Edizione particolare questa 69° Sydney-Hobart, con la flotta più composita che si sia mai vista in acqua. Anche se, come sempre, i riflettori sono puntati sui Big-Foot, i meravigliosi 100 piedi presenti, ovvero Wild Oats XI , Perpetual Loyal, Ragamuffin 100 e Wild Thing (tutti con grandi novità), le sorprese potrebbero venire da ogni singola classe tra quelle in regata.
Il meteo di questa mattina dà però maggiori speranze alle imbarcazioni medio-grandi, e meteorologi, tattici e navigatori sono già febbrilmente al lavoro per preparare strategie vincenti. Le previsioni sono di un 10-15 nodi da sud-sud-est per la partenza, il giorno di Santo Stefano, che aumenterà man mano che la flotta procederà verso sud. Un vento forte da ovest è previsto solo per la giornata di sabato, quando le grandi barche saranno già arrivate, mentre le piccole saranno ancora in regata.
Tra le barche da tenere d’occhio, oltre ai 100’, c’è il nuovo 80 piedi Beau Geste, disegnato da Botin, che si è regalato l’imprenditore di Hong Kong Karl Kwok. Le specifiche date al progettista sono state quelle di aver un maxi leggero, fatto per andare veloce nelle grandi regate costiere, senza compromettere la sicurezza in altura. Insomma ha chiesto una barca per la Sydney-Hobart. Kwok ha molta esperienza di regate in mare aperto alla quale attingere, tra cui una Overall Handicap vinta alla Sydney Hobart del 1997.
L'equipaggio di Beau Geste non è poi certamente da trascurare, essendo composto tutto da veterani della Volvo Ocean Race. A bordo anche Steve Hayles, che è stato colpito da questa barca:” Non sappiamo quanto la barca sia competitiva rispetto alle altre, ma va veramente veloce e si porta benissimo. Karl ha fatto un lavoro incredibile per prendere il meglio della vecchia barca e trasformarlo in questo nuovo gioiello”.
Steve ha offerto la sua versione anche sulle previsioni meteo. “Io mi trovo a mio agio a navigare sottovento – ha detto Hayles – e sono quelle le condizioni che dovremmo avere all’avvio, dal primo pomeriggio fino a sera, dopo un paio di ore con vento instabile. Potremmo stare addosso ai 100 piedi anche se, essendo 20 piedi più corti, non saremo mai la barca più veloce. La parte centrale della corsa, dopo la Tasmania, sarà il momento della verità. Il meteo non è realmente definito e non c’è una rotta certa da seguire. Alcuni diranno di essere stati fortunati, altri di essere dei geni, ma la realtà è che sarà un po’ come lanciare i dadi. Per quanto riguarda le barche grandi, dovranno essere pronte a fare queste scelte prima che entri in gioco il vento più forte”.
Prima volta alla Sydney Hobart anche per Groupama 4, ribattezzata “Giacomo” dal nuovo armatore Jim Delegat, proprietario di una famosa azienda vinicola neozelandese. "La barca va bene – racconta Delegat – e quando abbiamo fatto una classica costiera della Nuova Zelanda, abbiamo raggiunto buone velocità in varie condizioni di vento e mare. La barca vola veramente; è impressionante per noi. In molte occasioni ha messo in difficoltà l’equipaggio.”
Per questo motivo Delegat ha arruolato qualche grande talento dell’altura, come il navigatore Juan Vila, Steve Cotton e Chris Dickson per il timone.
Delegat è entusiasta:”Le regate oceaniche sono il mio sport personale e la mia ambizione e l'intero concetto di montare una campagna da solo è stata a lungo un mio desiderio. Quando è arrivata l’occasione di Groupama 4, mi è sembrato tutto troppo bello per poter resistere. Penso che sarà uno dei grandi momenti emozionanti della mia vita di marinaio."
Juan Vila è un veterano delle regate intorno al mondo, e qui spera di vendicare la gara dello scorso anno su Living Doll, dove si è dovuto ritirare con un timone rotto. Anche lo spagnolo ha parlato del meteo: ”Questa è la gara più importante nei mari del Sud, soprattutto quest'anno perché c’è un sacco di concorrenza. La previsione sembra un po' difficile all'inizio, perché avremo una bassa pressione tropicale formata in mare aperto, quindi sarà molto variabile. Ma stiamo guardando alle condizioni sottovento, e finché la brezza regge potrebbe essere un bene per noi”.
Riprende il discorso meteo, guardando al risultato, anche Steve Hayles:”Io non riesco a ricordare una gara dove ci sono stati ci sono state così tante potenziali barche per la line honours. Penso che anche se siamo a 20 piedi più corti, ci siamo anche noi in quella fascia. Se le cose andassero veramente nel modo giusto, abbiamo una possibilità. Non saremo i favoriti, ma non sarà, come normalmente avviene, una corsa tra due o al massimo tre cavalli. Ci saremo anche noi e qualcun altro. Se non fossi in gara, questa è una regata che mi sarebbe piaciuta guardare da spettatore”.
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