Lunedi 7 ottobre un’Equipe dell’Università di Siena è salpata dal porto di La Spezia a bordo della Nave idro-oceanografica Ammiraglio Magnaghi per condurre un monitoraggio accurato delle materie plastiche nelle acque del “Santuario Pelagos”, un’Area Marina Protetta (AMP) compresa nel territorio francese, monegasco e italiano e classificata come Area Specialmente Protetta di Interesse Mediterraneo.
L’attività si colloca nell’ambito della Campagna Idro-Oceanografica 2013 che vede l’Equipaggio di Nave Magnaghi impegnato nel progetto “Plastic Busters” per la raccolta di dati allo scopo di stabilire il livello di inquinamento dei mari - realizzare una mappa delle macroplastiche e micro plastiche, sfruttando il livello di contaminazione dei campioni di plancton raccolti - in superficie e in profondità – nelle diverse aree della AMP oltreché stabilire i profili chimico-fisici della colonna d’acqua misurati con una sonda multiparametrica in dotazione all’Unità.
Al compito istituzionale della Marina Militare di avvistamento e mappatura dei cetacei si affianca l’interesse dell’Università di Siena e del progetto “Plastic Busters” il cui obiettivo è anche quello di analizzare piccoli campioni di cute dei cetacei per constatare il livello di contaminazione da macroplastiche dei mammiferi marini. Tale attività di monitoraggio di materiale plastico assume, quindi, una importanza vitale in un area marina protetta come il ”Santuario Pelagos”.
La Marina Militare è da sempre attenta alla tutela dell’ambiente marino ed in particolare alle problematiche connesse alla presenza di addensamenti di plastiche nel mare, fenomeno che inizia a diventare una vera emergenza anche per il Mediterraneo. Il progetto “Plastic Busters” è condotto sotto l’egida delle Nazioni Unite e pone in essere azioni concrete necessarie a stabilire con certezza la presenza di plastica in mare e a pianificare, fin da subito, a livello internazionale, azioni di mitigazione e riduzione del fenomeno.
Grande protagonista per l'Italia è stato l'impeccabile Mattia Saoncella, che conquista il titolo mondiale Under 19 al termine di un campionato dominato praticamente dall'inizio alla fine
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Mille miglia nautiche da Cherbourg-en-Cotentin a Lorien da affrontare in solitario, lungo una rotta che attraversa alcuni dei passaggi più iconici e impegnativi della vela offshore europea
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