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TRANSAT JACQUES VABRE

Transat Jacques Vabre: Gaetano Mura racconta il disalberamento

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redazione

Questa mattina abbiamo sentito Gaetano. Ecco il suo racconto: “Sam dormiva io ero in pozzetto, avevo appena fatto un giro di ricognizione  in coperta, c’era tanta acqua sul ponte e come di consueto mi sono messo a sedere sotto la protezione del tughino, per fortuna ero lì quando l’albero è caduto in coperta. Navigavamo di bolina  con 23/25  nodi di vento. Ho sentito l’esplosione e ho subito intuito che non era nulla di buono, la barca  parla con i rumori E  questo era di dolore. Ho alzato la testa e l’albero era  sdraiato  in coperta, in seguito al cedimento  del perno della girella  sull’avvolgitore strutturale. Purtroppo lo stralletto di trinca era a riposo ma per fortuna con lo stopper chiuso, quel metro che è bastato a non toccare la  coperta e che poi ci ha concesso l’angolo per il tiro nell’operazione di rialberamento, sono corso dentro per gridare a Sam quello che un marinaio non vorrebbe mai sentire …abbiamo disalberato. Ho visto un brutto film.  C’era un bella onda formata e l’albero  vincolato dalle sartie  ancora integre riusciva  solo a muoversi verticalmente. Sam è uscito sul ponte senza cerata, ci siamo guardati un attimo: l'albero integro e le vele in acqua.  Gli ho gridato di mollarmi la drizza spi, che non voleva venire. Ho tirato  con quella forza che ti viene solo in quei momenti. E' venuta e anch'io..hahahaha scherzo.  Poi abbiamo attaccato al bompresso la drizza  del cod 0, abbiamo ammainato la randa orizzontale e abbiamo cominciato  a tirare insieme: uno sul winch in pozzetto e l'altro sull'albero.    L'albero grazie  a quel poco di angolo  ha iniziato a salire,dobbiamo aver gridato qualcosa dalla gioia .. in 15 minuti  l’albero era dritto. Poi abbiamo iniziato a recuperare le vele  dall’acqua con sforzi enormi e ho provato a portare la barca  al vento per farci scarrocciare  e levare il genoa da sotto ma  non ne voleva sapere, ma alla fine c’è l’abbiamo fatta.  Abbiamo assicurato l’albero al meglio. So che è difficile crederci  perché lo è stato anche per noi, ma dopo poco più di un’ ora eravamo di nuovo in rotta,  su randa e trinchetta. Quasi alla stessa velocità di prima. Ancora  guardiamo su l'albero increduli. Appena disalberato. La barca che avevamo dietro, dell'inglese Brian Thompson, ha dovuto manovrare per evitarci, ci è passato a fianco e ci ha visto senza albero. Siamo certi che ha esclamato  shit. Abbiamo scherzato a lungo pensando alla sua faccia quando un ‘ora dopo ci ha visto  sull’ais  a 9/10 nodi di velocità, avrà pensato ai fantasmi o alla allucinazioni precoci. L’albero cadendo  ha tirato i cavi elettrici c’era tanta acqua sul ponte si è infiltrata  e ci ha fottuto il computer. Facciamo rotta su La Coruna dove il mio sponsor bet1128 ha già inviato qualcuno che ci aspetta con tutto ciò che serve   per riparare e ripartire.  Noi stiamo bene,  il morale è buono e vediamo il bicchiere mezzo pieno. Ho saputo che altre barche  si fermeranno, non è difficile crederci. La partenza di notte da Roscoff è stata violenta. Usciti  dal porto c’erano  oltre 30 nodi e un’onda enorme. Il passaggio di Ouessant contro corrente  non si è smentito e qui le barche hanno davvero sofferto. Un altro trimarano si è ribaltato  e i superfavoriti Macif si fermano in Portogallo per riparare un timone. Non c’è una cosa asciutta in tutta la barca, al freddo ci eravamo rassegnati. Stamane al largo della Spagna un altro mondo. Mi riservo per il momento  di non fare la pessima pubblicità  che meriterebbero i costruttori del pezzo che ha ceduto e non solo per questo. Non è il momento  e non voglio approfittare  della situazione anche perché spero sia l’occasione per rifarsi e iniziare una collaborazione diversa. La barca è stata bravissima, massacrata di botte poverina. Grazie a tutti quelli che ci seguono e ci incoraggiano”. 

 


12/11/2013 14:37:00 © riproduzione riservata






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