riparare Ericsson 3 nel più breve tempo possibile,” ha detto Brisius. “La riparazione richiederà un po’ di tempo. Si lavora senza sosta, 24h su 24h, con qualche rallentamento dovuto alle vacanze del Capodanno cinese. Però l’equipaggio di terra è riuscito a mettere in piedi un’ottima organizzazione: ha rinforzato la squadra dei costruttori, maggior attrezzatura e materiali. In più abbiamo ricevuto un enorme supporto dalle autorità marittime di Taiwan e dall’organizzazione di Ericsson a Taiwan.”
“Non tutti sono di ottimo umore, comunque nel team c’è ancora energia positiva,” ha detto Olsson. “Questa energia si traduce nella volontà di regatare nella quinta tappa. Se riusciremo a farlo assieme alle altre barche, sarà una buona cosa. Navigare in gruppo è sicuramente più sicuro, specialmente quando ti trovi nell’ oceano meridionale.”
Olsson ha fiducia nella barca e crede che il danno sia un tipo di danno che una volta riparato non darà più problemi. Non crede che l’equipaggio correrà rischi quando riprenderà la regata.
“Non comprometteremo la nostra sicurezza, la riparazione sarà fatta a dovere,” ha detto Olsson, con all’attivo 5 Giri del Mondo. “Siamo molto dispiaciuti, ma siamo anche in grado di vedere il lato positivo. Anche se la tappa è stata estenuante, continuiamo a pensare di aver navigato bene.”
Venerdì Olsson ha ricevuto una telefonata dal compagno di squadra e skipper di Ericsson 4, Torben Grael, terzo classificato nella quarta tappa. Grael ha voluto portare i suoi migliori auguri ed ha offerto qualsiasi tipo di supporto all’equipaggio scandinavo.
“E’ stato molto gentile” ha detto Olsson. “Questa sua chiamata ha tirato su il morale sia a me che all’equipaggio. E’ stato davvero un bel gesto perché lo ha detto di cuore. Lui ritiene che in quella tappa abbiamo navigato bene e senza correre rischi. Era dispiaciuto per noi. Complimenti a Torben.”
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