La Mini Transat più veloce del west”, così Matteo Rusticali cerca di smorzare la delusione di dover scrivere la parola fine alla sua avventura oceanica.
Partito il 1 ottobre da La Rochelle con rotta verso Las Palmas, Rusticali aveva raggiunto l’obiettivo di essere sulla linea di partenza della Mini Transat dopo 5 anni di lavori sul suo prototipo Spot ITA 444.
“Stavo navigando con 20 nodi da Ovest, una mano alla randa e il fiocco” continua lo skipper romagnolo, “ero sottocoperta e stavo parlando con Ambrogio Beccaria al VHF e all’improvviso ho sentito quel maledetto rumore che è l’incubo di ogni navigatore.”
L’albero di Spot infatti ha ceduto durante le prime ore di lunedì 2 ottobre rompendosi in 3 parti. La causa della rottura è da imputare allo sfilamento di una sartia dal suo perno per la pressione esercitata.
“Quando ho disalberato il pezzo più grosso, che era in acqua, ha cominciato a sbattere contro la chiglia, quindi ho cercato subito di liberare la barca dai tronconi che potevano causare altri danni.”
Nel frattempo Rusticali ha contattato l’organizzazione che ha mandato una delle 7 barche appoggio per controllare la situazione e monitorare lo skipper.
“La stanchezza e anche il mal di mare mi hanno reso tutto molto difficile, ma dopo alcune ore sono riuscito a sistemare Spot in modo da avere la tormentina a riva e poter avanzare verso il primo porto.”
Matteo decide così di fare rotta verso Royan, porto situato a sud de La Rochelle.
“Tornare a La Rochelle era improponibile perché sapevo che sarebbe entrato un Nord Est e non sarei stato in grado di risalire il vento, così ho comunicato il mio rientro verso Royan.”
Il porto però presenta una conformazione molto particolare con secche e scogli a circa 10 miglia prima dell’entrata nel bacino e affrontarlo con una barca che ha poca manovrabilità di notte è altamente rischioso.
“Dopo che la barca appoggio si è allontanata ho subito cercato di trovare il modo di fare un ponte radio con l’organizzazione per programmare il traino, sapendo che Royan non era così facile da affrontare nelle mie condizioni.”
“Un peschereccio ha risposto al VHF ed è stato disponibile a trainarmi verso terra. Nel frattempo ho saputo che il mio team era già al porto che si organizzava per il mio rientro.”
Alle ore 21 di lunedì 2 ottobre Matteo Rusticali e Spot sono ormeggiati nei pontili.
“Prima di entrare in porto è arrivata la motovedetta della Capitaneria di Porto che mi ha trainato fino all’ormeggio. Il passaggio era veramente difficile, serfavo su onde frangenti che si formano per un fondale molto basso. E’ stato impressionante. Da solo sarebbe stato impossibile rientrare così.”
“Vorrei ringraziare la città di Royan” conclude Rusticali, “che si è dimostrata disponibile, competente e mi ha aiutato su tutti i fronti. Addirittura un signore, che ha seguito su Twitter la mia disavventura, ha chiamato la Capitaneria di Porto dicendo che mi avrebbe prestato la sua casa per dormire. Quindi siamo ospiti nella sua villetta delle vacanze. E’ stato incredibile. Vorrei anche dire un grazie speciale a tutti gli amici italiani che in queste ore si sono mobilitati per aiutarmi.”
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